‘Superati’ i primi approcci con i nuovi dirigenti e i nuovi componenti dello staff tecnico, in casa Forlì la palla passa ora ai protagonisti sul campo del prossimo campionato di serie D. Così, nella mattinata di venerdì nella ‘pancia’ del Tullo Morgagni è andata in scena la conferenza stampa di presentazione di tre nuovi tasselli dello scacchiere di Cornacchini: Davide Borrelli, Francesco Verde e Andrea Manara. Un uomo per reparto, pronti a dare il proprio contributo alla stagione di vertice a cui è atteso il club forlivese.
DAVIDE BORRELLI
«Il mio ruolo? Ho fatto un po’ di tutto in carriera, ma preferisco giocare mezzala, arrivando alla conclusione o all’assist per i compagni. In passato ho anche giocato trequartista, ma se devo scegliere preferisco fare la mezzala. L’importante, ad ogni modo, è mettersi a disposizione e scendere in campo nel ruolo in cui c’è necessità, mettendosi a disposizione della squadra. Perché mi chiamano ‘Mago’? È un soprannome che deriva dai tempi di Fano, partito dalle tribune, poi mi si è ‘legato’ addosso. Il passaggio dalla promozione in C ottenuta col Monterosi? Ho provato a restare in terza serie, ma, visto che dall’altra parte non c’era la stessa voglia di continuare insieme, è stato giusto cambiare. Il Forlì mi ha cercato e voluto: questo mi ha spinto a venire in Romagna. Che campionato sarà? Ogni anno, in ogni raggruppamento, ci sono le ‘solite’ 3-4 favorite, quindi non ci sono grandi differenze a livello di ‘scelta’ del miglior girone. Di certo nell’F o nel G si gioca più a calcio, proprio come piace a me. In altri, invece, si punta più sul temperamento».

FRANCESCO VERDE
«Il passaggio al calcio dei ‘grandi’? Non è stato facile, perché non è assolutamente la stessa cosa giocare nelle giovanili e poi tra i senior. Cambia il lavoro a tutti gli effetti e bisogna sempre dare il proprio massimo per adattarsi. Le mie caratteristiche? Sono un attaccante moderno, abile a svariare molto sul fronte offensivo, attaccando la profondità e cercando di dar man forte alla squadra. Per struttura fisica posso sembrare un po’ il ‘classico’ centravanti d’area, anziché muovermi senza dare punti di riferimento. In realtà posso riuscire a coniugare entrambe le cose. L’esperienza all’Olbia? Direi sfortunata. Dopo una settimana di ritiro ho dovuto fare i conti con una lussazione alla spalla, di conseguenza ho perso un po’ spazio. Rientrare in forma non è stato facile e, per non farsi mancare nulla, non andavo molto d’accordo col mister. La convivenza con Pera? Stiamo parlando di un giocatore straordinario ed esperto. Ho moltissimo da imparare da lui e sono certo potremo creare una grandissima ‘convivenza».

ANDREA MANARA
«Mi ritengo un giocatore molto affidabile in fase difensiva, nel mio ruolo di terzino sinistro. Mi piace molto spingermi in avanti al bisogno, non mi tiro indietro. Ma penso sia fondamentale garantire solidità difensiva all’undici, in prima battuta. Nelle ultime due annate ho collezionato numerose presenze in serie D, ritagliandomi il mio spazio. All’Alfonsine sono sempre sceso in campo, quindi alla Correggese ho giocato l’intero girone di andata, prima di saltare qualche partita nel ritorno. Nel complesso è stata un’esperienza importante. In precedenza, ho sempre giocato a Cesena nelle giovanile, prima di trasferirmi alla Spal in seguito al fallimento dei bianconeri. A Ferrara ho giocato nell’Under 17, quindi sono passato direttamente in serie D all’Alfonsine, con un anno in meno rispetto ai regolamenti. Più che l’esperienza estense, mi ha segnato proprio il salto nel calcio dei ‘grandi’».
