Forlì, Martino si presenta: «Inizia un nuovo percorso. I tifosi si riconosceranno nella squadra»

Parte a tutti gli effetti la stagione sportiva 2022/23 della Pallacanestro 2.015. La splendida location di Palazzo Hercolani in via Maroncelli, sede di Unieuro, ha infatti ospitato la presentazione ufficiale di Antimo Martino, nuovo capo allenatore e responsabile dell’area tecnico-sportiva del club. Tra sensazioni assortite e questioni di mercato (in settimana arriveranno i primi annunci), c’è subito tanta carne al fuoco per il tecnico molisano.

LA PRESENTAZIONE DI NICOSANTI. «Si è chiuso un ciclo importante per la nostra società, che ha visto Forlì consolidarsi sempre stabilmente nelle posizioni playoff. Ora però si apre un nuovo capitolo. La scelta della società è stata precisa, andando a scegliere un profilo, quello di Antimo Martino, con esperienze in diversi ambiti, oltre a quello di capo allenatore. Gli abbiamo fornito una serie di responsabilità per iniziare la costruzione di un nuovo roster, perché oggi è giusto imbastire un cambiamento, quasi una rivoluzione. Il nostro sarà un percorso almeno di durata biennale, che prevede un forte cambio della squadra. Siamo consapevoli che inizialmente la chimica sarà da trovare, inizialmente potranno esserci momenti di fisiologico ‘appannamento’. Ma non sempre vince il più forte. Spesso a far la differenza è la comunione d’intenti ed è ciò che vogliamo ricercare».

PASQUALI AGGIUNGE. «Arriva a Forlì un allenatore che arriva da un percorso a 360°. Ha iniziato nelle giovanili, poi ha vissuto esperienze importanti da vice e quindi si è imposto da capo allenatore tra Ravenna e Fortitudo Bologna. È la persona giusta, col ‘taglio’ che cercavamo, per dare un volto differente rispetto al passato».

PAROLA AD ANTIMO. «Sono felice di iniziare un nuovo percorso qui. Da subito ho sentito la fiducia della società, che mi ha trasmesso il proprio interesse. Avverto responsabilità nei miei confronti, che voglio ricambiare con grande entusiasmo e voglia di far bene. Per quanto mi riguarda, parte un nuovo percorso in un contesto in cui possa mettere in piedi le mie idee. È ciò che stavo cercando. Ovviamente, il campo sarà l’arbitro e il giudice del nostro operato, ma la serietà e la passione aiuteranno non poco nel raggiungimento di traguardi importanti. Vengo da una stagione difficile e travagliata a Bologna. Avevo una grande voglia di rivivere una stagione positiva ritrovando certe sensazioni, al di là della categoria. Forlì mi ha subito prospettato tutto questo e il rapporto si è concretizzato».

LA MIA AVVENTURA. «Che tipo di allenatore sono? Credo molto nell’aspetto difensivo. Poi, certamente, dovremo anche esser bravi ad esaltare le caratteristiche dei nostri giocatori. Gli obiettivi? Prima dobbiamo chiudere il roster, ‘capire’ la squadra e quindi potremo definire le nostre ambizioni».

CHE FORLÌ SARÀ? «Stiamo già lavorando per dare un volto alla ‘nuova’ Unieuro, tanto a livello di staff, che ritengo molto importante, che di squadra. Sul fronte conferme, ripartiamo da Lorenzo Benvenuti, mentre l’intenzione di proseguire il rapporto con Bruttini non è andata a buon fine, visto che il giocatore ha scelto diversamente per la sua carriera. Abbiamo diverse trattative intavolate che contiamo di portare a buon fine nei prossimi giorni. Costruiremo una squadra giovane ma di valore, con elementi che abbiano voglia di crescere con noi, in una piazza di tradizione. Non mancherà poi un ‘pizzico’ di esperienza, che aiuterà nella crescita e nello sviluppo del progetto. Sarà fondamentale l’equilibrio: a livello di esperienza ma anche tecnico-tattico».

CAPITOLO UNDER. «Dobbiamo definire l’ossatura della squadra. Solo a quel punto capiremo dove ‘piazzare’ gli under (di certo non ci sarà Djordje Pazin, con Forlì che è uscita dal contratto, ndr). Mi sono già fatto un’idea complessiva, assistendo ad allenamenti ed amichevoli delle nostre giovanili. Ma le priorità, in questo momento, sono altre. Se sarà confermato un solo under come lo scorso anno? Capiremo anche questo nelle prossime settimane. L’importante è che arrivino a Forlì buoni giocatori, magari anche firmando due o tre under».

CAPITOLO USA. «Gli stranieri saranno un esterno e un lungo. Sul ruolo di quest’ultimo, molto dipenderà da ciò che il mercato italiano sarà in grado di offrirci. Verosimilmente, quelle degli stranieri saranno le nostre ultime scelte, con le quali andremo a ‘coprire’ ciò che riteniamo mancarci in termini di caratteristiche ed attributi. Del resto, il mercato degli americani è molto ampio. Ci stiamo approcciando al mercato a tutto tondo, comunque fedeli alle nostre idee».

AL LAVORO DOPO FERRAGOSTO. «La ripresa del lavoro in palestra è programmata per metà agosto, indicativamente per il 16. Lavoreremo a Forlì e considereremo, chiaramente, la Supercoppa parte integrante del pre-campionato. Vivremo subito delle partite ‘vere’, ma ci prepariamo ad una stagione lunga e per questo servirà grande equilibrio. I numerosi derby? Rendono il campionato ancor più affascinante, davanti a un ambiente che merita sfide di questo tipo».

ARRIVIAMO IN FONDO. «La pressione della piazza? Fa parte del nostro lavoro e spesso può risultare un aspetto positivo. La squadra dovrà viverla in maniera sana, sfruttandola per migliorarsi e fare il massimo. Servirà pazienza, perlomeno all’inizio, ma la squadra avrà qualità tecniche ed umane importanti. Vogliamo costruire una squadra in cui i tifosi possano riconoscersi. Non ho l’assillo di fare scelte, sul mercato, che piacciano a settembre. Il mio augurio è di piacere a giugno, a fine campionato, e oggi poniamo le basi per questo».