Primo match point Marquez in casa Honda: Dovi gli rovinerà la festa?

Dopo lo spettacolo offerto dai bolidi a due ruote nella new entry Buriram, il circus della MotoGP dà il via al rush finale della stagione 2018 partendo dal circuito di Motegi, in Giappone, nel corso del prossimo weekend. Scenario, lo scorso anno, di un fantastico testa-a-testa tra Dovizioso e Marquez, risolto solamente all’ultima curva a favore del nostro, grande spettacolo è garantito anche nella gara di domenica prossima.

Il capoclassifica Marc Marquez proprio a Motegi potrebbe conquistare il settimo titolo mondiale (il quinto nella classe regina), nella pista della casa madre Honda, dove già altre due volte ha messo il sigillo negli scorsi anni. Sarà sufficiente infatti una vittoria per lo spagnolo per chiudere i giochi del motomondiale o un secondo posto, purché a vincere non sia il forlivese Dovizioso. “Abbiamo il nostro primo match ball nella gara di casa della Honda, che è molto importante per la nostra casa – le parole del cabroncito Naturalmente cercheremo di ottenere il miglior risultato davanti ai nostri tifosi, ma Motegi è una pista stop-and-go dove una forte accelerazione è un fattore chiave, quindi dovremo lavorare sodo e migliorare un po’ in quella zona se vogliamo lottare con Ducati. Altrimenti, cercheremo di rimanere concentrati e calmi e di gestire la situazione nel miglior modo possibile. L’importante è raggiungere prima o poi il nostro obiettivo”.

In casa Ducati, nel contempo, vi è ormai la consapevolezza che per il titolo la lotta sia chiusa, ma gli ottimi risultati ottenuti nelle ultime gare danno fiducia al team per le prossime gare e soprattutto per la prossima stagione. Andrea Dovizioso, inoltre, ha una gran voglia di rivalsa nei confronti di Marquez e spera in un risultato simile a quello dello scorso anno. “Dopo il risultato di Buriram credo che la lotta per il titolo sia quasi chiusa – spiega Dovi –, anche se non è ancora matematicamente certo, e quindi ci impegneremo al massimo nelle prossime gare. Insieme alla mia squadra riusciamo a capire dei nuovi dettagli molto importanti in ogni gara, e quindi continueremo a lavorare così anche a Motegi, dove il nostro obiettivo è vincere. Il tracciato giapponese mi piace molto e la nostra Desmosedici è sempre efficace in frenata e in accelerazione, per cui non vedo l’ora di scendere in pista e provare a prendermi la rivincita su Marquez”.

Dovi che per le ultime volte condividerà il box con Jorge Lorenzo, passato in Honda per la prossima stagione, nei confronti del quale fa un rapido sunto dei due anni trascorsi in sua ‘compagnia’. “Quando hai due piloti in lotta per il campionato è positivo per lo sviluppo della moto e per i risultati dei piloti – continua Andrea –, ma questo ha anche creato una certa tensione e questo è il modo migliore per perdere punti. Team Repsol fortissimo nel 2019? Sulla carta sarà la miglior squadra, questo è chiaro, è normale, ma non è detto che siano la squadra più forte“.

Di umore opposto lo stesso Jorge Lorenzo, costretto ai box in Thailandia per infortunio e pervaso da una gran voglia di scendere in pista. “Sono già passati alcuni giorni da quando ho lasciato Buriram senza poter correre e, anche se ora mi sento meglio dopo essermi allenato e riposato in Thailandia, nelle prime prove di venerdì dovrò capire quali saranno le mie sensazioni sulla moto. Voglio assolutamente correre in Giappone perché Motegi è uno di quei circuiti in cui penso che potremo fare davvero bene, e quindi spero che i postumi degli infortuni al piede e al polso non mi diano fastidio. Inoltre saranno anche molto importanti le condizioni meteo che troveremo, perché negli ultimi anni in Giappone ha quasi sempre piovuto nel weekend di gara”.

Tre Yamaha nelle prime cinque posizioni: la Thailandia sembra aver resuscitato la casa di Iwata dopo le proteste dei piloti e le ammissioni di colpa dei tecnici. Il circuito di Motegi sarà una bella prova per capire se a Buriram è stato solo un fuoco di paglia. Nella casa dei rivali la M1 ha vinto solo 4 volte, contro le 5 vittorie Ducati e le 7 Honda. La pista giapponese piace a Valentino Rossi, che qui ha ottenuto 11 podi con 2 vittorie. “Dopo il Gran Premio in Thailandia sono tornato in Italia e mi sono allenato per prepararmi per le tre gare di fila – spiega Rossi – Sono venuto in Giappone con l’ottimismo di poter essere forte anche qui. Di solito Motegi è una buona pista per me, mi piace. Spero che sia asciutto, perché l’anno scorso è stato un incubo, era sempre bagnato. Vedremo cosa succederà nelle prossime tre gare, non solo in Giappone. Se abbiamo davvero migliorato la moto l’ultima volta, dovremmo essere competitivi nei prossimi tre GP”.

Il 3° posto nell’ultima gara è stata una boccata d’aria anche per l’altro yamahista, lo spagnolo Maverick Viñales, che in questa stagione ha mostrato prestazioni decisamente altalenanti. “Dopo il GP di Buriram il mio pensiero era che una gara e un weekend come l’ultimo dovrebbe essere normale per noi, eravamo tornati dove avremmo dovuto essere. Avevamo fatto un cambiamento positivo alla moto e mi sentivo molto bene, e la squadra ha lavorato bene. Penso che finalmente stiamo ottenendo i risultati dopo tanto duro lavoro. I piccoli cambiamenti nella moto stanno finalmente dando i loro frutti. Abbiamo fatto un cambiamento nella distribuzione dei pesi, che ha giocato un ruolo importante. Sono molto curioso di arrivare a Motegi e scoprire se sono stati gli pneumatici o la nuova configurazione a fare la differenza. Motegi è un circuito molto speciale per noi perché è il Gran Premio di casa per Yamaha. Sarà molto importante fare una buona prestazione in Giappone davanti a tutti i nostri manager e ai nostri meravigliosi tifosi, che ci sostengono sempre. Non vedo l’ora di essere lì.

Il Circuito

Il Twin Ring di Motegi, in Giappone, ospita il sedicesimo appuntamento del Campionato Mondiale di Motociclismo, anche se dopo il forfait di Silverstone sarà di fatto la gara numero 15. Il tracciato, lungo 4.8 km e composto da 14 curve (6 a sinistra, 8 a destra) è stato costruito dalla Honda, che ne detiene ancora la proprietà. Il record di vittorie appartiene ad un uomo Honda per eccellenza, Dani Pedrosa (3), a pari merito con uno che uomo Honda lo diventerà, Jorge Lorenzo. Nella scorsa stagione la vittoria è andata all’ultimo giro al forlivese Andrea Dovizioso con pista bagnata.