La sconfitta di misura a Fiorenzuola – immeritata a dire il vero per qualità, quantità e volume di gioco prodotti – contro un avversario di primissima fascia, ha lasciato l’amaro in bocca a tutto l’ambiente forlivese, che ha visto vanificare una bella prestazione senza portare a casa nulla. La graduatoria attuale, in fin dei conti, pare non rispecchiare il reale valore della formazione forlivese.
Guardando bene i numeri ci si rende infatti conto di come ai Galletti manchino almeno 4 punti. Il Progresso, ad esempio, a parità di gol fatti e subiti si trova 9º a quota 10, avendo affrontato avversari meno impegnativi. I biancorossi, se come attacco sono solo tredicesimi con 7 centri, come difesa occupano la settima posizione, con 10 reti al passivo, al pari di Mantova (che però ne ha realizzate 27!), Progresso e Lentigione. Sempre sul fronte graduatorie, inoltre, LND ha diffuso il primo ‘sunto’ della classifica ‘Giovani D Valore’, dedicata alle squadre che utilizzano maggiormente giocatori in quota under; il Forlì, dopo sei giornate di campionato, è all’8º posto nel Girone D con 149 punti.
Se da una parte quindi la classifica langue, anche se non pericolosamente, dall’altra la squadra ha dimostrato di esserci. Solo un calendario ingeneroso, in avvio ricco di sfide complicate, da affrontare senza che la formazione potesse vantare la giusta amalgama, ha frenato per ora la corsa dei Galletti, che hanno però dato continuità alla bella performance di sette giorni prima. Come contro la capolista Mantova, la squadra ha giocato alla pari del quotato avversario, senza nessuna paura o soggezione, dando un segnale molto positivo sul suo stato di salute. La cura Paci sembra aver finalmente sortito i primi benefici effetti.
Innanzitutto sotto il profilo fisico, con gli avversari per l’ennesima volta a fare i conti con i crampi a 10’ dal termine ed i Galletti a correre senza problemi fino alla fine. Anche tatticamente, poi, la squadra pare ora veramente equilibrata, riuscendo a dare sfoggio di un gradevole ed efficace gioco palla a terra (esaltato a Fiorenzuola dalle buonissime condizioni del campo). L’azzeccato cambio di modulo e l’inserimento inaspettato di alcune nuove pedine nello scacchiere del tecnico marchigiano hanno fatto il resto.

Quello che sembra mancare alla truppa biancorossa, per ora, è il killer instinct. La capacità cioè di saper concretizzare la supremazia ed il gioco messi in mostra. Questo ovviamente insieme ad un pizzico di buona sorte, che ultimamente pare aver voltato le spalle al Forlì, ma che non guasterebbe affatto.
Fin da inizio stagione tecnico e direttore sportivo biancorossi hanno predicato calma e prudenza, consci che al gruppo sarebbe servito il giusto rodaggio per potersi esprimere al meglio. Dopo quasi due mesi di gare ufficiali viene allora spontaneo chiedersi: a che punto della preparazione è giunto il Forlì? È finalmente finito il periodo di rodaggio?
A sentire il tecnico Massimo Paci i lavori sono in un buon stato d’avanzamento, anche se ancora molti particolari sono da perfezionare. Se la fase difensiva inizia a soddisfare l’allenatore, è quella offensiva che ancora necessità delle maggiori attenzioni. Una volta sistemata, potremo allora vedere il vero Forlì di Massimo Paci. Non dovrebbe mancare molto.
A tal proposito le prossime due gare saranno senz’altro indicative. Crema (4º a quota 13 punti) in casa e Correggese (3º a 14) fuori, sono altri due ostacoli alti da saltare. Ora però la fiducia c’è e forse a preoccuparsi dovrà essere qualcun altro, in attesa che anche il calendario diventi più ‘morbido’.