È il Rei Pullazi day in casa Pallacanestro 2.015 Forlì. Sbarcato in città negli scorsi giorni, il nuovo lungo biancorosso si è infatti presentato ai suoi nuovi tifosi parlando di sé e della sua carriera, dei ‘plus’ che andrà ad apportare al gruppo di Dell’Agnello. A fare gli onori di casa è Loretta Carbonetti, ceo di Casta e partner del club biancorosso. «È per noi motivo di onore e grande orgoglio accogliere l’appuntamento fisso estivo della presentazione di un nuovo giocatore. Do il mio benvenuto a Rei in questa grande famiglia, perché il basket a Forlì è un sentimento di condivisione trasversale».
Quindi, il presidente Giancarlo Nicosanti: «Anno scorso abbiamo disputato un ottimo campionato, poi nei playoff sappiamo come è andata a finire. Evidentemente abbiamo peccato in qualche cosa e la squadra può essere migliorata. L’arrivo di Rei va in questa direzione: cercare di dare maggior fisicità e atletismo, quello che forse è mancato nel momento più importante. Sono le caratteristiche che stiamo cercando sul mercato, coprendo quelle carenze che secondo staff e dirigenza hanno deciso in negativo il nostro ultimo scorcio di stagione. Anche i prossimi arrivi, si spera proseguiranno su questo solco. Rei è un giocatore giovane, perché a 28 anni significa essere ancora nel pieno della maturità. Se dimostrerà in campo di essere ‘tosto’ come suo solito, per noi sarà un tassello fondamentale. Ma siamo certi sarà una sicurezza».
Al gm Renato Pasquali il compito di ‘raccontare’ la trattativa che ha portato il giocatore a Forlì. «Tra noi c’era già stato un flirt un paio di anni fa. Arrivammo in ritardo, firmò a Tortona, ma esprimemmo il nostro desiderio di portarlo a Forlì prima o poi. Ora è stato Rei a sceglierci, poiché poteva aspettare altri club ancora in lotta per i playoff, ma non ha esitato a vestire subito il biancorosso. Significa che c’è motivazione da parte sua, ha ‘fuoco’ dentro e viene qui per dimostrare qualcosa. Lo scorso anno ha giocato a Bergamo, in una squadra retrocessa, ma ha lottato fino all’ultima partita quindi ha giocato in una squadra vera. I suoi numeri dello scorso anno sono reali. È il ‘pezzo’ che rende subito l’idea di dove vogliamo andare quest’anno. Noi portiamo il cavallo all’acqua, adesso starà a lui decidere se vuole bere».
Infine, il grande protagonista, Rei Pullazi. Nato e cresciuto a Roma da genitori albanesi, ‘parte attiva’ della Nazionale albanese (lo scorso inverno ha disputato a Cipro le qualificazioni ai Mondiali 2023, facendo piuttosto bene a livello personale) ma «romano de Roma e italiano al 101%». Non a caso, come sottolinea, si sente quasi un pesce fuor d’acqua con la selezione balcanica. «Ringrazio tutti per l’ospitalità. In questi giorni ho ricevuto un calore pazzesco. Mi era sempre un po’ rimasto di traverso il fatto di non essere venuto a Forlì due anni fa. Quando ho saputo dell’opportunità, non ho esitato perché avevo il desiderio di giocare in una piazza storica e passionale. Non mi piace fare proclami, ma posso semplicemente dire che darò tutto, in allenamento e in partita. Questo non mancherà mai, poi il resto verrà da sé».

SULLE CARATTERISTICHE TECNICHE
«Mi sono sempre adattato alle richieste degli allenatori. Il mio punto di forza è l’energia che metto in campo. Sono uno molto focoso, nel bene e nel male, perché a volte vado fuori giri. Ma energia e ‘cazzimma’, non mancano mai. Poi posso giocare spalle a canestro, aprire il campo, però sono cose che si adatteranno in base alle partite e alle difese avversarie. Mi adeguo a ciò che serve alla squadra senza snaturarmi».
SULLA CARRIERA
«Negli ultimi anni ho cambiato sempre squadra non perché mi piaccia muovermi, anzi. Il fatto è che ho sempre cercato di alzare l’asticella ogni anno. La situazione di Bergamo è stata particolare, perché con Tortona non ci siamo ‘presi’ la scorsa estate e quindi sono tornato in gialloblù perché preferivo andare in una piazza che conoscevo per riprendere tranquillità. Ma il mio obiettivo resta quello di alzare sempre le mie ambizioni, per questo ho scelto Forlì. Volevo un club che puntasse a vincere e arrivare fino in fondo, proprio quello che ho trovato nell’Unieuro. Siamo sulla stessa lunghezza d’onda». Il presidente Nicosanti strizza l’occhio: «E quindi resterà a Forlì parecchio tempo».
SUL CAMBIO DI ‘DIMENSIONE’
«Sicuramente a Forlì ci saranno più pressioni rispetto a Bergamo, ma preferisco avere pressioni per vincere che per perdere. Per la prima volta ho lottato per salvarmi, perché ho sempre giocato per i playoff, quindi non voglio ritrovarmi in una situazione del genere. L’unico modo per calarsi in contesti così ambiziosi come Forlì è lavorare: testa bassa e darci dentro. Poi è normale che ci saranno momenti in cui si farà più o meno bene, ma fa parte dello sport».
SUL RUOLO DI REI E SUL MERCATO
Pasquali: «Partirà come ‘4’, però in tutta la sua carriera ha giocato senza problemi in entrambi i ruoli sotto canestro, anche se più da ala forte. A Bergamo giocava in una squadra in cui nessuno dei tre lunghi era un ‘5’ puro, perché questa è la pallacanestro moderna. Il ‘5’ che fa il ‘palo’ alla Foulland o alla Pellegrino non va più di moda. Serve un pivot versatile, in grado di svariare e dare più dimensioni (e anche Forlì andrà in questa direzione, ndr). La Nazionale italiana insegna. Come completeremo il reparto? Siamo su diversi tavoli, stiamo dialogando. Però le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Siamo fiduciosi che qualcun altro voglia scegliere Forlì non solo per l’aspetto economico, ma anche per progetto, ambizioni, puntualità e calore pubblico. Sceglierci o risceglierci (il riferimento ‘velato’ è a Benvenuti, ndr)? Per adesso sceglierci».