Dalla difesa da primato al brillante rendimento interno: il momento dei Galletti

I Galletti hanno ripreso la loro marcia. Il balbettante inizio del girone di ritorno è ormai alle spalle ed anche il passo falso di Mantova è dimenticato. La netta, bella e significativa vittoria sul Fiorenzuola, dall’enorme peso specifico, lascia dietro di sé una scia di dati e sensazioni molto positive.

L’importanza del primato difensivo

Il Forlì comanda, ora in solitudine, la speciale classifica della difesa meno perforata del girone, proprio davanti ai rossoneri piacentini appena battuti, dando una rinnovata e più concreta sensazione di solidità. Dopo due terzi di campionato inizia ad essere un dato interessante ed indicativo dell’identità di squadra che mister Paci le ha voluto imprimere. Il suo valore poi aumenta enormemente se si pensa agli infortuni ed ai contrattempi che ne hanno falcidiato l’organico, rallentando il lavoro di assemblaggio del tecnico e privandolo a lungo di diversi giocatori importanti. Un primato significativo e ben augurante, dunque, soprattutto in chiave futura, considerato anche l’età media molto bassa della retroguardia, totalmente ridisegnata in estate e dalle vicissitudini del campionato. 

Il rendimento casalingo

Non di meno va considerato il ruolino di marcia interno dei biancorossi, che fra le mura amiche del “Morgagni” hanno costruito gran parte della loro classifica. I Galletti vi hanno infatti conquistato ben 25 punti (in 12 partite) dei 32 vantati in totale, issandosi così al 2º posto della speciale graduatoria, sempre in coabitazione col Fiorenzuola, a sole 2 lunghezze dal Mantova. Non male per una squadra tutta nuova e spesso priva di molti dei suoi elementi cardine, appiedati da gravi o comunque lunghi infortuni. Quella delle assenze però non può certo essere una addotta come una scusa: tutti ne hanno accusato, ma per un team che si deve formare e consolidare è oltremodo penalizzante. 

Il rovescio della medaglia

Dove invece le assenze hanno maggiormente pesato e possono spiegare il rendimento insufficiente della squadra? Sicuramente nel rendimento esterno (punti guadagnati e gol subiti) e nei gol segnati. Questi infatti sono i dati negativi accumulati fino ad ora che hanno impedito ai Galletti di spiccare il volo verso le zone più alte della classifica. La pesante assenza, tutt’ora perdurante, di un bomber come Santiago Minella, fermatosi dopo sole quattro partite, ha sicuramente diminuito il potenziale offensivo dei biancorossi, che soprattutto fuori casa hanno pagato dazio. 

Si dice che la miglior difesa sia l’attacco ed infatti in trasferta il numero delle reti al passivo è triplo rispetto a quelle a domicilio. Se i biancorossi hanno saputo mascherare il proprio limite al “Morgagni”, questo non è successo lontano dallo stadio amico. Pochi gol segnati, ma soprattutto molti di più incassati, hanno condannato gli uomini di Paci all’ultimo posto del ranking esterno, con soli 7 punti all’attivo. 

Una questione di personalità e di equilibrio

È così che l’allenatore, stimolato sull’argomento, ha spiegato il perché dell’enorme differenza di rendimento fra il Forlì versione casalinga rispetto a quella export. Una personalità che si acquisisce solo sul campo, mentre riguardo all’equilibrio è chiaro che la mancanza di certi giocatori si sia fatta sentire. 

Da una rossonera all’altra

La trasferta di Crema: il tempo per festeggiare il successo sul Fiorenzuola è ormai scaduto, perché la dura partita fuori casa di domenica prossima incombe. A Crema il Forlì si giocherà infatti gran parte della propria tranquillità in classifica, ma anche della sua credibilità. L’esame è tosto, molto più di quanto dicano i numeri totalizzati dai lombardi fino ad ora. La squadra rossonera è infatti in ripresa, dopo un lungo periodo buio, iniziato proprio con la sconfitta di Forlì all’andata, in cui è precipitata dalla zona playoff a quella playout. Formazione da prendere con le molle dunque, che lotterà alla morte, mettendo alla frusta le ancora flebili certezze dei Galletti da trasferta. Un test duro e significativo, che molto può dire sugli eventuali progressi compiuti dalla squadra forlivese, ma che d’altro canto potrebbe invece ravvivare le incertezze ed i dubbi di questa strana stagione. La prestazione, come a Mantova quindici giorni fa, non basta più: servono i punti, conta solo il risultato.