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Quando entra in sala stampa, al termine della vittoria sulla Recanatese, Mister Campedelli è accolto da un applauso. Finalmente e giustamente: raggiante, stremato, soddisfatto, sorridente, rilassato, con la consapevolezza d’aver fatto il proprio dovere fino in fondo e forse anche di più. La festa di squadra e tifosi è nel suo apice, e quando i giocatori fanno irruzione all’improvviso è un tripudio, col mister che si sottopone al rito della secchiata d’acqua. 

La salvezza del Forlì era tutto tranne che scontata, senza playout, poi, impensabile. A chi gli chiede come sia potuto succedere, zuppo di felicità, risponde così. Avevamo bisogno d’identità e solidità difensiva, ma soprattutto avevamo bisogno di crederci, contro tutto e tutti. Ci sono stati momenti difficili, dove io ed il mio staff abbiamo lavorato per capire quali fossero le mosse migliori: non è stato facile. La squadra ci ha sempre seguito, così siamo riusciti a fare quadrato, ci siamo estraniati dal contesto, andando controcorrente quando le cose non giravano. È stato fatto soprattutto un lavoro mentale, per invertire la tendenza negativa nella testa dei ragazzi. Sono stati bravissimi a capirlo e metterlo in pratica. Oggi è stato il coronamento. Avevamo previsto che aggredendoli e andando alla conclusione spesso avremmo potuto contenerli: così è stato. Sono felicissimo, lo siamo tutti, perché finalmente alla notte potrò dormire, ho dato tutto me stesso.

Quindi via al ‘classico’ e doveroso giro di ringraziamenti. Voglio e devo ringraziare parecchie persone, tutti coloro che ci hanno aiutato, credendoci come noi: staff, collaboratori, i tifosi che ci hanno sempre sostenuto, sono stati importantissimi durante tutto l’arco del campionato. Ringrazio tutto il mio staff e quello del Settore Giovanile, che ci ha supportato, concedendoci Zavatti, nel momento più delicato, che ha fatto un grande lavoro. Grazie a Paolo Romani, Responsabile del Settore Giovanile, e Mattia Graffiedi, allenatore della squadra Juniores, per l’aiuto. Grazie alla Società, che ci ha richiamato, dandoci la possibilità di finire il lavoro. Vorrei infine esternare un pensiero ed un grazie a Sandro Cangini, che ha pianto quando è andato via, ma non ha mai smesso di aiutarci, sostenerci, supportarci: dietro a questa salvezza c’è anche e soprattutto la sua preziosa mano. Grazie anche a Matteo Mariani, il Club Manager, che è stato un collante incredibile e bravissimo ed una inesauribile fonte d’entusiasmo. Grazie a tutti, nessuno escluso”.

La soddisfazione, del resto, è immensa. E’ più bello che vincere un campionato. Questa salvezza, qui a Forlì poi, una piazza importantissima, nelle condizioni in cui eravamo, vale molto di più. Momento peggiore e momento di svolta? Dopo il Matelica, dove sbagliammo gara, fu durissima. Eravamo penultimi e dovevamo andare a Notaresco. Il martedì ci siamo guardati in faccia e lì ho anche capito che avremmo potuto farcela. Infatti la gara col San Nicolò è stata la migliore di tutte e da quel momento in poi abbiamo svoltato”.

Fianco a fianco col tecnico biancorosso c’è anche il suo vice, Samuele Olivi, colui che nell’ombra ha operato più a stretto contatto con l’allenatore. È stato un anno difficile, dove ho imparato molto. Il momento più duro e più importate è stata la sconfitta interna col Castelfidardo: una mazzata, che però è servita a far scattare qualcosa nella testa dei ragazzi, che non ci sono stati a soccombere. In quel frangente sarebbe stato facilissimo sciogliersi, invece no: da lì è nata la rimonta, difficile ma bellissima”.

Anche l’mvp di giornata, Matteo Cortesi, si concede ai giornalisti presenti, per un commento alla gara e soprattutto alla pazzesca annata biancorossa. “È stato un anno incredibilmente difficile. Eravamo partiti per lottare al vertice ed invece ci siamo ritrovati in fondo. Siamo stati bravi a superare i momenti difficili. Personalmente sono soddisfatto perché ho dato tutto, sempre, anche da infortunato. Prima la spalla e poi un altro problemino che mi ha ‘portato’ in panchina. Però l’importante è che alla fine sia andata bene. Meritavamo la salvezza, a cui sono contento d’aver dato il mio contributo. A Forlì sono stato benissimo e sarebbe bellissimo tornare qui e lottare per la promozione. Però il futuro non lo conosco, adesso poi è troppo presto per parlarne”.