Ti sarà inviata una password tramite email.

La presentazione di ‘We Are Back’, certo, ma il pomeriggio forlivese di venerdì era però iniziato con le prime presentazioni ufficiali, quelle del confermato Filippo Baldinini e di due new entry come Vittorio Favo ed Eric Biasiol. Accompagnati per mano dal Presidente biancorosso Gianfranco Cappelli.

Il primo a prendere la parola è stato proprio il veterano, alla sua quarta stagione in biancorosso, Baldinini. «Ho grande voglia di rivalsa, dopo l’ultimo tribolato campionato, che è stato veramente maledetto! Tiriamo una riga e lavoriamo sodo. L’anno scorso ci ha insegnato che, chiamandoci Forlì, dobbiamo entrare in campo ed avere sempre il sangue agli occhi. Essere una squadra unita e compatta e giocare di conseguenza, con l’obiettivo, ogni domenica, di raggiungere il massimo. Ora il nuovo gruppo si sta conoscendo e vogliamo formare un gruppo il più solido possibile. Il ritiro sarà il momento ideale per farlo. Personalmente mi sento bene. Anno scorso abbiamo chiuso il campionato in crescendo, grazie al lavoro di squadra. Senza personalismi. Dobbiamo ripartire da qui».

Sull’ex compagno di squadra, Emmanuel Cascione, che ha rescisso il suo contratto col Forlì ed è approdato sulla panchina della neonata Cattolica–San Marino nel ruolo di allenatore: «Cascione? Sono contento per lui, ma non me l’aspettavo. Mi dispiacerà non averlo più in squadra e nello spogliatoio, ma so che questa era una sua ambizione».

A ruota prende la parola il primo acquisto ufficiale di questa stagione sportiva, Vittorio Favo, reduce da una grande annata al Matelica, con cui ha vinto i playoff ma soprattutto la Coppa Italia di Serie D. «Sarà importante allenarsi bene e farsi trovare pronti ogni gara, con l’atteggiamento giusto da parte di tutti: giocatori, Società, giornalisti e tifosi. Anno scorso per me è stato un anno incredibile. Eravamo tutti giovani, vogliosi ed affamati, e correvamo parecchio per dimostrare il nostro valore. Quest’anno dovremo fare altrettanto». 

Passare da una squadra ‘quasi’ promossa ad una che ha strappato la salvezza soltanto all’ultima giornata non spaventa certo Favo. «Venire a Forlì è per me un passo in avanti. L’estate scorsa ero sceso dalla C, dove non avevo trovato spazio, per rimettermi in gioco. Quest’anno mi metto alla prova in una piazza ancora più importante, per un grande ed ambizioso obiettivo. Cosa mi attendo personalmente? Più che ad un traguardo personale guardo ad un obiettivo globale, di squadra. Il rendimento di uno non può prescindere da quello del collettivo. Fare bene per se stessi non serve a nulla se la squadra non ottiene risultati».

Quindi la parola passa ad Eric Biasiol, centrale difensivo croato, alla terza stagione in Italia, voluto da mister Paci, che l’ha allenato anche a Montegiorgio. «Paci è un allenatore giusto, che anno scorso ci ha fatto rendere al massimo, lavorando molto. Sono contento di continuare con lui. Sono al 3º anno in Italia. Ho iniziato nel Rijeka, proseguendo poi nella Serie C croata. Quindi sono venuto in Italia, giocando in Eccellenza in Friuli e anno scorso al Montegiorgio”.

Ha chiuso infine la serie d’interventi il Presidente Gianfranco Cappelli, che ha così commentato l’andamento, fino ad ora, del mercato. «Sono radioso! Finalmente penso di poter dire che abbiamo intrapreso la strada giusta, imparando dagli errori del passato. Ci siamo affidati a veri professionisti e mi sembra che sia stato costituito un binomio ottimo, parlo del ds Carlo Di Fabio e del mister Massimo Paci, che lavorano in simbiosi e fino ad ora mi sembra anche bene. Abbiamo qualcuno che finalmente parla con noi, senza sminuire chi è stato qui in passato, che anzi ringrazio nuovamente per il lavoro svolto ed a cui auguro le migliori fortune future. Sento che qualcosa è cambiato. La città mi sembra più entusiasta e vicina rispetto al passato e questo è importantissimo, perché ci fa capire che il nostro sforzo viene apprezzato. Mi appello agli imprenditori forlivesi: sostenere il Forlì Calcio è sostenere la Forlì città, che merita sicuramente di più. Non esiste il Settore Giovanile senza la prima squadra e non esiste la Società senza il Settore Giovanile, dove giocano, voglio ricordarlo: figli, nipoti, fratelli, parenti, di molti di noi. Sono inoltre molto contento della squadra che è stata allestita: tutti bravi ragazzi, seri e per bene. È un piacere stare in mezzo a loro e la Società vuole far loro sentire tutta la sua vicinanza. Non chiedetemi però proclami e previsioni, sono rimasto scottato anno scorso e mi è bastato. Dico solo che faremo il meglio possibile».