Angelini: «Contro il Corticella voglio rivedere il Forlì di mercoledì scorso»

Il primo (e si spera ultimo) campionato dell’era Covid non conosce soste ed il Forlì torna subito in campo. Dopo soli quattro giorni dal vincente e convincente debutto casalingo, col 2-1 inflitto al Seravezza, per gli uomini di mister Angelini ecco un altro impegno fra le mura amiche dello stadio “Morgagni”, senza però il caloroso ed importante supporto dei tifosi (si gioca a porte chiuse). Sul manto erboso dell’impianto forlivese, domenica, con inizio alle ore 15.00, sarà la neopromossa Corticella ad affrontare i Galletti, per la 3ª giornata di campionato. 

Un impegno che pare ampiamente alla portata dei biancorossi, che potrebbero così dare continuità di risultati all’avvio di stagione. Il tecnico forlivese, Giuseppe Angelini, però non si fida e lo fa ampiamente capire: «Chiedo e mi aspetto dai miei lo stesso atteggiamento ed approccio visto col Seravezza. Sulla carta l’avversario sembrerebbe inferiore, ma è dall’inizio del campionato che dico che ciò che conta è l’approccio. Sarà una battaglia perché vorranno venire a fare punti. Non li conosco tanto, ma anche in amichevole, con squadre di questo livello, abbiamo fatto fatica. Se si sbaglia l’approccio, poi queste partite è difficile recuperarle. Ai ragazzi l’ho detto chiaramente: non possiamo sottovalutare nessuno. Tutte le squadre sono preparate ed hanno dei giocatori importanti. Solo a fine partita si può dire se è stata facile o meno. Col Seravezza, ad esempio, pensavo che sarebbe stata più dura. Poi noi ci siamo complicati la vita da soli. Dobbiamo avere mentalità ed affrontare tutti gli avversari allo stesso modo». Si aspetta un catenaccio? «Dipende sia da noi che da loro – prosegue il tecnico –, da come affronteranno la partita. Non so perché abbiano perso nelle prime due partite, se abbiano giocato in modo propositivo, lasciando spazi, o si siano sempre e solo difesi».

Fra i Galletti da segnalare due graditi ritorni a disposizione del mister: «Beduschi e Zamagni sono convocati, ma non li utilizzerò dall’inizio. D’altronde chi ha giocato fino ad ora ha fatto bene. Sarà un turnover ragionato e dovuto a fatti contingenti, come ad esempio Gkertsos, che non è al meglio e non so ancora se ci potrà essere. Al suo posto abbiamo comunque Croci, Marzocchi e Zamagni da poter schierare. Indisponibili invece Biasiol e Pavani». Sulla questione del turnover, però, l’allenatore fa una doverosa, quanto interessante puntualizzazione, una importante considerazione soprattutto in chiave futura: «Non ci sono né titolari e né riserve. C’è chi ha il posto dal 1’ e chi dovrà portarglielo via. Tutti devono essere coinvolti nel progetto. Capire di essere importanti anche senza giocare. Sono loro che fanno la differenza, con l’intensità in allenamento. A volte si fa più fatica nella partitella infrasettimanale che nella partita della domenica. Il problema più grande è farglielo capire, soprattutto ai più giovani. Non è più come una volta che giocavano solo quegli 11 e basta, adesso per esempio ci sono i 5 cambi, che consentono di subentrare a gara in corso. A volte penso che sia quasi un vantaggio per chi entra, con l’avversario stanco, potendo essere decisivo. I ragazzi devono farsi trovare pronti, sfruttando le occasioni che gli capiteranno. Chi non gioca oggi potrebbe essere sempre in campo fra un mese».

Sullo schema tattico Angelini non pensa di modificare nulla: «Il modulo è confermato, le varianti dipenderanno anche dall’avversario. Cercheremo di attaccare con più giocatori possibile senza scoprirci. Peccato solo non poter schierare Sedioli a centrocampo, posizione nella quale ci offre molte varianti tattiche. In questo momento non posso lavorare sulla sua crescita come giocatore, lo farò col rientro degli assenti».