Quanto dista Tokyo da Forlì? In linea d’aria sono 9.679 chilometri, con l’aereo servono come minimo 13 ore per raggiungere la capitale giapponese, ma tempo e distanza cambiano a seconda delle prospettive a partire dalle quali si calcolano. E allora può succedere che a separare il capoluogo romagnolo dalla città sede delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi del prossimo anno sia un tempo infinitamente lungo come quello di un sogno che dura da una vita e che la vita stessa ha risvegliato e rilanciato, oppure infinitamente piccolo come può essere mezzo secondo.
Sì, avete letto bene, proprio mezzo secondo o poco più. D’orologio. Perché è questo il tempo che ancora separa dal campione italiano in carica, il 35enne tarantino d’origine, ma ormai forlivese a tutti gli effetti, Daniele Nasole. Un ragazzo che ha un sogno che vuole realizzare già questa estate. Qualificarsi alle Paralimpiadi di Tokyo 2020 in una disciplina che richiede tanta forza, fisica e mentale: la canoa KL3 sulla distanza dei 200 metri. Per riuscirci deve ancora limare al suo crono di quest’anno qualche decimo e se ci riuscisse in occasione dei Campionati Mondiali di Szeged in Ungheria (dal 21 al 25 agosto) potrebbe volere dire accesso alla finale A della sua categoria. E a quel punto il pass olimpico sarebbe a una pagaiata di distanza. Se non accadesse? Tranquilli, “Dano” potrebbe riprovarci la prossima primavera.

Insomma, servono tanta determinazione, perseveranza e pazienza, ma questo ragazzo laureato in Scienze infermieristiche, Carabiniere a Forlì in qualità di assistente amministrativo e tesserato per il Canoa Club Ferrara, queste doti le ha sempre avute e le ha sviluppate quando la vita gli si è frapposta come fosse la corrente contraria di un fiume. Per risalirla serve pagaiare con più forza e Daniele che già a 13 anni si allenava con la sua canoa a Taranto, lo ha fatto e continua a farlo da atleta paralimpico con un grande sogno al quale tendere.
La sua storia ve la abbiamo raccontata dettagliatamente quando IOR e Axterisco promossero una raccolta fondi in suo favore, ma vale la pena riassumerla. A 32 anni gli viene diagnosticato un tumore al mediastino diffusosi nelle sue ossa sino a fratturargli due vertebre e a compromettergli parte del midollo. L’intervento chirurgico e la chemioterapia fanno effetto, il tumore è sconfitto, ma hanno delle conseguenze ulteriori sul suo fisico dando origine a un disturbo chiamato Fenomeno di Raynaud che gli fa perdere sensibilità alle mani, con spasmi, specialmente d’inverno. Un quadro che anziché abbatterlo risveglia in lui la passione della sua adolescenza.
Un anno e mezzo fa risale sulla canoa e nel 2018 mette al collo ben 13 medaglie, di cui 6 a settembre ai campionati italiani velocità di Milano. E di queste, ben 3 sono d’oro. Ora è partita la stagione 2019, quella più importante per coronare il sogno. E Daniele l’ha iniziata con la pagaiata giusta. Già 3 medaglie conquistate da aprile a giugno.

Meglio di così, Daniele, non potevi ricominciare…
«In realtà posso, anzi devo ancora migliorare. Devo scendere di qualche secondo perché la mia categoria in Italia ha moltissimi atleti di livello e se voglio riuscire nel mio intento devo provare a battere il campione nazionale dal cui crono sono comunque indietro meno di un secondo sui 44 che servono per colmare la distanza sui 200 metri».
Quando avrai l’occasione per tentare?
«In agosto ai Mondiali in Ungheria dove per avere il passo dovrò cercare di conquistare la finale e classificarmi tra i primi 6. La mia stagione comunque è partita con buone sensazioni: ad aprile ai campionati italiani di fondo svoltisi a Mantova ho ottenuto una medaglia di bronzo sui 5.000 metri e alla selezione per gli Europei ho conquistato un secondo posto anche se, per il tempo ottenuto, è passato solo il primo».
Comunque sono arrivate altre medaglie.
«Sì, sui 200 metri ho vinto una gara nazionale a Mantova, poi il 16 giugno a Ferrara ho conquistato l’argento ai campionati nazionali di paracanoa discesa, una specialità nella quale devi percorrere mille metri in acqua leggermente a favore e poi altri mille controcorrente. Adesso mi aspettano i campionati regionali a Ferrara il 14 luglio e cercherò di abbassare ulteriormente i miei tempi sui 200 metri. La mia preparazione è finalizzata comunque ad essere al top in agosto».
Se ai Mondiali non dovesse arrivare il lasciapassare per Tokyo?
«C’è ancora la possibilità di ottenerlo. Tra marzo e aprile verrà organizzata una gara per “ripescare” altri atleti per le Paralimpiadi e ovviamente, se dovesse risultare necessaria, ci proverò in quell’occasione».
Per ora, Daniele, lavori duro, con il tuo preparatore Andrea Dante e la nutrizionista Debora Guerra. Com’è la tua giornata-tipo?
«La mia preparazione inizia fondamentalmente in primavera perchè in inverno le mie condizioni non me lo permetterebbero. Però io quando posso scendo in canoa comunque, anche con le “mani morte” grazie a dei guanti speciali perché nello sport e nella vita devi pagaiare sempre e comunque ed essere il più efficiente possibile. Poi di norma mi sveglio alle 6, dalle 7.30 alle 13 lavoro in Caserma a Forlì, “esco mangiato” e inizio ad allenarmi tra palestra a Meldola e barca».
Con quali ritmi?
«Andrea Dante è un allenatore dello staff della Nazionale, specialista nella velocità e con lui abbiamo stilato una tabella che mi porta, adesso, a fare 5 allenamenti settimanali in barca e un paio in palestra, con due giornate nelle quali abbino le due cose. Di norma vado al Lago Foma, ma un paio di volte al mese mi reco a Ferrara a lavorare».
Sempre a testa alta e con il sorriso sul volto.
«Sempre. So che mi sono messo in testa di scalare l’Everest, ma questo progetto sportivo ha riacceso il motore della mia vita. E non pensavo di avere così tanta forza per riuscire a fare tutto questo. Ora se non arrivassi alle Paralimpiadi sarebbe un rammarico grosso, lo ammetto, anche perché gli atleti con cui mi raffronto sono tutti più giovani di me. Non lo considererei mai un fallimento, però. Potrei già scrivere un libro su di me, sarebbe già bello così, ma se l’ultimo capitolo fosse Tokyo 2020, sarebbe un capolavoro».
E noi vogliamo lo sia.
Il palmares di Daniele Nasole
2017
Bronzo – Campionato Italiano Discesa Paracanoa 7 ottobre
2018
Oro – 200 mt. Gara Nazionale Velocità Auronzo 2-3 Giugno
Argento – 200 mt. Gara Nazionale Velocità Auronzo 2-3 Giugno
Oro – 1000 mt Gara Nazionale Velocità Milano 3-4-5 Agosto
Oro – 500 mt Gara Nazionale Velocità Milano 3-4-5 Agosto
Oro – 200 mt Gara Nazionale Velocità Milano 3-4-5 Agosto
Bronzo – 1000 mt Campionato Italiano Velocità Milano 1-2 Settembre
Argento – 500 mt Campionato Italiano Velocità Milano 1-2 Settembre
Bronzo – 200 mt Campionato Italiano Velocità Milano 1-2 Settembre
Oro – K2 500 mt Titolo Italiano Campionato Italiano Velocità Milano 1-2 Settembre
Oro – K2 200 mt Titolo Italiano Campionato Italiano Velocità Milano 1-2 Settembre
Oro – K4 Star 200 mt Titolo Italiano Campionato Italiano Velocità Milano 1-2 Settembre
Argento – Campionato Italiano Discesa Paracanoa Mestre 29 settembre
2019
Bronzo – 5000 mt Campionato Italiano Fondo Mantova 7 Aprile
Oro – 200 mt Gara Nazionale Velocità Mantova 1 Giugno
Argento – Campionato Italiano Discesa Paracanoa Ferrara 16 giugno