MotoGP, cancellato anche il GP di Giappone. A Misano col pubblico?

All’infinito elenco di forfait in vista della stagione 2020 che scatterà tra circa un mese e mezzo, va aggiunto anche quello di Motegi. Notizia di oggi è infatti la cancellazione, da parte di Dorna & co., del Gran Premio del Giappone, per il motomondiale un appuntamento storico (fino al 2003 si è corso a Suzuka) e importante trattandosi della corsa di casa di gran parte delle marche del circus.

La MotoGP avrebbe dovuto far tappa a Motegi tra il 16 e il 18 ottobre, ma, posto che comunque in terra nipponica non si sbarcherà in alcun modo, la decisione è già stata presa in virtù di un’altra scelta importante effettuata da Dorna. «Stiamo lavorando per ricominciare la stagione e svolgere il maggior numero di eventi nel modo più sicuro – ha spiegato Carmelo Ezpeleta, ceo della società organizzatrice del Mondiale –. Per questo motivo abbiamo deciso che, fino a metà novembre, la MotoGP rimarrà in Europa per disputare tutti i GP che saremo in grado di fare. Gli eventi extra-europei, se sarà possibile, si terranno soltanto dopo metà novembre, troppo tardi per il Gran Premio di Giappone».

La sensazione, insomma, è che il Mondiale 2020 sarà una competizione totalmente in salsa europea, al di là di tutti i buoni propositi. Al riguardo, Andrea Albani, direttore del circuito di Misano, ha aperto, sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, alla prospettiva di correre sull’asfalto romagnolo davanti agli occhi dei tifosi. Una speranza e nulla più, al momento, ma tornare a popolare le tribune del circuito intitolato a Marco Simoncelli – dove si correranno, con ogni probabilità, ben due gare: 13 e 20 settembre – è un’ipotesi per nulla campata per aria che verrà valutata nelle prossime settimane.

«La possibilità che avvenga non è nelle nostre mani – spiega Albani –, dipendendo da un via libera del governo. Ma nel momento in cui ci fosse un’opportunità, faremmo di tutto perchè accada. Dal 15 giugno in Italia ci sarà la possibilità di organizzare eventi che contemplino un numero massimo di 1.000 persone. Se nei prossimi mesi la situazione dovesse migliorare e ci fosse un ulteriore ‘rilassamento’ delle restrizioni, ipotizzare la gara con una parte di pubblico sarebbe realistico». L’idea, al momento, sarebbe di limitarsi a una riapertura delle tribune con i relativi 30mila posti a sedere, in un’ottica di gestione ‘semplificata’ di tutte le linee guida per il distanziamento.