Nella raffinata ed elegante cornice della Fondazione Dino Zoli, la Pallacanestro 2.015 Forlì, nella veste del buon padre, riabbraccia il figliol prodigo Lorenzo Benvenuti. A fare gli onori di casa sono il patron Dino Zoli e sua figlia Monica che, al termine del loro intervento ricordano che la mission della Fondazione è quella di perseguire obiettivi a spiccata valenza sociale e lo sport, quindi che a Forlì la pallacanestro ha un’importantissima rilevanza in questo ambito. «Per questo siamo contenti di ospitare ancora una volta questa società sportiva», ha puntualizzato Monica al termine del suo intervento.
Come al solito, a fianco del protagonista della giornata, Lorenzo Benvenuti, erano presenti il presidente Giancarlo Nicosanti e il gm Renato Pasquali. Il numero uno della società biancorossa ha più volte sostenuto che il pivot livornese è tornato in Romagna, dopo la parentesi campana, per finire ciò che gli albori della pandemia, tutt’ora in corso, avevano interrotto due stagioni or sono. Secondo il presidente, inoltre, Benvenuti possiede tutte le caratteristiche che un giovane giocatore dovrebbe avere per puntare a calcare palcoscenici di maggior prestigio.
Su questa lunghezza d’onda si è sintonizzato anche l’intervento di Renato Pasquali: «Lorenzo non è un cavallo di ritorno. Lorenzo è un buon cavallo di ritorno», esordisce il gm. Ringraziando poi i soci della Fondazione per lo sforzo ulteriore fatto allo scopo di aggiungere al roster chili, centimetri ed esperienza mancati nella stagione passata. «Oltretutto li abbiamo aggiunti nel quintetto base, cosa ancora più straordinaria. Lorenzo è bidimensionale. Con lui possiamo giocare con due lunghi, ma anche in altri modi e lo abbiamo già sperimentato. Non tutti possono dire di avere in squadra due lunghi come lui e Davide Bruttini – gongola –. Quest’anno sfido chiunque a dire che non faremo sul serio!».

Dopo le frasi e i ringraziamenti di rito, il pivot livornese prende la parola e chiarisce subito ai presenti quale sarà il proprio obiettivo stagionale: «Ritorno a Forlì molto motivato per finire positivamente la stagione interrotta due anni fa. Poi per cercare di raggiungere quelli che sono i nuovi obiettivi societari, più ambiziosi rispetto ai precedenti. Per me rappresenta una occasione molto stimolante, mi farà sicuramente crescere anche per il prosieguo della mia carriera».
Il livornese è anche bravo a sviare domande spinose riguardanti i motivi della separazione avvenuta due anni fa, giustificandola con il Covid-19, che ha creato, a suo dire, «situazioni strane in tutti i campi, niente più, niente meno». Al di là di tutto questo, «le sensazioni per l’anno entrante sono buone. L’affetto che i tifosi mi hanno dimostrato subito dopo la firma, che mi è parso tangibile anche da parte della società, mi spingono a superare i miei limiti e a voler sempre migliorare nel mio gioco. Siamo quattro lunghi ben amalgamati e giocare contro di noi non sarà affatto semplice. Davide lo conoscevo già e sono rimasto molto legato a lui. Pullazi e Natali sto imparando a conoscerli e sembrano persone squisite. Abbiamo fisicità ed esperienza sotto le plance e ho già detto tutto».
Glissa con una battuta sul suo rapporto privilegiato con l’allenatore che ritrova per la terza stagione in carriera. Afferma che le loro idee di pallacanestro collidono perfettamente: «Per me è facile giocare per Dell’Agnello». Dice di non avere rimpianti per il passato prossimo e remoto: «conosco Sergio Luise da esperienze passate, ho dei buonissimi ricordi e sono strafelice di ritrovarlo a Forlì come secondo allenatore. Voglio crescere nei rimbalzi, ma il mio apporto, essendo un giocatore di squadra, dipenderà molto anche dall’amalgama che riuscirò a creare con i compagni. L’impegno non mancherà mai, ve lo posso assicurare». Quindi la chiosa di Pasquali: «È arrivato come giovane promettente due anni fa e ritorna a Forlì da giocatore esperto».
A margine della presentazione non sono mancate puntuali le domande riguardanti le intenzioni societarie in merito alla partenza della campagna abbonamenti stagionale. Il presidente ha garantito che nelle prossime settimane verrà presentata l’iniziativa e che comunque l’obiettivo societario, stante le attuali regole vigenti, è di garantire 1.000 abbonamenti sulle 2.000 persone che potranno assistere alle gare. Sempre su questa falsariga è stato aggiunto che per le partite di Supercoppa verrà organizzata la biglietteria.
Fare un maggior numero di abbonamenti potrebbe essere rischioso nell’ottica di un eventuale ritorno in zona gialla: «Abbiamo comunque già avuto numerose richieste da parte dei tifosi in tal senso e per questo crediamo che una campagna abbonamenti debba essere improntata. Comunque se ne parlerà più avanti, anche perché dovremo combattere con la ritrosia naturale delle persone. Ma dobbiamo pensare ad un palazzetto di duemila persone anche se, fosse per me, ne farei entrare tutte le domeniche cinquemila e settecento, tutti rigorosamente muniti di Green Pass e mascherina. Tutte queste domande dimostrano l’attaccamento dei tifosi alla squadra», chiude ogni ulteriore discorso Nicosanti.