Quindici giorni dopo il beffardo sorpasso argentino di Valentino Rossi, ‘subito’ a poche curve dal termine del gran premio di Termas de Rio Hondo, Andrea Dovizioso e la sua Ducati, dopo il 3º posto sudamericano, sono pronti a tornare in sella ad Austin, in Texas, per il terzo appuntamento della stagione. C’è da proseguire il lungo testa-a-testa con Marquez, c’è da strappare lo scalpo al campione del mondo in carica, che in terra americana vola letteralmente: sei vittorie nei sei gran premi disputati. Una pista un po’ meno ‘felice’, invece, per Dovi. Un 3º posto nel 2014, 2º nel 2015, poi tanta fatica (lo scorso anno chiuse solo 5º). E, attenzione, bisognerà fare i conti anche con altri scomodi clienti, in primis le rientranti Yamaha.
Il Circuito
La MotoGP torna negli USA, per il Red Bull Grand Prix of the Americas ad Austin, in Texas. Con una capienza di 120.000 spettatori, il circuito ospita anche il mondiale di Formula 1. Il lungo rettilineo in salita con dislivello di 41 metri, che termina con una curva stretta a sinistra, è una caratteristica unica di questo tracciato, che si sviluppa per 5,5 km per un totale di 20 curve. Il re indiscusso di Austin è Marquez, che ha vinto 6 edizioni su 6.

Parola di Dovi
C’è un certo ottimismo in casa Ducati. I primi due gran premi hanno mostrato che la Desmosedici è in crescita, e a dimostrarlo ci sono anche i risultati: Dovizioso non è mai partito bene come in questa stagione, con una vittoria e un terzo posto in saccoccia. E il pilota forlivese, a poche ore dallo ‘start’ del primo turno di libere del venerdì, è pronto ad affrontare il weekend a stelle e strisce con il solito carico di grinta ed agonismo. “Devo dire che sono contento dello scorso weekend in Argentina – spiega Dovi – Abbiamo avuto un buon passo, che non ci aspettavamo, che ha confermato l’ottimo ritmo che stiamo avendo. Sarebbe bello se fosse così anche qui ad Austin. Marc è il re di questo circuito, sarà difficile per chiunque lottare con lui, dobbiamo puntare al massimo e durante il weekend può succedere di tutto, con le solite incognite legate a meteo e gomme. Insomma, sono rilassato. Sono fiducioso e, anche qui, mi aspetto di essere più veloce rispetto all’anno scorso. Anche perché siamo più in assetto, più equilibrati: possiamo migliorare un po’ ovunque ed essere competitivi nonostante non sia ancora tutto ancora perfetto sulla moto. Il problema del fondo sconnesso? Sì, non ci sentiamo particolarmente a nostro agio su quella parte del tracciato. Però succede anche agli altri piloti, non solo alle Ducati. E’ impegnativo, lì, controllare la moto, sembra che tutto sotto la gomma si muova. Qualcosa è stato sistemato anno scorso, ma credo andrebbe rifatto tutto il circuito”.

Gli Avversari
Con un appuntamento come quello di Austin, la fiducia in casa Honda non può che essere alle stelle, soprattutto dopo la vittoria in Argentina. “Abbiamo avuto poco tempo per rilassarci tra una gara e l’altra, ma sono pronto a ripartire – racconta Marquez – Il COTA è uno dei miei circuiti preferiti; questi circuiti in senso antiorario sembrano essere sempre i più adatti al mio stile”. Tutt’altro che complicato pronosticare un’altra vittoria per il cabroncito, dunque, ma è da vedere la reazione degli avversari, a cominciare dal compagno di team Jorge Lorenzo, che ha parlato in questi giorni di miglioramenti nel feeling con la moto, sottolineando però come abbia ancora bisogno di tempo.

L’ultimo round in Argentina è stata una gita a metà per il team ufficiale Yamaha, che ha visto da un lato Valentino Rossi tornare finalmente sul podio, dall’altro un Viñales parso piuttosto in difficoltà e alla fine ‘abbattuto’ da Morbidelli. “E’ stata una grande emozione salire di nuovo sul podio in Argentina, dopo una così lunga attesa per me, per la squadra e anche per i tifosi – ha dichiarato il Dottore – Austin forse è la pista più difficile e tecnica della stagione MotoGP, ma negli anni precedenti non è stato così male per me. Dobbiamo lavorare bene, guidare bene, seguire la giusta direzione e poi vedremo”.

Attenzione ad Alex Rins, 4º nel Mondiale e sempre vicino al podio nelle prime due corse della stagione. Negli Stati Uniti si è ritirato nel 2018 e nel 2017, ma nel 2016, in Moto 2, ha conquistato la vittoria.
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