Forlì, Paci: «Vittoria che è come ossigeno. Bene col nuovo modulo»

Il ‘suo’ Forlì, sul manto erboso del Morgagni, ha da poco sigillato la prima vittoria stagionale, superando 1-0 il Sasso Marconi, e il tecnico Massimo Paci, al di là del ‘crudo’ risultato finale, è soddisfatto della prova sfornata dai suoi uomini.

«Questa è per noi un’affermazione davvero importante, perché è ossigeno puro. Ci servivano i tre punti come il pane, ne avevamo bisogno. Bella vittoria, ‘venuta bene’ senza mai rischiare nulla. Dobbiamo migliorare però in fase di possesso, negli ultimi 30 metri: lì non sono ancora soddisfatto del tutto. Però questo modulo inedito per la squadra, il 4-2-3-1, pare il ‘vestito’ perfetto per il Forlì».

Prima vittoria in campionato, la classifica che si muove e, finalmente, Baldassarri che mantiene la porta inviolata.

«Diciamo che un po’ tutti si è infilato per il verso giusto, sì, però preferisco guardare i difetti, dove si può ancora migliorare. Perché si può migliorare ancora parecchio. Abbiamo giocato con quattro attaccanti, è inevitabile concedere qualcosa agli avversari e per questo dobbiamo giocoforza essere più pericolosi davanti, altrimenti rischieremmo spesso di lasciarci le penne. Resta comunque una vittoria che dà morale e i ragazzi se lo meritano, ma ancora non abbiamo fatto nulla. Una volta trovato l’equilibrio, dovremo andare a limare i particolari, nel lavoro tattico che spetta a me».

Paci che, tra le due parti di gara, ammette di aver preferito la seconda. Quella cioè dove il Forlì ha trovato la rete della vittoria, pur creando meno occasioni da rete rispetto al primo tempo.

«Nella ripresa ho visto maggior intraprendenza da parte dei miei, che in fin dei conti è quello che serve con questo modulo. Bisogna infatti avere giocatori che saltano l’uomo sugli esterni oppure il terzino che garantisce superiorità, altrimenti finisce per essere un modulo sterile. Tutto ciò nel secondo tempo si è visto, nonostante gli avversari si chiudessero bene. Solo per questo abbiamo avuto meno occasioni, ma ha funzionato bene».

Già, il nuovo modulo testato dal tecnico biancorosso ha immediatamente portato i suoi frutti. Verrà utilizzato in pianta stabile da ora in avanti? Pare proprio di sì…

«Con tre centrocampisti in campo, nel 4-3-2-1, la squadra non funzionava bene. Era una mia idea, ma avevamo poca copertura. A questo punto due mediani sono diventati indispensabili, il cambio modulo era necessario perché la squadra non era fluida. Ma, ripeto, siamo solo all’inizio, tutto verrà nelle prossime settimane. Bonandi più coinvolto con questo schieramentoÈ il suo ruolo, è un trequartista fatto e finito che deve giocare tra le linee. Il ‘classico’ trequartista che dà problemi all’avversario: Bonandi in questo è bravissimo».