Dopo il Qatar, anche la Thailandia. Il governo di Bangkok ha infatti annunciato il rinvio a data da destinarsi del Gran Premio della Thailandia, inizialmente in calendario per domenica 22 marzo a questo punto come debutto ufficiale (perlomeno per la classe regina della MotoGP) della stagione 2020. La causa della sospensione dell’evento, manco a dirlo, l’epidemia del Coronavirus, che nelle scorse ha mietuto tra l’altro la prima vittima nel Paese orientale.
A questo punto, dunque, la gara di Buriram verrà nuovamente calendarizzata, anche se non è semplice trovarle una ‘collocazione’. Le prime voci parlano di uno spostamento all’11 ottobre, tornando così alle origini (proprio quest’anno, per la prima volta, il gp thailandese era stato anticipato a marzo come seconda gara del campionato). Il problema è che, così facendo, si dovrebbero fare i conti con ben cinque gare in cinque settimane, tra Aragon (4 ottobre) e Malesia (1º novembre), con tutti i problemi di logistica.
A Dorna e Fim il ‘gravoso’ compito di sistemare date e appuntamenti, ma è certo, purtroppo, che dovremo attendere ancora almeno un mese per aprire la caccia al Mondiale di Andrea Dovizioso. La MotoGP, ad oggi, dovrebbe dunque iniziare la propria stagione soltanto nel weekend di domenica 5 aprile negli Stati Uniti, ad Austin, ma anche qui la situazione è tutt’altro che limpida. Nel fine settimana, infatti, la compagnia di bandiera a stelle e strisce, American Airlines, ha annunciato la sospensione di tutti i voli da e per Milano dagli aeroporti di Miami e New York fino al 24 aprile prossimo. Stessa decisione presa da Delta, che ha bloccato le tratte con Milano sino a maggio. Non sorprenderebbe, insomma, se nelle prossime settimane arrivassero ulteriori notizie negative, che sposterebbero le lancette dell’orologio addirittura fino al 19 aprile per il Gran Premio di Argentina.