Arrivano nuove cessioni in casa Forlì. Dopo Baldassarri, infatti, il club di viale Roma ha comunicato anche le partenze di Salvatore Ferraro e di Francesco Carlucci, che si accaseranno rispettivamente al Cattolica San Marino di mister Emmanuel Cascione a titolo definitivo e al Diegaro a titolo temporeaneo. Due cessioni diametralmente opposte tra loro, entrambe più che corrette e con ripercussioni scarse se non addirittura nulle sull’economia di squadra.
Ferraro [foto cover], infatti, tornato in estate a Forlì dopo l’esperienza semestrale nel 2017/18, non ha mai trovato spazio nello scacchiere di Massimo Paci. Il centrale di difesa classe ’83 ha collezionato appena 4 presenze in campionato (169′ complessivi), di cui soltanto 2 da titolare. Di fatto, ha giochicchiato a settembre prima di trovare soltanto 8′ di impiego contro la Savignanese un mese fa. La sua partenza era scontata ed attesa già da diverse settimane, al pari della destinazione, già ampiamente prevedibile.
Al contrario, ben più importante, nell’ambito del proprio processo di crescita, l’adieu del classe 2001 Francesco Carlucci. Già nel giro della prima squadra da diversi mesi e autentico mattatore della formazione Juniores, nonché ultimo fiore all’occhiello del settore giovanile forlivese, Carlucci potrà così iniziare a farsi le ossa iniziando a vivere tra i ‘grandi’ un campionato di un certo livello. Il Diegaro milita infatti in Eccellenza, tra l’altro con ambizioni mai nascoste di tentare il salto in serie D già da quest’annata.
In tutto ciò, manca all’appello soltanto il ritorno alla ‘casa madre’ Imolese del terzino Giorgio Galanti, con l’ufficialità che non dovrebbe comunque tardare più di tanto.
Il Forlì, nel frattempo, ha comunicato che Eric Biasiol ha effettuato nella giornata odierna nuovi accertamenti del caso al ginocchio infortunato, dopo che nelle scorse ore era circolata la voce di una possibile rottura del legamento crociato. Ebbene, gli esami strumentali hanno evidenziato ‘solo’ una recidiva al retto femorale destro che interessa il tendine. Non la miglior notizia possibile, considerando che il rientro pareva essere ad un passo, ma nemmeno uno stop così lungo a cui avrebbe portato un’operazione ai legamenti: per rivederlo in campo serviranno ancora almeno 6-7 settimane di attesa.