Vince anche a Motegi, Marc Marquez con la sua Honda, e conquista così il settimo titolo Mondiale di carriera, il quinto nella massima serie. Complice la caduta di Andrea Dovizioso al penultimo giro – il Dovi, in coda allo spagnolo, stava ‘tirando’ forte per tentare di mettere la propria Ducati davanti alla HRC -, dunque, Marquez ha avuto strada spianata nell’ultimo giro sul circuito nipponico, facendo scattare festa grande in casa Honda, sulla pista di casa.
Bastano pochi giri perché si formi un primo terzetto staccato dal resto del gruppo formato da Dovi, Marquez ed un inaspettato Crutchlow, seguiti a distanza da Rossi e dalle due Suzuki.

Lo spagnolo ha adottato la stessa tecnica che abbiamo visto nelle ultime gare: restare incollato alla Ducati per tutta la corsa e aspettare il momento giusto. A sei tornate dal termine i due leader del mondiale si staccano da Crutchlow e Rins e iniziano a studiarsi curva dopo curva con dei ritmi altissimi. Due giri dopo Marquez supera Dovizioso che però non sembra accusare il colpo e rimane attaccato allo spagnolo, pronto per rispondere. A pochi chilometri dalla bandiera a scacchi l’episodio chiave: la Desmosedici scivola in curva e finisce sulla ghiaia, consegnando a Marquez il titolo numero 7.

ANDREA DOVIZIOSO 9. Non si può non premiare il forlivese che anche in questa stagione si è dimostrato l’unico essere umano in grado di avvicinarsi all’alieno Marquez. Ci ha provato fino alla fine con grinta e determinazione. L’unico rammarico che può avere sono quegli “zero” di troppo a inizio stagione, ma con i se e con i ma non si scrive la storia.
MARC MARQUEZ 10 e lode. C’è qualcosa da aggiungere? Lo spagnolo domina la stagione in lungo e in largo, e dopo un inizio un po’ rocambolesco e aggressivo, si taglia le unghie e inizia a correre con un po’ di intelligenza in più, quella che assieme al suo talento ha fatto veramente la differenza.
CAL CRUTCHLOW 9. Guardi alle spalle di Marquez e chi trovi? Il britannico Crutchlow, resuscitato dopo una lunga serie di risultati anonimi (eccetto il 3° posto a Misano), che complice la caduta di Andrea guadagna il secondo miglior risultato stagionale.
ALEX RINS 9. Gara intelligente dello spagnolo: segue il compagno Iannone che lo trascina vicino alla testa della corsa prima di scivolare. Poi mantiene la posizione senza prendersi troppi rischi. Un podio, per questa Suzuki, è un ottimo risultato.
VALENTINO ROSSI 6. Ormai al dottore non si riesce più a dare un voto. Merita la sufficienza perchè è la migliore delle Yamaha, che torna a soffrire dopo le speranze di Buriram. Non resta che attendere la prossima stagione e sperare bene.

Parola di Dovi
“Ovviamente sono deluso perché volevamo vincere a tutti costi questa gara – spiega Andrea –, ma tutto sommato è stato un weekend positivo perché siamo stati molto veloci e abbiamo confermato la nostra competitività. Anche se abbiamo fatto una bella gara non siamo riusciti a fare la differenza nei confronti di Marquez, e voglio fargli i miei complimenti perché anche quest’anno ha meritato di vincere il campionato. Peccato per la caduta: non ho esagerato ma ho semplicemente cercato di preparare al meglio l’uscita dalla curva per poi attaccarlo ed ho commesso un piccolo errore che però mi è costato molto caro”.
Così al traguardo…
1 – Marc Marquez 42’36.438
2 – Cal Crutchlow +1.573
3 – Alex Rins +1.720
4 – Valentino Rossi +6.413
5 – Alvaro Bautista +6.919
6 – Johann Zarco +8.024
18 – Andrea Dovizioso +42.698
… e nel Mondiale
1 – Marc Marquez 296
2 – Andrea Dovizioso 194
3 – Valentino Rossi 185
4 – Maverick Viñales 155
5 – Cal Crutchlow 148