Dopo il successo di mercoledì scorso in casa del Ghiviborgo per due reti a zero, il Forlì si ripete al Morgagni con una vittoria per 1-0 ai danni del Sasso Marconi Zola. La prestazione, molto fisica e faticosa per entrambe le squadre, date le avverse condizioni meteo ed un campo bagnato quindi pesante, è soddisfacente per mister Giuseppe Angelini che definisce in tutto e per tutto quella contro i bolognesi come una «partita di categoria».
Contro un avversario ostico ed ostinato non era scontato portare a casa i tre punti, il Sasso Marconi schiera 11 agguerriti giocatori che non accettano la sconfitta, nonostante non sia stata una prestazione ricca di azioni significative. «Una partita difficile per le condizioni del campo e dell’avversario – esordisce il tecnico del Forlì a fine partita –. È stata una partita dura, il fatto di averla vinta è tanta roba. I cambi sono stati positivi, con Ballardini e Gasperoni che hanno dato quella verve necessaria per saltare la linea avversaria e chiudere con una rete. Sono cose che so: loro due hanno qualcosa in più quando entrano in azione, sapevo che poteva nascere una partita così. Li ho portati in panchina apposta, Ballardini per recuperare e con la gamba che ha so che mi avrebbe dato questa soluzione. Gasperoni è un giocatore molto forte, è un talento, se entra sempre così secondo me da molto fastidio agli avversari».
Entusiasta, Angelini, soprattutto dell’atteggiamento della squadra, che ha dimostrato come 22 giocatori affiatati possono avere la meglio: «Abbiamo messo in atto la partita che dovevamo fare. Abbiamo sofferto alla fine come è giusto che sia, però quando hai l’atteggiamento giusto finisci gli episodi a tuo favore. Il campo ci ha penalizzato tanto contro una squadra organizzata e molto fisica. È un organico forte quando si difende e non ti fa giocare, il campo è stata un’ulteriore difficoltà. Di solito questi campi agevolano chi si difende. Però siamo stati bravi a non concedere niente, anche nelle ripartenze, con pazienza siamo stati sul pezzo. Ci sono tante cose positive, perché queste partite tante volte è facile perderle».
Sulla rete di Gigliotti il mister sostiene che «il gol è stata una grande azione», mentre sull’altra grande azione della partita, la parata di De Gori, afferma che «è stato bravissimo, perché quando il portiere non è importante per 85 minuti ma sta lì e poi fa quella parata, è un buon segno». Un ‘mezzo’ gol fantasma, secondo il tecnico del Sasso Marconi, quello segnato dai galletti. Il quale ha ripetutamente urlato come la palla fosse uscita di mezzo metro sulla linea di fondo. Ma Angelini ritiene che in «queste categorie dove non c’è var o altro, non è facile dichiarare la precisione della traiettoria, ma mezzo metro è tanto e mi sembra strano». La traiettoria, quindi, avrebbe avuto tutt’altra rotta, di fatti l’arbitro non ha avuto dubbi nell’assegnare il gol e quindi il caso è chiuso. Sull’arbitraggio: «Oggi è stata la classica partita che, finché stava 0-0, se si perdeva il pallone e si perdeva tempo andava tutto bene. Quando gli avversari hanno preso gol, invece, non si poteva perdere tempo… Ma fa parte del gioco, nonostante l’arbitro abbia spezzato il gioco continuamente e abbia indirizzato la partita. È comunque difficile anche per lui».
Del gol parla anche l’autore del successo forlivese, Denny Gigliotti. Che per l’occasione cambia ruolo e, dalla sua predisposizione da interno, trova invece spazio come esterno, raccoglie un cross di Gasperoni accentrandosi per prendere palla in mezzo all’area e, scivolando, infila il pallone sotto la traversa. «Ho cercato di accentrarmi e fortunatamente sono riuscito a fare gol – spiega –. Il campo non ha permesso un intervento elegante, forse se l’avessi colpita bene avrei tirato fuori. Il fallo per simulazione? C’è stato il contatto da dietro, non mi butto a terra così per nulla, anche perché stavo andando in porta e quindi non c’era motivo per farlo. Appena ho sentito il tocco sulla caviglia, ho perso l’equilibrio e sono caduto». L’impatto del nuovo arrivato a Forlì, pronto per le prime due partite, è stato molto positivo: «Il gruppo si sta amalgamando, quindi la compattezza c’è. Ci alleniamo giorno per giorno per arrivare alla vittoria la domenica. Sono capitato in un grande gruppo».