Turno bagnato in FP1, asciutto in FP2: il weekend australiano di Phillip Island, come prevedibile, parte subito all’insegna della stabilità. Unica costante in tutto ciò, la Yamaha di Maverick Vinales, in grado di imporsi davanti a tutti sia sul bagnato che sull’asciutto, chiudendo il secondo turno di libere con un ottimo 1’28” 824, unico pilota in grado di abbattere il muro dell’1’29”. Dietro di lui subito Andrea Dovizioso con la sua Ducati, a cui lo spagnolo ha rifilato ben mezzo secondo: 1’29″320 il tempo del forlivese.
Proprio Dovizioso, nelle prime tornate del venerdì, si segnala tra le grandi sorprese di inizio weekend, in una pista in cui storicamente né lui né la Ducati si trovano propriamente a loro agio. Andrea, nel finale del turno, ha infatti piazzato la zampata decisiva sopravanzando Crutchlow, Petrucci e Miller, iniziando nel migliore dei modi il fine settimana. Dopo una mattinata trascorsa a lottare a centro gruppo e chiusa al 10º posto, Dovi ha lavorato sul passo gara nel pomeriggio di Phillip Island, segnando il giro veloce con la gomma morbida nuova.
Sul passo gara, ad ogni modo, l’unico a tenere realmente il ritmo di Vinales è stato il neo campione del mondo Marc Marquez, pur chiudendo in 6ª posizione in 1’29″421. I due spagnoli, ad oggi, paiono gli unici con un passo superiore alla concorrenza. Da segnalare, infine, la brutta caduta di Fabio Quartararo in FP1, scivolone che lo ha costretto a saltare il secondo turno di libere a causa di un’ematoma alla caviglia sinistra. ‘Imbottito’ di antidolorifici, tornerà in pista sabato per FP3 e qualifiche.
«Sono riuscito a fare un giro veloce solo nel finale – ha commentato Dovizioso –. Ho dovuto montare le gomme nuove ma volevo essere in top 10 perché domani pioverà. La situazione è strana, le condizioni cambiano di sessione in sessione ed il grip è basso come tutti gli anni. È davvero difficile fermare e curvare la moto, in un tracciato del genere non ci si rilassa mai. Il venerdì, ad ogni modo, è stato positivo per noi. Marquez e Vinales hanno un passo superiore, ma sono nel gruppo vicino ai migliori ed è una buona cosa. Sono contento».