Si è chiusa la due giorni di test sul circuito di Misano, a cui hanno partecipato tutti i team della classe regina in vista del prossimo appuntamento del motomondiale al Marco Simoncelli World Circuit, appunto. Su tutti, particolare attenzione era rivolta proprio al ‘nostro’ Andrea Dovizioso, reduce dalla bruttissima caduta di domenica scorsa a Silverstone. Dovi, dopo aver sostenuto le visite mediche del caso nella mattinata di giovedì (è subito arrivato l’ok dei medici), è stato seguito ora dopo ora dal fisioterapista Fabrizio Borra, col quale stava già affrontando da giorni un percorso apposito, ‘dedicato’ alla riabilitazione, presso il Fisiology Center.
E non poteva esserci rientro migliore per Dovizioso. Sì, perché, come detto, ciò che più importava era ritrovare il giusto feeling con la sua Ducati, seppur fisiologicamente non ancora al top della condizione, non lottare contro il cronometro. E Andrea, effettivamente, ha girato alla grande. 17º posto finale a 1″860 da Fabio Quartararo, d’accordo, ma i 37 giri percorsi nel pomeriggio di giovedì, seguiti dalle 77 tornate del venerdì, sono un segnale piuttosto confortante, su tutto il fronte.
Il bilancio della sessione di test di Misano, dunque, è ‘double face’ per il pilota forlivese. Ma soltanto tempi alla mano, però.
«Fortunatamente sono riuscito a fare un giorno e mezzo di test e fisicamente sto bene. Nei giorni scorsi siamo riusciti a fare un bel lavoro a casa: ho recuperato abbastanza bene la forma fisica e sono riuscito a girare, anche se sono ancora un po’ acciaccato. E’ stato molto importante girare, anche perché abbiamo trovato una pista abbastanza diversa rispetto all’anno scorso, con meno grip e perché c’erano anche tutti gli altri piloti e abbiamo potuto fare delle prove interessanti in ottica gara, sia di materiali che di set up. Non sono ancora completamente soddisfatto della nostra velocità però era importante riuscire a scendere in pista in questo test, ce l’abbiamo fatta, e adesso ci prepareremo bene per essere pronti nel weekend di gara».
Certo è che la testa, al di là di tutto, vola logicamente a domenica 15 settembre, quando si tornerà a calcare proprio l’asfalto della nostra Riviera per fare sul serio con il weekend di gara. Il discorso, allora sarà ben differente.
«Oggi non ho fatto alcuna simulazione di gara, non ne ho avuto il tempo, ma il mio passo è stato ugualmente più lento rispetto agli altri. Marquez e Quartararo, per dire, sembrano essere messi meglio, ma noi abbiamo un po’ dovuto combattere con la moto a causa dello scarso grip e non è stato per nulla semplice. Ad ogni modo ho carpito molte cose ed è stato importante fare certe prove per arrivare alla gara con le idee giuste».
Proprio in tal senso va letto il nuovo assetto aerodinamico montato sulla Desmo di Michele Pirro, tester Ducati, con vista 2020. Pirro è infatti sceso in pista con una carena differente, già vista nel test finlandese delle scorse settimane, con la parte inferiore che non termina dritta bensì leggermente a “V”. Tra le possibili funzioni di questo nuovo componente vi è quella di supporto al ‘cucchiaio’, deviando al meglio su quest’ultimo il flusso d’aria generato.