La situazione di classifica, in casa Forlì, si fa sempre più delicata e complicata. A poco e nulla, purtroppo, è servito il sostanzioso successo esterno nell’infrasettimanale sul campo del Pineto. Tutto quanto di buono costruito mercoledì scorso è infatti evaporato in un amen nella gara del Morgagni contro il Campobasso, in cui i Galletti hanno mostrato il proprio volto più ‘brutto’. E, come in tutti i momenti più difficili, a metterci la faccia e tentare di dar spiegazioni è capitan Graziani. “Abbiamo visto nei molisani una squadra molto ben organizzato e piuttosto differente dalla gara di andata – attacca – Abbiamo faticato ad esprimere il nostro gioco, e purtroppo è difficile spiegarne il motivo, se sia più colpa nostra o merito loro. Abbiamo concesso troppo e fatto meno di loro, per di più con l’aggravante di un tempo con l’uomo in più. Forse abbiamo ancora qualche scoria di quando le cose andavano meno bene e non abbiamo abbastanza fiducia in noi. Siamo più portati al gioco di fino e meno a fare la ‘guerra’”.
Certo è che, di riffa o di raffa, ora è davvero giunto il momento di risalire la china e tirarsi fuori dalle secche di bassa classifica. Con i biancorossi che non hanno mai dato la sensazione di avere la giusta continuità per uscire dalla zona playout, in cui attualmente navigano. “Adesso si può dire che la posizione di classifica, a questo punto, non è solo dovuta alla sfortuna – spiega Graziani – Però ne possiamo ancora venir fuori. La voglia c’è in tutti noi. Venivamo da tre partite in una settimana e forse eravamo meno freschi, ma lo stesso si potrebbe dire per gli altri. Adesso siamo attesi da due trasferte toste, a Montegiorgio domenica prossima e ad Isernia in un nuovo infrasettimanale, quello di mercoledì 30. E sappiamo bene che sarà durissima. Sensazioni personali? Io mi sento bene, anche se il ritmo partita si acquisisce giocando. Ma non mi piace parlare di me o passare per il salvatore della patria. Perché la salvezza passa da tutti noi”.