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La terza vittoria consecutiva del ‘suo’ Forlì ci rende un Nicola Campedelli soddisfatto e sorridente, al termine del derby romagnolo col Santarcangelo. E non può essere altrimenti: la classifica, finalmente, inizia a farsi ‘bella’ sotto tutti i punti di vista. “E’ stata una grande vittoria – spiega il tecnico dei Galletti – A volte commettiamo ancora errori e prendiamo gol, ma abbiamo creato presupposti per andare in rete e ci siamo andati a prendere i tre punti con azioni ben fatte. Il gol prima dell’intervallo ci ha dato un’importante iniezione di fiducia, poi nel secondo tempo abbiamo giocato più sereni. Anche perché il Santarcangelo ha qualità, non è squadra facile. Però sapevamo di avere armi a disposizione per fare il nostro ‘lavoro’: siamo stati bravi a limitarli. Una vittoria motivazionale? Ce lo auguriamo. Ora abbiamo due partite durissime: la Jesina, che sta facendo benissimo nel girone di ritorno, e la Recanatese, squadra top. Dovremo giocare come oggi, palla su palla ogni partita, per chiudere bene questo campionato. Mi godo questa vittoria, eravamo consci delle difficoltà che avremmo potuto avere e siamo stati bravi a superarle. Da lunedì, dopo Pasqua, riprendiamo ad allenarci tutti insieme in vista di Jesi e ci getteremo a capofitto in questo delicato rush finale”.

Tanta delusione, invece, dall’altra parte della ‘barricata’ con mister Daniele Galloppa che certamente non fa nulla per nasconderla. Il gol del Forlì prima dell’intervallo è stata una grande ‘botta’ psicologica. Nel primo tempo non meritavamo il pareggio. Ma sono orgoglioso della squadra, ha giocato e messo in difficoltà un’avversaria che fino a quel momento non aveva creato nulla. Purtroppo i singoli episodi ci sono costati caro, poi la ripresa è stata complicata. Ko che pesa e fa male, oggi saremmo retrocessi. Sapevamo l’importanza dello scontro diretto, l’abbiamo fallito, ma la strada da percorrere è giusta. Voglio che i ragazzi diano tutto, l’attaccamento e la voglia di salvarsi c’è da parte di tutti. Al termine della partita qualcuno piangeva in spogliatoio. Però purtroppo creiamo occasioni, facciamo la partita, ma non concretizziamo. Al contrario, nelle poche occasioni che concediamo prendiamo gol. Siamo scarsi qualitativamente ma anche a livello di età.