Il Forlì e i fantasmi del passato

Non è certamente un periodo positivo quello dei Galletti, reduci da quattro sconfitte nelle ultime cinque partite. Gli ultimi due ko consecutivi, in casa col Fanfulla e a Sasso Marconi, sembrano aver prodotto uno squarcio in quel velo di tranquillità che aveva permeato tutto l’ambiente biancorosso fin da inizio stagione. Allora, dopo i primi mugugni a causa del gioco non convincente, il tecnico cambiando modulo aveva trovato la quadra e consentito alla squadra d’inanellare una serie positiva lunga e soddisfacente, che aveva portato i biancorossi dalle soglie della zona playout addirittura in piena zona playoff.

È chiaro come il lavoro di mister Paci sia stato maggiormente difficoltoso a causa degl’innumerevoli e pesanti infortuni che hanno colpito la sua rosa. Da Minella a Baldinini, da Ballardini a Bonandi, per concludersi con il ko contemporaneo dei due perni difensivi, Biasiol e Sedioli. Una lunga sequela di acciacchi vari, impronosticabile alla vigilia, che, soprattutto nel caso di Minella e Biasiol, ha privato la squadra a lungo di due giocatori fondamentali. Dopo il mercato di dicembre e quello di gennaio la rosa è stata comunque ritoccata, su desiderio e richiesta del tecnico, col ds Carlo Di Fabio che ha pescato elementi interessanti, che sicuramente sono andati a migliorare la qualità dell’organico biancorosso. Segno questo di un costante impegno anche della società nel supportare lo staff tecnico.

Adesso la parola passa al campo e al lavoro che l’allenatore ed il suo staff sapranno produrre con questa squadra. Da dicembre, però, i risultati sono venuti un po’ meno, e se all’inizio la giustificazione delle numerose assenze aveva comunque attenuato il malumore, le ultime uscite a vuoto hanno acuito una situazione di disagio in seno alla dirigenza.

I fantasmi del passato, come detto, a volte ritornano, ed è forse più il timore di dover rivivere i momenti di tensione e di ansia dell’anno scorso, anzichè un reale senso di preoccupazione, che sta producendo un po’ di agitazione nell’ambiente forlivese. Come detto dal tecnico al 90′ di Sasso Marconi-Forlì, domenica scorsa: «Chiedo calma e chiedo ai tifosi di starci vicini e di pazientare, starà a me trovare le soluzioni». Questa l’onesta presa di coscienza e di responsabilità di Paci: sostegno e vicinanza, senza isterismi, cercando di remare tutti dalla stessa parte. Pazienza, quella che si richiede soprattutto alla dirigenza, che già ha mosso i suoi primi passi chiedendo ed anzi imponendo l’allenamento di lunedì scorso, quasi una sorta di punizione, come se avesse intravisto uno scollamento nell’organico. Sarà solo col lavoro che i Galletti potranno uscire da questo momento di crisi, che era ipotizzabile, ma non preventivabile in queste dimensioni.

Il calendario, inoltre, non aiuta: in questa situazione è un altro elemento di difficoltà. Bisognerà dunque cercare di guardare oltre, non soffermandosi solo alle prossime partite che vedranno i biancorossi affrontare, nell’ordine, Mezzolara, Mantova, Fiorenzuola e Correggese. Tutte squadre in piena lotta per la vetta, oltre al Crema, al momento in zona playout e dunque importante scontro salvezza (senza se e senza ma il vero obiettivo da non fallire). In questo ‘filotto’ si potrebbe però vedere di che pasta sono fatti veramente i biancorossi, questo sì, e la sfida di domenica prossima ai biancazzurri bolognesi sarà sicuramente un test molto attendibile.

Il Mezzolara è infatti la vera rivelazione positiva del campionato, costituendo un impegnativo ostacolo da affrontare. La formazione di mister Togni scenderà al “Morgagni” accompagnata da un ottimo ruolino esterno, fatto di 6 vittorie, 1 pareggio e 3 sconfitte, che ne fanno una delle compagini col miglior rendimento esterno. Un osso veramente duro da rosicchiare, forte anch’esso, come il Sasso Marconi sette giorni fa, di alcuni ex dal dente sicuramente avvelenato. Come il centrale difensivo Davide Maioli, a Forlì un paio di stagioni or sono, e il terzino Pasquale Lo Russo, in biancorosso nel 2015/16. Osservato speciale dovrà essere invece la punta di diamante dell’attacco emiliano, Marcello Sereni, autore già di ben 12 reti.

Un segnale, quindi, dalla squadra e dallo staff, è quello che la dirigenza vuole per potere mantenere inalterata quella fiducia che, non più tardi di qualche giorno fa, il presidente Gianfraco Cappelli ha ribadito e rinnovato pubblicamente al tecnico marchigiano. Autore finora di una buona stagione e sicuramente entrato nel cuore di tanti, se non tutti, i tifosi forlivesi. Avanti compatti dunque, con l’intenzione di fare il meglio possibile, per regalare a sé stessi, ai dirigenti e ai tifosi un finale di stagione con i fiocchi, impostando altresì il lavoro per il prossimo campionato. Che si spera sia, finalmente, quello della svolta e delle grandi ambizioni.