Test Losail, le Suzuki davanti a tutti. Dovi (11º) e le Ducati svelano l’holeshot

È andata in archivio poche ore fa la prima giornata di test ufficiali sul circuito qatariota di Losail. Tra le moto più veloci in pista si segnalano indubbiamente le Suzuki, che si confermano competitive anche a Losail sull’asfalto che ospiterà il gran premio inaugurale della stagione (si corre domenica 8 marzo, gara alle ore 16 per ‘sfruttare’ umidità e temperature ideali). Con 47 giri all’attivo è infatti Alex Rins il migliore del sabato in 1’54.462, davanti al compagno di squadra Joan Mir, distante appena 2 millesimi. Un po’ più distanti, ma solo rispetto alle precedenti uscite, le Yamaha di Maverick Vinales (3º) e Fabio Quartararo (8º), mentre si segnalano in ripresa Danilo Petrucci (4º, a +0.172) e Marc Marquez (6º).

Proprio le Ducati, però, ‘calano’ indubbiamente la notizia di giornata. Già, perché nonostante Andrea Dovizioso abbia chiuso soltanto in 11ª posizione a otto decimi e mezzo di distacco da Rins, la casa di Borgo Panigale ha montato, su tutti i semi-manubri delle quattro GP20 in pista, due pulsanti in grado di variare l’altezza della moto in marcia. Il tanto discusso dispositivo holeshot, testato già la scorsa stagione con quella sorta di farfalla in grado di alzare ed abbassare la moto ma solo e soltanto da fermo. La nuova pulsantiera installata oggi (che Dovi ha personalizzato in rosso e verde), però, permette di poter ‘operare’ anche in marcia. Un’innovazione assoluta, insomma.

I ducatisti, ad ogni modo, hanno avuto ancora una volta qualche problema di troppo con le nuove gomme Michelin, specie col posteriore. Al punto che Andrea ha pure dovuto fare i conti con una scivolata che non gli ha poi concesso di provare al meglio il nuovo forcellone portato in pista. I primi segnali della tre giorni, ad ogni modo, sono decisamente positivi. «Dobbiamo ancora provare varie cose – ha spiegato il forlivese al termine della sessione –, ma le sensazioni sono state buone. Sicuramente migliori rispetto ai precedenti test in Malesia. Peccato per quella caduta che non mi ha permesso di provare un nuovo pezzo (il forcellone, appunto, ndr), ma abbiamo ancora due giornate per completare il nostro programma. Il nuovo sistema holeshot? Potrebbe essere un nostro punto di forza, chissà. Dovremo cercare di usarlo, ma non è altro che un’evoluzione di un ‘dettaglio’. Le gomme? Sono felice del ritmo, una gomma media che aveva 17 giri mi ha fatto fare il giro veloce. Però, come a Sepang, siamo tutti vicinissimi e non è facile comprendere chi sia messo bene in ottica gara».