Forlì, al giro di boa (quasi) tutti promossi: il pagellone

Con la disputa della 17ª giornata nella domenica pre-natalizia, è terminato il girone d’andata del campionato di serie D. A metà cammino si può dunque già tracciare un primo bilancio della stagione del Forlì, la cui fase decisiva inizierà però dopo la pausa per le festività, domenica 5 gennaio, con la 1ª giornata di ritorno in cui i Galletti saranno impegnati nella dura trasferta di Adro, in provincia di Brescia, casa dello Sporting Franciacorta. 

Dopo un avvio stentato, soprattutto a causa di una rosa totalmente rivoluzionata, da amalgamare, il Forlì ha poi saputo risalire la china, attestandosi in una relativamente tranquilla zona di centro classifica: 7º posto, con 25 punti, a +8 sui playout e soltanto a -4 dai playoff. Una striscia di ben nove risultati utili consecutivi, fatta di 5 vittorie e 4 pareggi, ha reso possibile la scalata dei biancorossi, che hanno saputo rimontare ben otto formazioni arrivando fino al 4º posto, prima di attestarsi al giro di boa, appunto, nell’attuale posizione. Insomma un bilancio, a fine andata, senz’altro più positivo rispetto alle aspettative.

Com’è stata possibile tale metamorfosi? Sicuramente grazie al lavoro di mister Massimo Paci, che ha saputo dare un’identità al gruppo, trasferendogli le sue idee e portandolo a diventare la miglior difesa del girone – nonostante il pesante passivo di 0-3 registrato a Desenzano contro il Calvina nell’ultima uscita –, pur essendo il reparto totalmente nuovo e con un’età media molto bassa. Durante la prima parte non sono mancate le sorprese, le delusioni, gli imprevisti (vedi infortuni più o meno gravi, Minella e Biasiol su tutti) e le bocciature, alcune delle quali senza prova d’appello. Ecco quindi come si sono comportati ruolo per ruolo i Galletti nei primi quattro mesi di campionato, con i giovani, molti dei quali del vivaio, in grande evidenza.

Portieri 

Niccolò Baldassarri 6 – Doveva essere una delle colonne della formazione biancorossa. La dirigenza aveva puntato molto sul promettente portiere classe ‘99, prodotto del vivaio e di ritorno dal prestito alla Sammaurese (a cui è poi tornato a dicembre), consegnandogli le chiavi della porta. Per lui solo 6 presenze (tutte da titolare), di cui 1 in Coppa Italia e 5 in campionato, sempre con prestazioni convincenti e sopra la sufficienza. Poi però qualcosa si è rotto. Il colpo in testa nel riscaldamento pre Mantova, oltre che impedirgli di giocare quella partita, lo ha prima temporaneamente e poi definitivamente messo ko. Da quel giorno più nessun minuto per lui. Inspiegabile. Il suo feeling con Forlì e col Forlì non è mai sbocciato: forse non era destino. 

Enrico De Gori 7 – Anche lui prodotto del settore giovanile biancorosso, il classe 2001 doveva essere il 12º e invece capita ciò che non t’aspetti. Debutta col Cattolica in Coppa Italia per la squalifica di Baldassarri ed è un presagio. Scaraventato in campo col Mantova a 10’ dall’inizio del match, ci mette altrettanto a carburare, chiudendo la porta a doppia mandata dopo il rigore di Scotto. Da lì in poi solo prestazioni maiuscole, fatte di personalità e faccia tosta, da veterano consumato. Non esce più dal campo diventando titolare indiscusso. Un valore aggiunto inestimabile, che contribuisce notevolmente all’imperforabilità della difesa.

Difensori

Andrea Zamagni 6,5 – L’esterno destro del ‘96, proveniente dal Cesena, ha fin da subito ben impressionato, diventando un beniamino del pubblico forlivese. Corsa, spinta e generosità al servizio della squadra.

Giorgio Galanti sv – Difensore del 2000 proveniente dall’Imolese, esordisce bene, ma totalizza poche apparizioni a causa di un infortunio, che lo toglie dai radar del tecnico e non ne permette un giudizio. Ha già lasciato la squadra in direzione Sasso Marconi Zola.

Andreas Gkertsos 7 – Classe 2000 dai notevoli mezzi atletici e fisici, è stata la rivelazione sull’out sinistro. Doveva essere un centrocampista offensivo ed invece è esploso come terzino, andando in rete ben due volte e risultando importante in fase di spinta.

Francesco Marzocchi sv – Due sole gare da titolare, senza incidere, per l’ennesimo prodotto della casa, sorpresa dello scorso campionato. Paga i problemi fisici d’inizio stagione e la grande forma di Gkertsos.

Eric Biasiol 7 – Pilastro della difesa, pretoriano di mister Paci fin da Montegiorgio, è giovane ma non troppo. Classe ‘97, ha mezzi fisici notevoli e margini di miglioramento inesplorati. Gioca da veterano mettendo la museruola a più di un avversario. Bloccato da un fastidioso problema muscolare è fuori da metà novembre (dovrebbe rientrare ai primi di febbraio).

Davide Sedioli 6,5 – Altro prodotto del vivaio biancorosso, di ritorno dal Classe, si ritaglia uno spazio sempre più importante. Inizia da riserva, ma la necessità dell’allenatore d’avere un under in difesa gli spalanca le porte del campo. Lui merita la fiducia e con Biasiol costituisce una coppia di centrali affidabile, ancorché giovane.

Marco Vesi 7 – Sa aspettare il suo turno, assaggiando sia la panchina che la tribuna. Quando tocca a lui, però, si fa trovare pronto e risulta una sicurezza. Veterano in biancorosso, al suo sesto campionato a Forlì con 135 presenze, è senz’altro un prezioso uomo squadra. Quasi una bandiera.

Salvatore Ferraro 5 – Tornato a Forlì per essere il faro della difesa, inizia la stagione non convincendo l’allenatore, che ben presto gli preferisce Sedioli. Le sue non sono prove indimenticabili, ma non riesce ad avere più l’opportunità di riscattarsi, chiuso dal giovane compagno, finendo malinconicamente fuori dal progetto, fra panchine e tribuna, passando a dicembre al Cattolica San Marino.

Centrocampisti

Vittorio Favo 5 – Vittima della chimica di squadra, è la delusione dell’andata. Preso per essere il regista del 4-3-3 di Paci, delude con prestazioni sempre più evanescenti. Col cambio di modulo esce dai titolari, raccattando minuti qua e là, senza riuscire mai a sbloccarsi. A dicembre passa al Chieti. In bocca al lupo, Vittorio!

Leonardo Albonetti 7 – Mediano del 2000, anch’egli proveniente dal vivaio, prende il posto di Favo nel centrocampo a due e con Ballardini forma un’invidiabile ed affidabile cerniera davanti alla difesa. Rivelazione assoluta.

David Pop sv – Arrivato a campionato iniziato, ha pagato beghe burocratiche per il suo tesseramento. Una volta a disposizione è stato impiegato troppo poco, penalizzato dal cambio di modulo. Ha mezzi fisici e tecnici sopra la media e potrebbe essere una risorsa importante, ma l’allenatore lo vede come regista e nel 4-2-3-1 per lui c’è poco spazio.

Filippo Baldinini 6,5 – Il capitano avrebbe meritato di più, ma la sfortuna lo perseguita. Sta disputando la sua miglior stagione in biancorosso, ma è stato molto tempo fermo per un problema muscolare. Acquisto per il girone di ritorno.

Elia Ballardini 7,5 – Il vero cuore di questa squadra. Moto perpetuo per 95’ a gara, recupera palloni a destra e a manca, innescando poi la fantasia del ‘trio meraviglia’ forlivese. Capitano in assenza di Baldinini, è il leader in campo della formazione. Instancabile.

Lorenzo Pastorelli 6 – Giovane scuola Cesena del 2001, ha avuto diverse occasioni per mettersi in mostra. Dalla sua un prezioso gol partita contro il Sasso Marconi e diverse buone prove, alternate però a prestazioni non convincenti.

Saverio Pellecchia 7 – Arriva ad ottobre ma impiega poco a mettersi in luce. Forma con Bonandi e Buonocunto, con cui s’intende benissimo, il tridente offensivo del Forlì che brilla a ripetizione. Mancino dal destro affidabile, gioca sulla fascia destra ed offre cross al bacio, quando non decide di mettersi in proprio ed armare il suo sinistro letale.

Ivan Buonocunto 7 – Eclettico, può ricoprire tutti i ruoli del centrocampo. Paci lo utilizza da esterno sinistro nei tre dietro la punta, ma all’occorrenza può fare anche il mediano. La sua qualità e quantità meriterebbero palcoscenici maggiori. Ha cambiato il volto della squadra, nel momento difficile, con prestazioni convincenti. Ottimo sia come assistman che come finalizzatore.

Giovanni Pacchioni 6,5 – È giovane (classe ‘98), con ottimi mezzi fisici e può ricoprire più ruoli, sia a centrocampo che in attacco. Merita mezzo punto in più per due importanti motivi: segna un gol prezioso nello sfortunato 1-1 di Correggio, facendosi trovare pronto all’occorrenza, e si sacrifica in un ruolo, al momento non suo, di centrale difensivo a Desenzano, rimediando oltretutto un grave infortunio al ginocchio. Cosa dire di più? Auguri per una pronta guarigione.

Attaccanti

Santiago Minella 6,5 – Bomber di razza, è il grande rimpianto della stagione. Fin quando c’è stato era una garanzia. Tre gol in quattro partite e poi crack! Letteralmente azzoppato da un infortunio che definire ‘schifoso’ è troppo poco, tornerà a febbraio, dopo cinque mesi di stop.

Víctor Gómez Varas 6,5 – Sostituto naturale di Minella, non lo fa rimpiangere in quanto a generosità. Segna quattro reti e dispensa molti assist. Il suo movimento è basilare nell’attacco biancorosso. Si fa male nel finale dell’andata e fatica a recuperare.

Moussa Souare 6,5 – Il classe ‘98 ex Inter è la freccia nella faretra di mister Paci. Segna due gol preziosi conditi con alcuni assist. Può giostrare indifferentemente a destra e a sinistra nel tridente dei trequartisti, ma dà il meglio di sé da centravanti, quando risulta decisivo. Deve acquisire più continuità.

Abdul Mubarak Zabre sv – Anche lui proveniente dal vivaio, il classe 2001 è stato impiegato col contagocce. Il suo minutaggio limitato non permette di valutarlo pienamente, nel bene o nel male.

Thomas Bonandi 7 – La fantasia al potere. Piedi raffinati, se gira lui tutta la squadra ne trae beneficio. Un po’ a corrente alternata, a novembre pare trovare la condizione ottimale e la giusta posizione in campo. Purtroppo è spesso frenato da piccole noie muscolari, il suo tallone d’Achille, che non gli permettono la giusta continuità di rendimento.

Stella, Gimelli, Marzocchi R., Bedei, Carlucci sv

All. Massimo Paci 7 – Il vero valore aggiunto della squadra sta in panchina. Il tecnico marchigiano non si scoraggia alle prime difficoltà, ha il merito di cambiare assetto tattico, quando capisce che la strada è sbagliata ed amalgama con sapiente pazienza gli ingredienti a sua disposizione, fino a raggiungere la soluzione ottimale. Un unico appunto, che nulla toglie ai meriti ascritti all’allenatore: i troppi infortuni muscolari, che hanno a volte frenato la squadra sul più bello, togliendole elementi importanti. Che sia forse il segno di una preparazione troppo pesante?

In attesa che il campionato riprenda, la squadra è tornata ad allenarsi venerdì 27, dopo quattro giorni di stop per il Natale, sostenendo un test amichevole già nel pomeriggio di domenica, quando scenderà in campo a San Zaccaria per affrontare il Del Duca Ribelle, formazione di vertice nel campionato di Eccellenza.

Agli ordini di Mister Paci sono attualmente 22 i giocatori a disposizione, dopo i tagli in rosa al termine della sessione dicembrina di mercato. A fronte delle partenze di ben sei elementi (Baldassarri, Gimelli, Ferraro, Favo, Carlucci, Galanti), è riapprodato al “Morgagni” solo l’estremo difensore Alessandro Semprini, che sarà disponibile dalle prossime settimane. Non manca dunque l’attesa da parte dei tifosi per qualche inserimento, magari di peso in prospettiva futura, per puntellare sia numericamente che soprattutto qualitativamente, l’organico biancorosso.

Il lavoro per il ds Carlo Di Fabio non è affatto terminato, anzi, si può benissimo dire che la prossima stagione inizia proprio adesso. Starà a lui, infatti, reperire sul mercato quegli elementi che, insieme a gran parte dell’attuale squadra, dovranno costituire l’ossatura del Forlì che verrà, nell’immediato futuro e nel medio-lungo periodo.