A molti, dopo un buon caffè, piace gongolarsi mantenendone vivo il più possibile l’aroma sulle proprie papille gustative. È ciò che è successo ai tifosi del Forlì dopo l’ottima prestazione nell’ultimo turno di campionato. Il pareggio casalingo con la capolista Mantova ha infatti lasciato nella bocca degli sportivi forlivesi un gradevole sapore, che ora non intendono far svanire. Anzi, se possibile, alimentarlo.
L’1-1 al termine di una sfida intensa, giocata da veri e propri Galletti, agonisticamente accesa, dove i giovanotti di casa non hanno avuto paura di prenderle e soprattutto darle ai più quotati avversari, ha pienamente soddisfatto, nella sostanza e nella forma, tutto l’ambiente biancorosso, che ne aveva un assoluto bisogno. La superba prestazione dei Galletti ha risvegliato in molti un sopito senso d’appartenenza, l’orgoglio di chi oggi può ben dire: abbiamo una squadra!
La notizia non è di poco conto, perché veramente questo potrebbe essere “il punto di svolta”. In classifica, perché un punto contro la capolista non lo si butta mai, anzi. Per com’è arrivato, mettendo i brividi agli ospiti e sfiorando addirittura il successo pieno. Per il gioco messo in mostra: arioso e tecnico, ma anche fatto di lotta all’ultimo sangue, col coltello fra i denti. Non ultime, infine, per le confortanti prestazioni dei giovani di casa, catapultati in campo senza esitazioni e timori, ma autori di un’ottima gara.
Che mister Paci abbia finalmente trovato la quadra? Tatticamente pare di sì: l’esame con i virgiliani era sicuramente probante in tal senso ed è stato superato. Fisicamente la squadra sembra in ottime condizioni e semmai era psicologicamente che doveva sbloccarsi ed è ciò che è successo. Dopo un avvio choc, “che avrebbe steso un elefante” (Paci dixit), la rabbia, la determinazione e la voglia di capovolgere le sorti dell’incontro hanno fatto la differenza. Ora viene il bello, o meglio, il difficile, avendo il calendario riservato malignamente altre tre sfide da “O.K. Corral”. Le trasferte a Fiorenzuola e Correggio, che definire ostiche è quasi riduttivo, oltre all’insidiosa partita del ‘Morgagni’ contro il Crema ad inframezzarle.

Ad inizio stagione è difficile capire se l’avvio sarà soft o hard, ma ora, dopo 6 partite, una piccola idea la si può avere. Confrontando ad esempio il cammino dei Galletti con quello del Mantova, risalta subito come i lombardi abbiano affrontato formazioni molto più abbordabili dei romagnoli. Scontro diretto a parte, solo Lentigione e Sasso Marconi Zola hanno incrociato i tacchetti con entrambe, mentre nelle altre tre sfide la differenza di classifica è già notevole. Difficile infatti paragonare Fanfulla, Mezzolara e Sporting Franciacorta con Calvina, Sammaurese ed una deludentissima Vigor Carpaneto. Il valore della capolista resta altissimo, ma proprio per questo l’autostima dei Galletti ne deve uscire assolutamente rafforzata.
Un avvio di campionato duro, per una formazione in costruzione sotto tutti i punti di vista: tattico, tecnico, fisico, psicologico e di amalgama, dove trovare subito la giusta chimica di squadra non è affatto semplice ed immediato. Gli infortuni poi hanno fatto il resto, ma, come si suol dire, non tutti i mali vengono per nuocere. Infatti è anche forse grazie ad alcune ‘disgrazie’ che il tecnico biancorosso potrebbe aver trovato qualche inaspettata pepita d’oro. Il riferimento è alle ottime prestazioni dei giovani virgulti forlivesi: Albonetti, Sedioli e non ultimo il portiere De Gori, il quale, scaraventato letteralmente in campo dall’infortunio (non grave per fortuna) di Baldassarri, ha sfoderato una prestazione di carattere, grinta e determinazione, decisiva per l’esito della gara.
Il futuro, al momento, sembra dunque meno grigio di quel che si sarebbe potuto temere, in attesa di ulteriori schiarite, ma come si dice ai piedi del Vesuvio, dove la si sa lunga, “ha ancora da passà a nuttata”. Testa bassa e pedalare!
Capitolo mercato
Se la squadra dà segnali confortanti, non sta certamente con le mani in mano neanche il ds forlivese Carlo Di Fabio, sempre alla ricerca del colpo a sorpresa che possa elevare il tasso tecnico della rosa di Massimo Paci. Il classico “low cost” dall’alto rendimento. Gli infortuni in ciò non aiutano, costringendolo a dragare obbligatoriamente il mercato degli svincolati e degli esuberi della serie C. Lavoro certosino e non facile, dov’è frequente imbattersi in autentici ‘pacchi’, da evitare assolutamente.
La notizia del giorno è che, dopo le vicissitudini con gli ingaggi sfumati (o addirittura rescissi) di alcuni interessanti prospetti come Maikol Negro e Matteo Capitani, la fumata bianca ci sia stata per Saverio Pellecchia, trentenne esterno d’attacco, esperto della serie D, in passato già all’Avezzano. Il giocatore, già allenatosi con la sua nuova squadra, dovrebbe essere ufficializzato nel primo pomeriggio di mercoledì.

È sempre notizia delle ultime ore, poi, del passaggio in prova al Cesena del ventenne centrocampista rumeno David Pop, classe ’99 a Forlì da oltre un mese in attesa dell’avvenuto tesseramento, ritardato da problemi di natura burocratica. Il giocatore, ambito dalla categoria superiore, potrebbe però tornare a breve in orbita biancorossa.