Piacere, Ivica: «Forlì, eccoti la mia esperienza per andare il più lontano possibile»

Sbarcato sotto San Mercuriale da poche ore, Ivica Radic è pronto a immergersi nella nuova esperienza forlivese. Un’esperienza a dir poco ‘intensiva’, che lo proietterà in campo già tra poche ore (sabato alle 20 c’è gara 1 contro l’Eurobasket Roma) nella sfida inaugurale dei playoff. Chiamato a portare ulteriore fisicità e sostanza alla banda biancorossa, nella mattinata di venerdì il pivot croato è stato ufficialmente presentato a città e tifosi.

«È stata una settimana piuttosto emozionante per tutti noi – esordisce il general manager, Renato Pasquali, lavorando su più fronti alla ricerca del giocatore che sarebbe stato più utile. Abbiamo pensato che un elemento più presente anche dentro l’area, oltre che perimetrale, potesse fare al caso nostro. È stato per prima cosa sondato il mercato degli italiani per prima cosa, ma pare che l’A2 sia un campionato per lebbrosi. Quindi ci siamo spostati sul mercato degli stranieri, sondando disponibilità dei giocatori in una stagione molto difficile. È stato complesso trovare giocatori con motivazioni per restare un mese in più in Italia».

Il prescelto, quindi, è stato proprio Radic: «Abbiamo avuto la disponibilità di Ivica e lo ringrazio, perché so quanto tempo ha avuto per prendere una decisione e presentarsi a Forlì. Ha capito la situazione e ha mostrato tutto il proprio impegno per arrivare in tempo. Gliene sono grato. Tra scegliere un giocatore nel ruolo giusto ma non di livello, e scegliere un giocatore in un ruolo differente ma di livello, abbiamo optato per la seconda opzione. È motivato, non è a secco di ‘giocato’ e dovrà soltantoo ambientarsi. Cercheremo di inserirlo al meglio, ma credo ci possa essere utile fin da subito».

Quindi parola al diretto interessato, che esordisce in inglese per poi passare ad un italiano fluido e ‘naturale’. Un aspetto certamente da non trascurare, considerando il contesto in cui si è trovato catapultato. «Sono molto contento di essere parte di questo club e di questa città – spiega Radic –. Le mie prime impressioni sono molto buone e sono felice che la scelta sia ricaduta su di me. Cercherò di fare del meglio per aiutare la squadra sotto ogni aspetto, specialmente portando fisicità nel pitturato sui due fronti di gioco e giocando spalle a canestro. La cosa più importante è vincere e andare più lontano possibile nei playoff. È sempre molto bello poter giocare in post-season. Ritengo possa essere soltanto un ‘plus’ per la mia carriera far parte di questo gruppo».

Il classe ’90 passa poi ad analizzare le proprie caratteristiche tecniche: «Come detto, combattere sotto canestro è il mio punto forte, quindi anche prendere rimbalzi e difendere nell’uno contro uno. Ho esperienza alle spalle, quindi posso portare anche questo speciale ‘bagaglio’ alla squadra. Fisicamente sono a posto, ho giocato fino a 10 giorni fa. Nell’ultima settimana non ho fatto nulla con la palla, ma mi sono tenuto in forma a livello muscolare. Mi sento bene. Dovrò dare tutta la mia energia, il resto verrà da sé. Ma sono pronto per queste cose, non è la prima volta che gioco in A2. Se conoscevo già qualcuno dei miei compagni di squadra? Ho affrontato Landi, mentre con Bruttini ho fatto un pre-campionato proprio qui a Forlì (nell’estate di Boccio, ndr). Ma andai direttamente nel ritiro di Domegge di Cadore prima di tornare a casa: è la prima volta che entro al PalaGalassi».

Quindi, la chiosa di Pasquali. «Cosa può dare in più a questa squadra? Penso che lui inizialmente si aggiusterà alla squadra, finché non si avrà trovato l’equilibrio, ma sarà tutto automatico. Il nostro, del resto, è un sistema collettivo, siamo arrivati qui grazie a questo. Ci aspettiamo che possa fare i 12-14 punti a partita che faceva Erik e prendere qualche rimbalzo in più. La situazione di Rush? A lui dobbiamo molto, perché, oltre che un buon giocatore, è anche una persona di altissimo livello. Se abbiamo fatto questa scelta, è anche per rispettarlo. Perché metterlo sotto pressione per un recupero rapido, con partite ravvicinate, lo avrebbe messo in difficoltà. Detto che lui non si tira mai indietro e non lo ha fatto nemmeno nelle ultime settimane».