Siamo al 2 marzo, ma in casa Forlì è ancora tempo di presentazioni. In questa insolita ed ingarbugliata stagione sportiva, dilaniata dal Covid-19, che ha visto letteralmente stravolte abitudini e consuetudini consolidate, con il mercato quasi sempre aperto (chiuderà il prossimo 31 marzo), può capitare anche questo. Così, presso la sala stampa dello stadio Morgagni, è stata la volta del bomber con la ‘B’ maiuscola, Manuel Pera, a presentarsi accompagnato dal presidente Gianfranco Capelli, davanti ai taccuini aperti e desiderosi di domande dei giornalisti locali.
«Sono qui a Forlì perché il presidente mi ha voluto fortemente, mi ha voluto molto bene ed ora desidero solo ripagarlo della sua fiducia». Queste le prime parole forlivesi del bomber toscano, nato a Lucca 36 anni fa, venuto a rimpolpare l’asfittico reparto offensivo forlivese, che nel giro di due giorni ha visto addirittura aumentare il proprio contingente di due unità, con l’inserimento anche di Christian Longobardi, che già ha esordito in quel di Corticella.

È il presidente Cappelli a prendere per primo la parola: «Sono veramente felice di poter presentare Manuel Pera, sono molto contento di averlo qui oggi con noi. Era da diverso tempo che lo avevamo puntato, ma per un motivo o per l’altro non riuscivamo mai a concludere positivamente la trattativa. Anche stavolta abbiamo dovuto superare una nutrita concorrenza, Taranto e Rimini avevano infatti messo sul piatto offerte faraoniche, ma noi siamo riusciti a spuntarla, grazie anche all’opera del nostro direttore sportivo Di Fabio. Il suo arrivo è in sintonia con la nostra filosofia: vogliamo sempre vincere e penso che lui ci potrà dare veramente una grossa mano».
L’attaccante risponde e raccoglie l’assist del proprio presidente, proseguendo: «A me piace vincere e non mollo mai. So che la classifica è difficile, sono 20 i punti della vetta, meglio non guardarci, però partita dopo partita cercheremo di dire la nostra in questo campionato, vincendo il più possibile… Hai visto mai: io di rimonte clamorose in serie D ne ho viste tante. Sono molto felice di essere a Forlì».
L’attaccante toscano torna dopo quattro anni a calcare il palcoscenico del girone D, che già lo vide vincitore cinque anni or sono, con la maglia del Rimini. Allora mise a segno 30 reti: «Ma questa volta – dice l’interessato – mi accontenterei anche solo della metà del bottino, in fondo ci sono solo la metà delle partite». A chi gli chiede cosa lo abbia spinto a lasciare Recanati, dopo quattro stagioni, l’attaccante è molto lapidario nel rispondere: «A Recanati sono stato molto bene e li ringrazierò sempre per questo, ma era giunto il momento di cambiare. Le scelte della società e dello staff tecnico sono state chiare, quindi mi sono guardato intorno ed ho scelto Forlì. Magari avrei preferito un epilogo diverso della mia avventura a Recanati, soprattutto nei modi, ma fa niente, sono esperto e so che nel calcio queste cose possono capitare».
Incalza: «Quest’anno, dopo che ho avuto il Covid, ho fatto molta fatica a riprendermi ed è stata veramente dura. Anche voi qui a Forlì ne siete stati vittima e ve ne sarete certamente accorti. Ho giocato fino al 21 febbraio e fino a ieri mi sono allenato, anche se a parte, sono quindi in grado di poter dare fin da subito il mio contributo. Non ho ancora parlato con mister Angelini, lo farò oggi, quando mi allenerò per la prima volta con i miei nuovi compagni, molti dei quali già conosco per averci giocato contro. I nomi giusti ci sono e se la classifica dice questo, vuol dire che ci sarà stato sicuramente qualche problema… Però con tre partite da recuperare e lo scontro diretto in casa, mai dire mai!».

«Se ho un obiettivo – prosegue Pera –? Sì, ce l’ho ben chiaro nella mente, sperando che il fisico mi sostenga nel perseguirlo: raggiungere il record di marcature in serie D (in carriera è già andato a segno ben 271 volte fra serie C e serie D, ndr). Me ne mancano una trentina e spero proprio di riuscirci al più presto, con la maglia del Forlì». Tra tutte queste marcature ce n’è una che porti particolarmente nel cuore? «Sì, certo che c’è. Il goal in un lontanissimo Lucchese-Gavorrano, quando ero ancora giovanissimo. Non lo dimenticherò mai, soprattutto per lo striscione in ricordo di un mio carissimo amico prematuramente scomparso, Stefano Antonetti, il cui ricordo è ancora vivo e molto caro nella mia mente ed a cui tengo tantissimo».
In conclusione della conferenza, interviene nuovamente il presidente Cappelli, per ribadire alcuni semplici concetti: «Siamo una società seria, fatta di gente che lavora! Siamo imprenditori seri, che mantengono la loro parola. È stato detto tempo fa che il Forlì ha un programma a lunga scadenza: cinque anni per andare in Lega Pro, dieci per andare in serie B, se possibile. Noi non rinneghiamo niente e questo acquisto deve essere visto in quest’ottica di crescita. Non è un acquisto solo per l’oggi, ma anche per il domani». Non è infatti escluso un prolungamento dell’accordo anche per la prossima stagione.
Infine, il presidente si toglie qualche sassolino, assestando qualche stilettata alla critica dei detrattori: «Non voglio far polemica, non è l’occasione adatta per farlo. Ma vorrei tanto che quelle quattro persone che sui social continuano a deriderci e denigrarci, la smettessero. Siamo qui per vincere!».