Gp Giappone, il solito Marquez in trionfo. Dovi chiude 3º al 100º podio in carriera

El segna semper lu, parafrasando il celebre striscione interista degli anni ’90 dedicato a Maurizio Ganz. Nel nostro caso non segna, ma insomma, il concetto è sempre quello. Sì, perché con Marc Marquez in pista non c’è mai storia. Lo spagnolo della Honda (che si appropria pure del titolo costruttori), dopo essersi messo in dosso la spilletta dell’ennesima corona iridata, ha infatti conquistato la quarta vittoria consecutiva, la decima del 2019 nelle 16 gare corse, vincendo sul velluto anche il gran premio di Motegi. Numeri da vero marziano.

Non c’è mai gara, di fatto, sul tracciato giapponese. Marquez ‘regala’ infatti agli avversari (Quartararo, nel caso) un mezzo giro di gloria in testa, prima di riprendersi con cattiveria agonistica ciò che gli appartiene e non mollare fino alla bandiera a scacchi con un passo mostruoso. Tiene il francesino a bagnomaria, intorno al secondo di distanza, facendogli credere nel miracolo, poi spinge sull’acceleratore verso metà gara e tanti saluti. Tutti gli altri, alle sue spalle, non possono far altro che giocarsi il podio, come succede oramai da mesi.

Così, con il 2º posto di Quartararo mai davvero in bilico – gran gara del francese, al di là di tutto: il prossimo anno ci sarà da divertirsi –, il gradino più basso del podio è andato al nostro Andrea Dovizioso, al ritorno in top 3 dopo la seconda piazza di Aragon di un mese fa. Una buona prova, quella del pilota forlivese, che in partenza (scattava 7º) non è però riuscito a strappare posizioni trovandosi costretto ad ‘impostare’ subito una gara in rimonta.

Con la media al posteriore, la prima metà di gara di Dovizioso è stata forse sin troppo conservativa, mentre la mescola morbida delle Yamaha dava quel ‘quid’ in più ai piloti di Iwata. Troppo tempo perso per sbarazzarsi dei vari Morbidelli e Miller, troppo tempo perso per poter mettere realmente nel mirino Quartararo. Perché poi Dovi, nelle battute finali di gara, riesce a stampare tempi davvero di tutto rispetto, con grande costanza, arrivando sul codone del francese nel corso dell’ultima tornata di gara: un altro giro e sicuramente se lo sarebbe messo alle spalle. Il 100° podio della sua carriera, considerando tutte le tre classi del motomondiale, arriva così festeggiando al 3º posto.

«È stata una gara strana – spiega Andrea, un po’ rabbuiato in volto, nel parco chiuso –, perché c’è stata una scelta diversa di gomme da parte dei piloti. Nel finale sono tornato a contatto coi primi due probabilmente perché Quartararo e Vinales avevano finito le gomme. Per tutta la gara, comunque, siamo andati bene in staccata, verso la fine ho cercato di spingermi al limite, volevo arrivare 2º, ma purtroppo non ci siamo riusciti. Sarebbe stato sufficiente un giro in più per superare Quartararo. Ma va bene così. Abbiamo faticato un po’ nel weekend e chiudiamo nel miglior modo possibile la tre giorni giapponese».

All’Arrivo…

  1. Marc Marquez 42’41″492
  2. Fabio Quartararo +0.870
  3. Andrea Dovizioso +1.325
  4. Maverick Vinales +2.608
  5. Cal Crutchlow +9.140
  6. Franco Morbidelli +9.187

…e nel Mondiale

  1. Marc Marquez 350 pti
  2. Andrea Dovizioso 231 pti
  3. Alex Rins 176 pti
  4. Maverick Vinales 176 pti
  5. Danilo Petrucci 169 pti
  6. Fabio Quartararo 163 pti