Tutto cambia perché nulla cambi. Tocca scomodare il Gattopardo per narrare le gesta della classe regina in quel di Buriram, in Thailandia. Sì, perché in una gara estremamente ‘immobile’, senza alcun tipo di emozione – i sorpassi, quelli del primo giro a parte, si contano davvero sulle dita di una mano –, il risultato è sempre quello. Vince Marc Marquez il gran premio in terra d’Oriente come da previsioni, vince Marc Marquez il Mondiale 2019. Non è una notizia di per sé (lo spagnolo è all’ottavo titolo in carriera, a soli 26 anni…) e non è nemmeno una notizia inaspettata, dal momento che la corsa alla corona iridata da giugno in poi ha avuto ben poco da dire.
Tutto cambia perché nulla cambi anche nella stessa gara di Buriram. Perché quando tutto pareva apparecchiato per un cambio di mano, con la vittoria di Fabio Quartararo, alla fine la zampata del campione – che comunque pareva tenere tutto sotto controllo sin dalla prima curva – è arrivata puntuale come un orologio svizzero. Gli unici sussulti della domenica si sono infatti vissuti nelle battute finali di gara, con lo scontro diretto tra Marquez e il francese di origine siciliana del Team Petronas ed il primo a sopravanzare il secondo nel giro conclusivo. Che ha condotto le danze sin dalle prime battute di gara, quasi un antipasto di ciò che si riproporrà nel futuro prossimo, dimostrando un ottimo passo senza però – ed è questo il ‘problema’ più grosso – riuscir mai a creare un vero buco tra sé e la Honda.

Dietro di loro, il vuoto. Al 3º posto si è classificata la Yamaha di Maverick Vinales, in una gara totalmente in solitaria, al 4º Andrea Dovizioso, che ha subito trovato una buonissima partenza raggiungendo in un amen le posizioni di testa. Lì, però, si è fermato, perdendo terreno giro dopo giro da Vinales e, anzi, non riuscendo a togliersi di dosso il fiato sul collo dei vari Rins e Morbidelli alle spalle. Non che abbia mai corso grossi pericoli, Dovi, ma i due soli decimi che distanziano la Rossa dalla Suzuki, alla bandiera a scacchi, è un segnale abbastanza chiaro della domenica del pilota forlivese. Poco male, del resto un weekend sui generis era ipotizzabile già alla vigilia.
«È stata una gara piuttosto difficile perché purtroppo non siamo riusciti a migliorare a sufficienza nel T3 e nel T4, dove anche in prova perdevamo rispetto ai primi – spiega Dovizioso a fine gara –. Peccato: faccio i miei complimenti a Marc e alla sua squadra perché hanno fatto una stagione spettacolare. Noi abbiamo provato a contrastarli ma non è bastato, per cui adesso dovremo lavorare con ancora maggiore impegno in vista della prossima stagione».
A questo punto, dunque, a Dovi non rimane altro che difendere la seconda piazza nel motomondiale proprio dagli attacchi di Alex Rins nei restanti quattro appuntamenti della stagione, a cominciare dal weekend giapponese del 20 ottobre a Motegi. I 48 punti di vantaggio sullo spagnolo non sono un’assicurazione sulla vita ma quasi: di fatto sono due gare piene di ‘gap’.
All’arrivo…
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…e nel Mondiale
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