MotoGP, sulla pioggia di Jerez il 2019 va in soffitta

Test bagnati, test… sfortunati. Si è infatti chiusa con una forte e incessante pioggia, come previsto, l’annata 2019 del motomondiale, che di fatto non ha permesso a piloti e costruttori di sfruttare la seconda giornata di test sul circuito spagnolo di Jerez de la Frontera. Pochi i giri compiuti sull’asciutto, ancora più ‘scarsi’ i riferimenti e le novità provate in vista della nuova stagione, con il temporale che ha messo fine al tutto anche con qualche ora di anticipo.

Soltanto 5 sono state le ‘tornate’ portate a termine da Andrea Dovizioso, che ha chiuso al 6º posto del Day 2 in 1’37″986. Da evidenziare, però, una piccola novità portata dalla Ducati, schierando due diversi codoni (le cosiddette ‘salad box’, letteralmente ‘confezione di insalata’, per via della forma del componente) sulle sue moto, con uno più grande e massiccio dell’altro: nei prossimi test, in programma a febbraio in quel di Sepang, ne capiremo di più.

In tutto ciò, fuori dalla pista Dovi si ‘guadagna’ le attenzioni (mai nascoste, per il vero) di Aleix Espargaro, col pilota Aprilia che spende parole al miele per il forlivese. «Dovizioso è il mio punto di riferimento, il mio modello – afferma lo spagnolo –. È il mio pilota preferito nel paddock, sia come persona che per il suo metodo di lavoro. Si parla di Marquez e Rossi, ma ciò che ha fatto Andrea ha dell’incredibile: ha preso una Ducati non competitiva e l’ha portata a vincere, superando sempre i compagni di team. Ha un solo problema: aver a che fare col miglior pilota della storia, Marquez. Arrivare 2º è però come vincere il titolo e, senza Marc, sarebbe già tra gli immortali delle due ruote. Con grande merito».

Già, proprio lo spagnolo campione del mondo in carica, che proprio in queste ore finirà sotto i ferri. Nella giornata di mercoledì, infatti, Marquez si opererà alla spalla destra, che aveva subito una sublussazione dopo una caduta in Malesia ‘replicata’ proprio a Jerez lunedì. Meglio intervenire chirurgicamente piuttosto che rischiare problemi assortiti come già avvenuto mesi fa con l’altra spalla.