FORLI’. Non dovete più trattenere il respiro e contare con apprensione minuti e ore nell’attesa che l’ufficioso si trasformi in ufficiale. Ora lo è. Klaudio Ndoja è un giocatore della Pallacanestro 2.015 Forlì come noi sostenevamo sarebbe accaduto da almeno due settimane. E tanto più da quando Torino, che sull’ala del 1985 nativa di Scutari si era tuffata con grande veemenza, aveva deciso di mollare la presa. Restava in campo solo l’importante offerta biancorossa e Ndoja ha firmato per il team allenato da Sandro Dell’Agnello di cui rispecchia decisamente il carattere.
Proprio il tecnico toscano su di lui afferma: “Siamo molto, molto contenti. In campo sarà il nostro trascinatore, gioca con enorme determinazione. La sua presenza andrà pesata non solo per l’apporto numerico, punti e rimbalzi, ma anche per l’apporto emotivo, di coesione della squadra. È un giocatore che al di la delle doti tecniche incarna quello spirito battagliero che non può non piacere e che è sempre molto utile alla interno di qualsiasi squadra“.
Già, è così. Sì, perché in qualunque squadra abbia militato dal suo arrivo in Italia – del quale ha scritto un bellissimo libro (noi lo abbiamo letto con passione) intitolato “La morte è certa, la vita no“ – queste doti di fighter, di leader emotivo, di persona che non molla realmente mai, le ha profuse a piene mani. Facendo la gioia dei propri tifosi e suscitando la rabbia di quelli avversari. Come sempre riesce a fare un giocatore di tempra. Marco Bonamico vi dice qualcosa, vero?

Ndoja, che a quanto ci risulta ha firmato un 1+1, non è però solo un lottatore. E’ molto di più. E’ l’ala grande bidimensionale che Forlì in questi anni ha sempre cercato e non ha mai avuto. Lui che in difesa sa reggere sia il passo delle ali che l’urto fisico dei lunghi. Lui che in attacco è in grado di essere efficace sia spalle a canestro, sia in avvicinamento, ma ancor più nel tiro dalla distanza. Cosa che né Castelli prima né Donzelli poi erano riusciti a dimostrare, mentre sfogliando le statistiche dell’ex Tortona, sono tantissime le sue stagioni sopra il 40% dall’arco.
Per questo il general manager Renato Pasquali lo ha voluto con insistenza al di là dell’accento che pone sulle sue doti “mentali e muscolari”: “E’ una scelta fatta per aggiungere quel guerriero che ci è mancato l’anno scorso. Klaudio è un gladiatore, un giocatore che sa trascinarsi dietro il resto della squadra, con esperienza e grandi motivazioni“.
D’altronde uno che ha vinto 3 Coppe Italia di A2 e ha ottenuto due promozioni in massima serie con Brindisi e Virtus Bologna (assieme a Tommaso Oxilia) non si discute.

LA CARRIERA
Nativo a Scutari (Albania) e naturalizzato italiano, Ndoja arriva a Forlì dopo aver vestito lo scorso anno la maglia della Bertram Derthona. Ma la carriera – e la vita – di Ndoja sono fuori dall’ordinario.
Appassionatosi alla pallacanestro fin da giovanissimo, cresce nelle giovanili dello Scutari Basket prima e del Vllaznia Scutari poi. Nel 1998, anche a causa della complicata situazione dell’Albania, Klaudio raggiunge l’Italia, e in particolare la Lombardia, insieme alla famiglia. Nel Csi dura poco, troppo talento, così nel 2002 passa all’Aurora Desio e poi a Casalpusterlengo (2003-05), poi a Sant’Antimo e l’anno successivo a Borgomanero prima del salto, vero, in serie A (2007) con la maglia di Capo d’Orlando. Seguono i passaggi a Scafati (playoff in Legadue), Jesi, Ferrara e, da capitano, Brindisi con la storica promozione in A nel 2011-12.
L’anno seguente di nuovo nella massima serie con l’Enel Brindisi viaggia alla media di 17.5 minuti e 6.5 punti a partita, con percentuali importanti nel tiro da tre (36 su 79, col 45.6%). Poi ancora A con Cremona, A2 Gold di primo piano con Verona e Mantova dove chiude con 32 minuti, 12.6 punti, 5.3 rimbalzi e 1.8 assist. Numeri talmente importanti che convincono l’ambiziosissima Virtus Bologna a puntare su di lui: nell’estate 2016 viene ingaggiato dalle V Nere dove resterà due stagioni: la prima vale il ritorno trionfale in serie A, da protagonista assoluto (10.5 punti, 5 rimbalzi e il 52% nel tiro da tre in post season); la seconda nella massima serie da capitano con 5.2 punti, 2.2 rimbalzi, 57.6% da due e il 37.7% da tre.
MERCATO – TORNA CAMPORI
E adesso, cosa manca alla nuova Forlì? Sicuramente un centro titolare che con ogni probabilità sarà Davide Bruttini, poi i due esterni americani.
Di che tipo? Bidimensionali entrambi da quanto ci risulta. Una “combo” in regia e una guardia capace di fare anche l’ala piccola al suo fianco. Questo permetterebbe di avere parecchi assetti in campo anche con Jacopo Giachetti assieme agli Usa e con Pierpaolo Marini da fare crescere anche come guardia. Per non parlare di Tommaso Oxilia, il cui futuro è sempre più legato a una evoluzione da esterno.
Sarà comunque un quintetto importante, mentre per la panchina pare ormai certo l’addio a capitan Davide Bonacini. Sui cinque di rincalzo, però, abbiamo novità. Oltre a Giachetti, Oxilia e Benvenuti, farà parte dei “dieci” Luca Campori, legato contrattualmente a Forlì e di ritorno dal prestito in B a Scandiano. Campori fisicamente è in netta ripresa dopo l’infortunio subito a inizio stagione scorsa e avrà un posto fisso nelle rotazioni della panchina. Resta quindi una decima casella da riempire e qui possiamo attenderci qualche sorpresa perché nelle intenzioni del club Samuel Dilas e il rientrante Tommaso Colombo (da Santarcangelo) saranno l’11° e il 12°.