Forlì, Paci: «Trovato l’equilibrio tattico. Potevamo anche vincere»

È visibilmente soddisfatto l’allenatore forlivese, Massimo Paci, all’arrivo in sala stampa al termine della gara del Morgagni. La sua squadra, farcita di giovani nei ruoli chiave, ha appena rallentato la corsa della capolista Mantova, con una prova gagliarda, tutto cuore e grinta, ma condita anche da belle trame e buon gioco d’assieme. Una bella partita, che il pubblico ha apprezzato, sommergendo i Galletti di applausi a fine gara. 

«Potevamo anche vincere… Ora però restiamo con i piedi per terra. Anche se abbiamo pareggiato una partita contro una squadra forte, non abbiamo ancora fatto nulla. Il campionato è lungo e difficile ed il nostro obiettivo è la salvezza. Abbiamo solo compiuto un piccolo passo in avanti, conquistando un punto in più per raggiungere la nostra meta».

Il tecnico fa sfoggio d’umiltà e pragmatismo, sottolineando però i meriti della sua squadra, che sembra finalmente aver imboccato la strada giusta. 

«Abbiamo trovato il nostro equilibrio tattico e dobbiamo continuare così, ma con attenzione, perché il calcio è imprevedibile. La partita l’avevamo preparata come a Mezzolara. Sapevamo che ci sarebbero venuti a prenderci alti con il pressing, ma che avrebbero concesso dietro e così è stato. Avevamo preparato, per tutta la settimana, queste palle da giocare alle spalle della loro difesa. Il nostro gol è venuto così. I ragazzi sono stati bravi a mettere in pratica ciò che gli avevo chiesto».

L’allenatore biancorosso, che contro la prima della classe non ha avuto paura di schierare più under del dovuto, ricevendo risposte positive, è inoltre molto soddisfatto della prova dei suoi ragazzi più giovani, ma guarda già oltre.

«Sono orgoglioso in modo particolare dei tanti giovani che sono scesi in campo. Ho schierato 5 under e dei ‘97, dovendo inoltre sostituire il portiere a pochi minuti dall’inizio, perché Baldassarri ha avuto un problema (ko per una botta alla testa, niente di grave, ndr), inserendo De Gori, un 2001. Nei primi 15’ l’abbiamo pagato, risultando un po’ timorosi. D’altronde di fronte avevamo una squadra che aveva dato 5 gol a tutti e noi venivamo da una sconfitta. Dopo il loro vantaggio, però, c’è stata la reazione e da lì la squadra ha fatto bene. Adesso guardiamo già alla prossima partita (a Fiorenzuola, ndr), che per noi è ancora più importante».

Il Forlì per l’occasione accusava delle importanti assenze, che potevano pesare avendo di fronte una formazione così forte. E a chi ritiene che il Mantova possa aver dato stimoli extra, il tecnico risponde convinto, fornendo un’altra chiave di lettura.

«Credo piuttosto che abbiamo raggiunto un certo equilibrio tattico, col cambiamento di modulo. Lo si era già visto col Sasso Marconi ed anche domenica scorsa a Mezzolara, dove avevamo pagato per alcuni regali in occasione dei gol, ma avevamo disputato una buona gara. I ragazzi all’interno di questo modulo possono esprimere meglio le loro caratteristiche. Sono eccezionali e si impegnano sempre tantissimo, è bastato metterli un po’ meglio in campo ed hanno subito fatto bene. Credo molto in loro. Quello di oggi, insieme al secondo tempo col Franciacorta, è stato il miglior Forlì della stagione, per adesso. Ora iniziamo però una settimana importante, perché dobbiamo confermarci e mantenere ciò che abbiamo messo in mostra, dando continuità a questo pareggio. Andremo là comunque per giocarcela».

Infine una considerazione sulla buona prestazione di Albonetti e una chiosa sui tifosi.

«Albonetti è un ragazzo eccezionale. In estate, ad inizio preparazione, si può dire che fosse quasi un esubero per noi. Lui però ha tenuto duro, dando sempre il massimo, con un’applicazione ammirevole, qualsiasi cosa gli chiedessimo di fare e dovunque lo schierassimo. Noi abbiamo insistito e lui non ha mollato di un centimetro. Il calcio è così, se t’impegni e ti sacrifichi, poi ti ripaga e giochi. Credo molto nei ragazzi che si sacrificano. Sono molto contento, così come del fatto d’aver allargato la schiera degli under, bravo anche Sedioli. I tifosi? Non finirò mai di ringraziarli. Per tutto l’incitamento che ci danno, per noi è fondamentale. Con il loro appoggio, di cui abbiamo estremo bisogno, potremo fare molto bene».