Forlì, Mariani fa il punto: “Soddisfatto del lavoro svolto, ora parlerà il campo”

Chiuso il mercato estivo, per il Forlì è tempo di tracciare un primo bilancio. A farlo è il direttore sportivo Matteo Mariani, che in conferenza stampa ha ripercorso il lavoro svolto negli ultimi mesi tra costruzione della rosa, giovani, territorialità e obiettivi stagionali. La soddisfazione per quanto fatto non manca, così come la consapevolezza che sarà il campo a emettere i verdetti. L’obiettivo dichiarato resta la salvezza, ma la sensazione è che questo Forlì voglia provare a ritagliarsi qualcosa in più.

Direttore, che bilancio fa del mercato estivo? È soddisfatto del lavoro svolto?

“Il bilancio va fatto sulla base della nostra situazione. Siamo partiti il 3 luglio con un nuovo allenatore e, una volta presa questa decisione, abbiamo cercato di capire quali fossero le priorità, considerando i giocatori già a disposizione e soprattutto l’identità che volevamo dare alla squadra.

Pur avendo poco tempo, siamo riusciti ad allestire una rosa che fosse già pronta all’80% per l’inizio della preparazione, il 14 luglio. Ora che il campionato è iniziato posso ritenermi soddisfatto. Abbiamo rispettato il budget e cercato di portare a Forlì gente vogliosa, soprattutto ragazzi giovani. Un altro obiettivo era mettere sotto contratto calciatori di nostra proprietà, cercando di valorizzarli e creare eventualmente una redditività futura. Penso che da questo punto di vista abbiamo rispettato ciò che ci eravamo prefissati. Adesso deve parlare il campo.

Non mi piace fare nomi, ma abbiamo cercato anche di valorizzare il concetto di territorialità, portando qui giovani della zona che sanno cosa significhi vestire la maglia del Forlì e la sentono maggiormente addosso. Credo possa essere un valore aggiunto nel corso del campionato.”

Come procede il rapporto con Nicola Campedelli? È soddisfatto del lavoro svolto finora?

“Nicola lo conosco da tanto tempo e avevo già lavorato con lui. Quando a luglio si è deciso di non proseguire con Miramari, ho pensato che fosse la persona giusta per il nostro momento storico, sia per il lavoro con i giovani sia per la voglia che aveva di misurarsi con questo campionato.

Stiamo lavorando in grande sintonia con lui e con tutto lo staff per dare un’identità sempre più precisa alla squadra. Vogliamo ragazzi che antepongano il bene del gruppo a quello individuale e che affrontino ogni avversario con la stessa voglia, cercando di correre e lavorare più degli altri e facendo emergere le proprie qualità.

Abbiamo già fatto intravedere qualcosa, ma ci sono ancora importanti margini di crescita perché molti ragazzi devono amalgamarsi completamente in questa realtà. Le potenzialità per fare bene ci sono, tenendo sempre presente che il nostro obiettivo è salvarci e mantenere la categoria. Se poi riusciremo a ottenere qualcosa in più, tanto meglio, ma dobbiamo procedere passo dopo passo.”

Dopo tre giornate è già possibile fissare un obiettivo in termini di punti?

“È ancora presto. Abbiamo disputato soltanto tre partite ed è difficile stabilire adesso un traguardo da raggiungere a fine aprile. Queste prime giornate hanno però già mostrato che si possono fare o perdere punti contro chiunque. Lo abbiamo visto anche contro il Pescara, che considero un avversario molto forte: con l’atteggiamento e la voglia giusti puoi conquistare i tre punti contro qualsiasi squadra, altrimenti rischi di lasciare qualcosa per strada.

È un campionato molto equilibrato, con diverse squadre che puntano al vertice e neopromosse che possono sfruttare l’entusiasmo della promozione. Fare pronostici è difficile perché c’è grande competitività.”

Come analizza la sconfitta di Latina?

“È un inciampo che può far parte del percorso. Credo sia mancato l’approccio giusto inizialmente: siamo stati un po’ superficiali sia in fase di possesso che senza palla e loro hanno trovato il gol.

Dopo lo svantaggio abbiamo subito avuto un’occasione e alzato il ritmo per provare a riprendere la partita. Senza voler cercare alibi, l’espulsione ne ha poi cambiato ulteriormente l’inerzia e poco dopo abbiamo subito il secondo gol, che ha reso tutto più difficile.

Non faccio allarmismi. Abbiamo affrontato una squadra esperta, che conosce bene la categoria e cercava ancora il primo successo stagionale. Dobbiamo prendere ciò che questa sconfitta può insegnarci, capire gli errori commessi e farne tesoro già dalla prossima partita.”

Sul piano organizzativo restano aperte le questioni del main sponsor e dei campi di allenamento. Qual è la situazione?

“Sul main sponsor leggerei la situazione in maniera diversa: non è che non ci sia perché non lo stiamo cercando. C’è una trattativa in corso con un partner e, se ancora non siamo arrivati a una soluzione, significa che devono esserci le condizioni giuste per entrambe le parti. Se il Forlì non ha ancora assegnato lo spazio principale sulla maglia è perché ritiene che non sia arrivata una proposta congrua rispetto al suo valore.

Per gli allenamenti abbiamo il centro sportivo di Santa Maria Nuova, che stiamo rimettendo in sesto. Il caldo e le temperature elevate hanno creato qualche difficoltà nell’utilizzo del campo, ma contiamo di poterci tornare stabilmente a brevissimo.

Per quanto riguarda il Federale, sono in corso interlocuzioni soprattutto con il Comune per creare le condizioni necessarie a effettuare dei lavori. Quel campo ha bisogno di interventi importanti, non di una semplice sistemazione provvisoria. Serve un progetto che possa portare valore al club e alla città per i prossimi anni.”

Perché avete acquistato Gabriele Perretta e in quali condizioni lo ha trovato?

“Ritenevo che Gabriele fosse il giocatore e soprattutto l’uomo giusto da inserire nel gruppo. Cercavamo un calciatore duttile e penso sia difficile trovare in Lega Pro un profilo che negli anni abbia dimostrato una duttilità maggiore della sua.

Lo abbiamo scelto anche per i valori umani: è un grande lavoratore e rispecchia ciò che cerchiamo nei giocatori che entrano in questo gruppo.

Era svincolato e si allenava da solo, quindi non può avere immediatamente la stessa condizione di chi lavora con la squadra da luglio. Si è però messo subito a completa disposizione ed è stato utilizzato anche più del previsto a causa degli infortuni di Rossi e Spinelli.

Deve ritrovare con serenità la migliore condizione, ma sono convinto che ci darà una grande mano.”

Avete puntato su portieri giovani. Non sarebbe stato preferibile inserire anche un elemento più esperto?

“Bisogna innanzitutto ricordare che abbiamo Luca Martelli, che praticamente non abbiamo ancora potuto vedere in questo inizio di stagione. Ha avuto un problema durante la preparazione e poi, contro il Cesena, ha riportato una lesione da impatto al retto femorale destro in seguito a uno scontro con un avversario. Sta recuperando e pensiamo che questa settimana possa ricominciare a lavorare sul campo con la squadra. È un portiere sul quale puntiamo e nel quale crediamo.

Avevamo comunque deciso di affiancargli un altro portiere giovane, anche in relazione alla struttura della rosa e al discorso dei minutaggi. Per questo abbiamo scelto Daniel Theiner. Arrivava dal Südtirol, dove era il terzo portiere in Serie B, e quindi aveva giocato poco, ma si è messo immediatamente a disposizione. Ha qualità e penso lo abbia dimostrato anche a Latina, nonostante il risultato. Deve ritrovare fiducia e continuità attraverso le partite, ma crediamo sia il profilo giusto per il nostro gruppo. Sappiamo inoltre che i nostri portieri hanno ancora importanti margini di crescita.”