Ritorna il sorriso al Morgagni e a Beppe Angelini. Dopo la sconfitta nel derby, i tre punti contro la Bagnolese ridanno morale alla squadra che vola al sesto posto nella classifica. «Non era una partita facile, ma è stata interpretata bene», afferma il mister parlando finalmente di un match che non ha presentato eccessivi scogli. Nonostante il gol subito, gli undici biancorossi, non hanno mollato e hanno ribaltato il risultato: «Il gol subito è frutto di un episodio e fa parte del calcio. Dobbiamo mettere in preventivo che ci sono anche gli avversari».
L’unica amarezza, come spiega il tecnico, rimane la mancanza di “cattiveria” calcistica che ci vuole per dominare: «Non posso imputare nessuno. Gli attaccanti che abbiamo in rosa sono capaci, ma non capisco cosa ci succeda a volte. Non abbiamo statistiche, ma quanti cross facciamo senza finalizzare?». Con il dispendio di energie dei terzini per la conclusione, in uno schieramento a quattro in difesa, è normale ritrovarsi scoperti. Rientrare, a quel punto, richiede uno sforzo in più. A dare la svolta sono stati gli ingressi di Tortori e Longobardi sul finale, che, con lo spostamento di Gkertsos da terzino a mezzala, hanno generato l’azione della vittoria.
Il mister considera molto anche il suo reparto più numeroso: i giovani. Tra gli under sono sempre di più i titolari. «Sono molto contento di come si inseriscono. Molti hanno bisogno di giocare per crescere, altri hanno già fatto un po’ di gavetta, ma sono tutti ragazzi affidabili. Anche perché poi quando si hanno persone affidabili, poi diventano giocatori. E in serie D trovare undici giocatori in campo, non è facile». L’incontro si è concluso con sette under in campo.
Sulle continue ammonizioni alla panchina (una presa dallo stesso mister), Angelini si dimostra perplesso: «Abbiamo avuto nove espulsioni e non siamo una squadra cattiva. Io stesso ho preso più ammonizioni qui che in tutta la mia carriera da calciatore”, ironizza. Le decisioni arbitrali dure e intransigenti sono ormai diventate all’ordine della domenica, ed anche del mercoledì. «Serve più serenità ai ragazzi. Non ci sono pressioni interne, ma se riuscissimo ad ottenere una stabilità in classifica, sicuramente riuscirebbero ad essere più tranquilli».
Il sesto posto momentaneo fa prendere una boccata d’aria, ma soprattutto soddisfa la presa di coscienza che i ragazzi stanno acquisendo partita dopo partita: «La squadra ha avuto un’evoluzione e ha fatto un cambiamento, per cui sono soddisfatto. L’importante è essersi allontanati dalla zona rossa. Ma questo campionato è duro». L’unico rammarico in questa giornata di festa è «non aver raccolto abbastanza fino ad ora, per quello che meritiamo».