Rotto finalmente il ghiaccio (o l’incantesimo, se preferite) della prima vittoria in trasferta, ora i Galletti sono chiamati al rush finale del girone d’andata. Quattro le sfide rimanenti, che diranno assai sul percorso che potranno compiere gli uomini di mister Paci da qui a fine stagione. Tutte partite alla portata dei biancorossi, che hanno veramente la possibilità di scrollarsi di dosso non solo molte rivali di classifica, ma anche di acquisire e consolidare le proprie certezze. Imperativo, dunque: continuare nel solco tracciato dal tecnico e molto ben seguito, fino ad ora, dalla squadra.
È stato veramente notevole il lavoro compiuto, ma sicuramente non ancora terminato, dall’allenatore di Fermo, che col suo staff ha plasmato un gruppo totalmente nuovo a sua immagine e somiglianza, in cui la sconfitta è vissuta “come la morte” ed un gol subito come una “scarica di elettroshock” preferibilmente da evitare.
Nascono così il primato come miglior difesa, mantenuto per la seconda settimana consecutiva, e la striscia aperta di sei risultati utili (4 vittorie e 2 pareggi), dall’abnegazione infusa a tutto il gruppo nel lottare per evitare di soccombere, a qualsiasi costo. Il pubblico l’ha pienamente percepito ed apprezzato, alzando di conseguenza i decibel dell’incitamento da ogni settore del “Morgagni”.
Un altro ‘miracolo’ di Paci, se così vogliamo chiamarlo, è infatti anche l’essere riuscito, una volta tanto, a mettere d’accordo tutte le varie componenti del tifo biancorosso, che in lui si identificano senza remore riconoscendogli, a ragione, il ruolo di vero leader del gruppo. Un’unione d’intenti ed una compattezza, anche fuori dal rettangolo verde, che a Forlì mancavano forse da fin troppo tempo (gli anni d’oro di Attilio Bardi?) e da cui la squadra, in campo, attinge energia positiva a piene mani, soprattutto in casa ma ora anche fuori.
«Non abbiamo ancora fatto niente, la strada è lunga ed il lavoro da fare è ancora tanto», ripete sempre come una cantilena, quasi schernendosi, il tecnico, che proseguendo nel suo refrain non abbassa minimamente la guardia. «L’unico obiettivo stagionale era, è e sarà, fino a quando non l’avremo ottenuta, la salvezza: prima arriverà e più ne saremo contenti». Mentalità e fame, questo il mantra del tecnico dei Galletti. Dunque, testa bassa e pedalare!