Dalle ceneri della FulgorLibertas e della dignità (e non solo quella) scippata da Massimiliano Boccio, sorge la Pallacanestro 2.015: facce nuove, un taglio netto col passato targato FulgorLibertas – per certi versi, pure troppo netto – e Forlì si ritrova, per gran merito del timoniere Giancarlo Rossi, una società e una squadra ambiziosissime. La rosa costruita da Gigi Garelli e Mimmo Giroldi nel giro di un paio di mesi (seguirà un riequilibrio a metà stagione che darà ulteriore valore al gruppo), pesca il meglio sulla piazza. Non figurine ma giocatori solidissimi per la B, capaci di conquistare tutto il possibile in un campionato infinito. In sequenza: Coppa Italia a Rimini (compreso il titolo di MVP a Michele Ferri), vittoria del girone B attraverso le forche dei play-off (Rimini, Valsesia e Cento le sfidanti) e promozione in A2 nella seconda finale della poule a 4 di Montecatini contro Montegranaro.
Michele Ferri
Primo colpo di mercato – ragionamento che non fa una piega: per costruire una rosa ex novo, giusto partire dalla “testa” –, Ferri è il più classico dei play puri. Prelevato da Ferrara (al suo attivo un poker di stagioni in crescendo, dalla DNB ai play-off in Silver) assicura letture, esperienza, rendimento costante (chiuderà con oltre 8 punti e una manata di assist di media), leadership e capacità d’incidere quando serve. Guida il gruppo alla vittoria in Coppa Italia a Rimini contro l’Eurobasket Roma (venendo nominato MVP della manifestazione) ma, soprattutto, trascina Forlì fuori dal pantano delle semifinali play-off contro la tignosissima Valsesia, quando, con la serie sul 2-1 per i piemontesi, ne infila 27 in trasferta soffiando via i fantasmi di una clamorosa debacle. Meriti, numeri e badilate di riconoscenza che gli valgono lo scettro di titolare anche in A2, in quella che sarà la complicata stagione ‘16-‘17.
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Davide Bonacini
Il giocatore, ad oggi, più amato della breve storia PF, comincia la sua epopea biancorossa con un’autentica “carrambata” di Garelli. Il deus ex machina della neonata PF, a Pasqua vola a Londra e convince Bonna a riprendere la via del parquet abbandonata un anno prima. A legare i due, una stima profonda ma anche la cocente delusione patita dal play ai tempi di Latina (stagione ’13-’14) quando Gigi lo tenne fuori dalle rotazioni nelle bagarre promozione in A2 Silver (poi conquistata per ripescaggio). Un debito che spingerà il coach di Bazzano a ri-volere fortissimamente la giovane combo di scuola Reggiana. E se è vero che “in questo campionato i valori morali possono venire prima di quelli atletici o tecnici” (come dirà Garelli presentandolo), in realtà Bonna premierà anzitutto sul campo. Seguirà, infatti, una stagione di regular in lento crescendo (6.5 pt + 1.5 assist) con un fisiologico calo nei play-off. Uno più metronomo, l’altro più aggressivo: la coppia con Ferri funziona, ne segue la conferma in A2 con l’idea di tentarli anche in compresenza sul parquet.
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Sebastian Vico
L’Argentina è terra di bomber. Seba Vico è chiamato a confermare l’adagio: è lui il finalizzatore, il terminale, la guardia che deve piantare nel collo avversario la picca decisiva. Tanta esperienza in Serie A Dilettanti, DNA, Serie B soprattutto sponda Matera e Siena. E in terra Toscana, meglio, proprio al PalaGalassi, Seba aggancia la promozione in A2 battendo, nelle Final Four, Agropoli. Vico è guardia vera, non particolarmente atletica ma dalla garra e dal talento spiccatissimo. A Forlì offrirà un solido riferimento offensivo (15.3 i punti in regular con il 37% da 3, conditi da 3.9 assist; il tutto nonostante un breve stop a febbraio per infortunio) poi, causa infortunio al ginocchio (lesione al collaterale) in gara 2 a Rimini – quando scivolerà su una pozza d’acqua uscita da una bottiglietta gettata dai tifosi riminesi sotto la loro curva – gestirà tribolando i play-off. Saltate piè pari le prime tre gare delle semifinali contro la sbarazzina Valsesia, riprende (bruciando i tempi del recupero) il timone nella fase finale, matando Cento con una tripla entrata di diritto nell’epica della PF. Riconfermatissimo, godendo dello status di oriundo, nei progetti PF dovrebbe ricoprire il ruolo jolly di terzo straniero. Non sarà così ma questa storia la affronteremo nel prossimo capitolo.
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Luca Pignatti
Ancor più del già compagno di squadra Vico, “l’affare Pignatti”, porta le stigma roventi del giocatore vincente. Il lungo nativo di San Giovanni in Persiceto, infatti, indossa il biancorosso con alle spalle ben due promozioni di fila in A2. L’ultima, in ordine cronologico, con una rinata Mens Sana Siena semplicemente fortissima (in rosa, oltre all’ex biancorosso Ranuzzi, gente come Chiacig, Parente e, vedi sopra, Vico). L’anno prima, stesso copione ma in maglia Stings Mantova. Carisma da uomo squadra, muscoli e buona propensione fronte canestro ne fanno arma decisiva anche per la scalata al Paradiso di Forlì. Nonostante la pioggia di successi, per Pigna, però neppure in Romagna arriveranno minuti in A: all’alba della stagione 2016-17, firma un biennale con la Benedetto XVI Cento dove resterà, però, solo il primo anno (chiuso in finale di playoff di girone con lo stop patito da Bergamo). Nell’estate del 2017 saluta il basket d’Italia per dedicarsi alla vita extra-parquet con scelte importanti. Primo mattone, Pigna lo mette nell’ottobre dello stesso anno laureandosi in Scienze Motorie a Bologna. Tempo due mesi e vola in Germania, a Magdeburgo, dove raggiunge la compagna per ripartire da zero: macina corsi (e certificati) di tedesco, lavora in un bar per perfezionare la lingua, il tutto mentre gioca (e vince un titolo) nella locale serie D. Nel 2019 gira ancora pagina: dice definitivamente stop al basket giocato, inizia a lavorare in una palestra come istruttore e intraprende la via che lo porterà tempo un paio d’anni, a diventare fisioterapista. Ah, nel frattempo è diventato pure padre.

Marco Arrigoni
Prorompente ala milanese di 2 metri (- 1 cm) atterra in Romagna dall’A2 di Legnano dove aveva Matteo Frassineti come compagno. Giocatore più di sciabola che fioretto, contribuisce alla solidità complessiva di squadra collezionando cifre discrete, più in regular (11.2+6.9 in 23’) che ai play-off (7+4.5 in 19’). Nonostante sia oggettivamente l’unico giocatore dal tasso atletico di livello per l’A2, Forlì non lo confermerà puntando tutto su ali made in USA. Da lì in poi resterà 4 anni in casa Paffoni Omegna (B) guadagnandosi i galloni di capitano e consolidando la fama di giocatore roccioso, tra i più solidi della categoria.
Dove sta giocando? – Ormai conclusa la lunga esperienza ad Omegna, si è accasato nell’ambiziosa Crema (serie B girone B1) dove sta spadroneggiando: 17 punti e 8.5 rimbalzi in 31,5 minuti di media a match. Con lui anche… leggi qui sotto.
Riccardo Pederzini
Bolognese, classe 1989, top-player di B (alle spalle Recanati, Pavia, Treviglio, Fortitudo), approda con l’alloro dell’attaccante puro, dal buon piglio nell’aggredire spazi. Ultimo innesto romagnolo in ordine temporale arriva, per nulla casualmente, dall’Orva Lugo: la squadra presieduta dallo stratega della rinascita forlivese, Giuseppe Rossi, che ne caldeggia l’acquisto ben conoscendone le doti. A Forlì, dove le richieste sono diverse, limerà appena le statistiche (dai 15 in 32′ di media agli 11 in 23′) svolgendo un ruolo tattico chiave nello scacchiere di Garelli nella terra di mezzo, tra piccoli e lunghi. “Vittima” del salto di categoria, in A2 Pederzini approderà comunque, conquistandosela in maglia Piacenza (contro l’Omegna di Arrigoni) insieme ad altri due ex Forlì: Rombaldoni e Maggio. Nella seconda categoria non sfigurerà affatto (quasi 11 punti di media in oltre 30′) ma la stagione ’18-’19 della Bakery, partita con i colpi di mercato Green-Voskuil, è inaspettatamente e terribilmente difficoltosa, chiudendosi con la ricacciata in B (ai play-out per mano della Legnano di Michele Ferri). Nella stagione 2019/20 accetta le sirene di Jesi – allenata dal forlivese Alessandro Valli – ma qualcosa non va, il rapporto non decolla e già ad ottobre il contratto è rescisso consensualmente. Chiude quel che resta della stagione prima della serrata a Chieti.
Dove sta giocando? – In estate era dato per probabilissimo l’approdo in maglia Bees Fiorenzuola di Giangi Galetti (già suo coach a Lugo nel 2015), alla fine ha optato per la quotata Crema Basket dove sta mostrando numeri di tutto rispetto: 12 pt, 4.3 rimbalzi e ben 5.3 assist di media.
Paolo Rotondo
Altro colpo altisonante per la B, è la “discesa” dall’allora A2 Silver a Forlì di Paolo Rotondo. 5 siciliano non particolarmente atletico ma dai buoni movimenti, il primo centro del nuovo corso biancorosso porta centimetri sotto il cesto e un curriculum di buone cifre nei bienni trascorsi a Tortona e Francavilla. Nel fiorire di prime punte offensive e pur con il puntello Marsili arrivato a metà stagione, Paolo dà il suo onesto contributo, incrementando l’impatto nella corsa alla promozione: dai 24’ minuti di media campionato (con 10.5 pt e 8.5 rmb) ai quasi 30’ tra play-off e poule (10.8 + 6.5). La riconferma passa anche da un biennale firmato con i biancorossi.
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Riccardo Iattoni
Prelevato dai Tigers dopo ottimi lampi di talento, non sarà tanto il salto dalla C alla B a “bruciarlo” quanto il contesto: Forlì (Garelli) non è un posto per giovani, ha fame di risultati e pronta resa. La prospettiva di giocare sempre meno, a febbraio lo spinge ad accasarsi a Faenza (B) dove resterà (con ottimi risultati) 3 stagioni (salvezza e due play-off conclusi ai quarti). Il 2018/19 lo vede “smezzarsi” tra Firenze e Montecatini, quindi il riavvicinamento a casa, a Ozzano, dove lo scorso anno ha sfiorato la decina di media.
Dove sta giocando? – A Faenza (B), nella guerresca truppa condotta da una conoscenza dei tempi della PF: coach Alberto “Pomo” Serra. Al netto delle attese, va detto che se la ReKico sta veleggiando – solo due panzer di B come Rinascita Rimini e Andrea Costa Imola stanno facendo meglio –, Iattoni deve ancora prendere pienamente il ritmo (3.5 pt e 6 rimbalzi in 24′ di media).
Rodolfo Rombaldoni
Carriera sterminata, tra le più lunghe e vincenti del basket italiano: promozioni a raffica, scudetto e il clou dell’Argento alle Olimpiadi di Atene 2004. Insomma, il Romba meriterebbe un articolo a sé. Per Forlì rappresenta il faro, il solido riferimento in un gruppo di giocatori totalmente nuovi. Altro compito, dunque, rispetto alla precedente esperienza in A2 Silver alla Pallacanestro Piacentina (che chiude a 13 punti di media in 33’). Raggiunto con la PF l’ennesimo trofeo della carriera giocando quasi 20’ di media, resta in B, a Forlì, dove ormai ha messo casa, sulla sponda Tigers. Poi altro giro, l’ultimo in cadetteria, a Piacenza per agguantare un’altra promozione (in stagione regolare a quasi 11 puni di media in 26’…), quindi si stabilisce definitivamente a Forlimpopoli con i Baskérs, per i quali ricopre anche il ruolo di allenatore nelle giovanili.
Dove sta giocando? – Per il terzo anno consecutivo, se e quando ripartiranno i campionati, il classe ’76 sarà l’anima dei Baskérs, nella nuova avventura in C Silver.
Innesti in corsa
Roberto Maggio
Prototipo del play sgusciante dalla mano fatale dalla lunga, pronto a fiammate importanti, Roberto Maggio è il primo innesto in corsa per la PF. Firmato a metà febbraio per offrire maggiore pericolosità dall’arco e rapidità, approda da Taranto con tanta voglia di mettersi in luce. Dedizione, indubbie qualità tecniche e alcune prove di grande spessore specie nei play-off (chiusi a quasi 7 punti di media in 16’ con il 42% da oltre 6.75 metri) non fanno breccia nei piani tattici della dirigenza PF per la futura A2 e Roberto riprende la via di casa. Letteralmente. Nel frattempo è arrivata la chiamata dalla risorta Napoli con la quale bissa vittoria in Coppa Italia e promozione (piegando Bergamo). Stavolta la chance A2 c’è e Maggio l’affronta con piglio. Il roster non è di livello per la seconda categoria (la Cuore retrocederà in B perdendo nei play-out da Roseto) e a febbraio accetterà di tornare in B, a Piacenza. Un anno a Salerno quindi ancora alla Bakery fino alla serrata (amaramente anticipata da un infortunio alla spalla).
Dove sta giocando? – Accolto a braccia aperte in estate, Maggio è tornato alla Virtus Arechi Salerno rinforzando un team nel quale spiccano l’ex Ravenna, Cardillo, l’esperto play Marco Rossi, i vari Rezzano, Tortù e De Fabritiis. Viaggia a 17′ di media (in crescita) e 7.3 punti con 44% da 3.
Valerio Marsili
Dopo Davide Maggio, un altro innesto che dice chiaro e tondo: “Forlì fa sul serio”. Liberato (sacrificato) Iattoni, la PF vuol metter sotto il cesto più kg e più gomiti. Seguito l’italo-argentino Diego Corral, la virata decisiva arriva il 22 febbraio 2016 con la firma del roccioso Valerio Marsili (classe ’87, 202 cm) liberato dalla Stella Azzurra Viterbo (serie B, girone C) dove sta collezionando doppie doppie in sequenza. Scuola Tiber Roma, ala forte con potenzialità da centro in B, in curriculum anche una stagione in A2 a Jesi. Espansivo e generoso, Valerio fa il suo anche in ottica spogliatoio accettando di mettersi al servizio della squadra. Minuti da fighter più che da terminale, sono ossigeno ulteriore per le rotazioni dei lunghi forlivesi in vista della volata promozione. Non è nel pacchetto dei confermati. Dopo la PF comincia un roteare di squadre tutte di B (Cassino, Empoli per passare a metà stagione a Fabriano, quindi Lamezia Terme con annesso fallimento societario a campionato avviato e trasferimento a Teramo) con l’usuale solido apporto nelle retrovie e a rimbalzo. Poi…? Più del basket poté un sogno e la voce del mare: a maggio 2019 Marsili è tra gli ammessi al corso per Allievi Ufficiali in Ferma Prefissata all’Accademia Navale di Livorno. Chiuso col basket, si apre così la carriera in Marina: dal parquet alle onde il passo è breve per i coraggiosi.
Coach
Gigi Garelli
Contribuisce a costruire da zero il progetto PF, assembla la squadra con grande acume tattico poi, molto semplicemente, in maniera affatto scontata, vince tutto senza se né ma. Ovviamente Luigi “Gigi” Garelli è la pietra angolare del nuovo anno in A2 e con lui tutto lo staff tecnico, formato da due tra i migliori “giovani” tecnici in circolazione in Romagna: Alberto Serra – reduce da 4 ruggenti stagioni in casa Scirea Basket – e Alessandro Tumidei.
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