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Sette giorni dopo lo sfortunato pareggio per 1-1 di Correggio, subìto in pieno recupero, Massimo Paci non ha ancora ingoiato il boccone amaro: «Per vincere queste partite ci vuole qualcosa in più dentro, qualcosa che parta dalla pancia dei giocatori. Questa settimana ho visto i ragazzi un po’ diversi dal solito, spero che possa essere scoccata la scintilla!».

È con questo stato d’animo che l’allenatore forlivese si augura di vedere i Galletti, che domenica tornano in campo ospitando al “Morgagni”, con calcio d’inizio alle ore 14:30, una delle sorprese del campionato: la matricola Progresso, squadra bolognese di Castel Maggiore.

Per il tecnico biancorosso è ancora aperta la ferita provocata dal rocambolesco finale di gara con la Correggese e per questo chiede ai suoi un ulteriore passo in avanti, sul lungo percorso della crescita. «Senza quel qualcosa in più non solo non si possono vincere le partite, ma neanche fare il salto di qualità. Quello step necessario per poter pensare di giocarsela e soprattutto vincere contro tutti. Alla fine non importa chi sia il più forte, perché vince sempre chi è più bravo a far bene le piccole cose, quelle che indirizzano gli episodi e le partite».

Tornando sulla partita di domenica scorsa, Paci è molto chiaro ed onesto nell’analisi dei momenti salienti. 

«Il rigore per la Correggese nasce da una nostra ingenuità. Abbiamo concesso loro pochi tiri in porta e solo nel secondo tempo. Ho parlato con i ragazzi, gli ho detto che deve scattare la ‘scintilla motivazionale’ e spero che questo episodio sfortunato possa aver smosso qualcosa nelle loro ‘pance’…».

Il tecnico non colpevolizza neanche l’operato del direttore di gara, dimostrando grande maturità e mentalità (chapeau!).

«Gli arbitri sbagliano come tutti. Sono giovani ed inesperti e vengono mandati in campi difficili, con giocatori molto aggressivi e scafati. Ci sta che possano risentirne e prendere decisioni sbagliate».

La gara contro il Progresso nasconde molte insidie e l’allenatore è pronto ad esaminarle. Il mister biancorosso lo fa battendo sempre sul tasto della mentalità e della motivazione, conscio che per avere la meglio si dovrà andare oltre ai meri aspetti tecnico-tattici. 

«Come si batte il Progresso? Giocando bene tatticamente, ma è solo il 70% del lavoro, e con la testa ed il cuore dei giocatori il resto. È si importante sapere come attaccare, come si difende l’avversario e come difendere su di lui, ma serve anche altro. Serve la motivazione! Quel qualcosa in più che può far girare gli episodi a favore, aldilà della forza propria e degli avversari. Serve la ‘scintilla’ che ti fa fare il salto di qualità. Lo step in avanti avverrà solo se ai giocatori, come singoli, ed alla squadra scatterà quel qualcosa dentro. Quella voglia di arrivare prima su un pallone o di portare a casa la partita a tutti i costi. Essere cattivi, sempre e non solo contro il Mantova. Non accontentiamoci, come singoli e come squadra. Altrimenti non si andrà da nessuna parte. Questa settimana i ragazzi li ho visti un po’ diversi rispetto a prima. Bisogna metterci dentro l’anima ed il cuore, non basta allenarsi bene».

Sullo stato di salute del gruppo biancorosso, l’allenatore è altrettanto chiaro e deciso, come sulla forza dell’avversario e su come affrontarlo. 

«La squadra sta bene ed ha fatto 4 punti contro la terza e la quarta, peccato solo non aver portato a casa più vittorie. Ho l’imbarazzo della scelta con tutta la rosa a disposizione, tranne ovviamente Minella. Anche il modulo è confermato, almeno all’inizio, anche se cercheremo d’essere speculari a loro. Il Progresso ama attaccare alto sull’impostazione dell’azione. In settimana abbiamo studiato alcuni accorgimenti in proposito, ma tutto passerà dalla scintilla, che spero proprio sia scoccata!».

A dirigere l’incontro Forlì–Progresso sarà l’arbitro Francesco Gai di Carbonia, coadiuvato dagli assistenti Edoardo Maria Brunetti di Milano e Federico Mezzalira di Varese.