Tornare in campo ad ottobre, davanti agli occhi di una parte di tifosi e appassionati: il mondo del basket italiano ci prova. Al momento si tratta soltanto di uno scenario ottimistico, una speranza, ma, al contrario di quanto si andava definendo sinora, una piccola luce in fondo al tunnel comincia a intravedersi per davvero. Una prospettiva fattibile, considerando i numeri incoraggianti in arrivo quotidianamente dall’emergenza sanitaria, ma anche tenendo presente le prossime riaperture di cinema e teatri (per restare in ambito di eventi in luoghi chiusi) e la possibile riapertura parziale degli stadi verso metà luglio (per restare in ambito sportivo).
Così, la commissione istituita da LBA e LNP sta lavorando su un ventaglio di ipotesi da considerare in vista della ripartenza di serie A e serie A2. Tenendo saldi i ‘principi’ di distanziamento sociale e prescrizioni sanitarie, il fronte più bollente è legato alla presenza o meno del pubblico sulle tribune degli impianti. L’obiettivo, appunto, sarebbe quello di definire una nuova capienza per ogni palasport delle prime due categorie nazionali (la serie B, con palasport più piccoli e ‘complicati’ da gestire, è esclusa dalla discussione), in modo tale da consentire l’accesso al pubblico. LNP e categorie inferiori, del resto, hanno già dichiarato la propria volontà di dare il ‘la’ ai nuovi campionati soltanto quando si potrà giocare a porte aperte, per ovvi motivi.
L’idea della commissione, dunque, prevederebbe un’affluenza di pubblico pari al 50% della capienza di ogni palazzetto (magari con qualche ‘concessione’ in più per gli impianti maggiormente attrezzati), garantendo così la massima sicurezza ai presenti. Questo, chiaramente, porterebbe ad uno ‘stravolgimento’ dell’ipotetico calendario della prossima stagione. Il campionato di serie A2, cioè, potrebbe riprendere regolarmente a ottobre, come consuetudine, senza alcun rinvio al termine dell’anno solare. A gennaio, poi, si potrà ragionare sul ritorno a pieno regime, con porte aperte al 100% della capienza.
Quella appena illustrata, chiaramente, è la soluzione più ottimistica, ma anche quella auspicata da commissione ad hoc, club, leghe e Federazione, nonché tifosi. Tutto, ad ogni modo, sarà strettamente legato all’evoluzione della situazione sanitaria e dovrà passare al vaglio delle istituzioni. Ma il solo fatto di azzardare tali discorsi, dopo lunghi mesi di dubbi e incertezze, è già un bell’andare.