Con il weekend di Motegi, primo degli ultimi quattro appuntamenti della stagione, che si avvicina a grandi falcate, in casa Ducati è già tempo di pensare alla prossima stagione. Certo, c’è ancora il 2º posto di Andrea Dovizioso nel Mondiale da blindare, magari puntare alla doppietta ‘piazzando’ anche Danilo Petrucci sul podio, oltre che ottenere risultati sulle singole gare. Però è altrettanto naturale che a Borgo Panigale si programmi già il futuro in vista del 2020, dove, per l’ennesima volta, si tenterà di strappare la corona iridata dalle mani di Marquez e delle Honda.
Una nuova e decisa svolta, insomma, come quella che invoca Claudio Domenicali, amministratore delegato Ducati. In fin dei conti non si potrà andare avanti ad oltranza a suon di investimenti pesanti e proclami senza ottenere risultati ‘pesanti’. Domenicali, però è positivo e guarda il bicchiere mezzo pieno. «Abbiamo due piloti che hanno vinto almeno una gara a testa in questa stagione – spiega a speedweek.com –, neppure la corazzata Honda può vantare due piloti vincenti. Questo significa che, di fondo, abbiamo lavorato bene. Anche perché se non ci fosse Marc, avremmo vinto due titoli e mezzo. Questo è un dato certo, non una mia ipotesi».
Tutto ciò, però, non è stato evidentemente sufficiente per destabilizzare il monopolio-Marquez. Anche la Desmo, come segnalato più volte dai piloti, necessita di qualche ‘upgrade’ e lavoro specifico. «La moto ha una grande accelerazione ed è eccezionale nella fase di frenata – prosegue Domenicali –, ha grandi punti di forza ma anche punti deboli. La competitività si basa su un equilibrio tra di punti di forza e di debolezza, appunto. Solo così si vince». Binomio che solo la Honda ha trovato negli ultimi anni? «Può essere, ma abbiamo visto tutti come il solo Marquez sia in grado di guidarla».
L’obiettivo in vista del nuovo anno, insomma, è quello di colmare ogni singolo gap con la casa giapponese. «Dobbiamo trovare la capacità di dare velocità a centro curva e una dinamica nei cambi di direzione che oggi ci manca – conclude l’ad di Borgo Panigale –. Perdiamo tanti, troppi decimi in queste aree della pista ed è intollerabile per certi versi». I due piloti, Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci, dovranno fare il resto. «Marquez ha inventato un nuovo modo di sedersi in moto, per come usa il gomito e come controlla lo scorrimento della ruota anteriore. Credo che chi che batterà Marquez sarà colui che lo studierà meglio e lo ‘copierà’ sotto tanti punti di vista, quest’ultimo compreso».