‘Silverstone’s crash’: ecco come l’airbag ha protetto Dovi

La tecnologia e l’innovazione fanno miracoli. Per una volta, nell’epoca del punto zero che dir si voglia, diamo a Cesare quel che è di Cesare. A maggior ragione in una disciplina estremamente pericolosa come il motorsport, come ricordato giusto lo scorso weekend dal tragico schianto che in quel di Spa, sulle monoposto di Formula 2, è costato la vita al giovane francese Hubert.

Insomma, il rischio zero nei motori, si sa, non esiste. Ma è a dir poco evidente che negli ultimi anni, in MotoGP e non solo, la sicurezza dei piloti nei circuiti ha compiuto davvero passi da gigante. Così, l’oramai celebre incidente di Silverstone che nell’ultimo appuntamento del motomondiale ha ‘azzoppato’ il nostro Andrea Dovizioso, rimane un ricordo fortunatamente ‘positivo’ e nulla più. Dove cioè i piloti coinvolti, Fabio Quartararo e il ‘nostro’ Dovi appunto, se la sono cavata con una puntata in ospedale, qualche contusione e nulla più.

Tutto ciò grazie anche (e soprattutto) all’abbigliamento indossato dai due piloti in questione, entrambi equipaggiati con la tuta marchiata Alpinestars e il suo innovativo sistema Tech-Air. Un vero e proprio airbag che avvolge il corpo del motociclista, per intenderci. Il marchio italiano, infatti, negli scorsi giorni ha diffuso dati davvero interessanti riguardanti il funzionamento concreto del Tech-Air proprio durante i pochi secondi della caduta di Dovizioso e Quartararo.

Come si può vedere dal grafico sopra, l’airbag di Dovizioso si è gonfiato 145 millesimi di secondo prima dell’impatto a terra, attivandosi di fatto col pilota già per aria. A ulteriore testimonianza di quanto questi sistemi di protezione siano efficienti e sofisticati. Il Dovi crash, nel complesso, è durati quasi 5 secondi (4,8 per la precisione), con il Tech-Air che si è quindi andato via via a sgonfiare una volta compiuto il proprio lavoro. L’impennamento delle varie curve che indicano l’accelerazione laterale indicano quanto violento sia stato l’impatto.

Per quanto riguarda Quartararo, invece, il sistema airbag si è attivato soltanto 60 millesimi di secondo prima che il corpo del pilota andasse ad impattare contro l’asfalto. Questo dovuto principalmente alla ‘tipologia’ di caduta diametralmente opposta rispetto a quella di Dovi: il forlivese è stato disarcionato dalla sella, il pilota del Team Petronas, di fatto, è scivolato in curva. La caduta di Quartararo si è prolungata pressoché quanto quella di Andrea (4,7 secondi complessivi).