Si è svolta nella mattinata di venerdì la conferenza stampa di presentazione del nuovo socio del Forlì Football Club: Nicola Radici, ex dirigente di alto profilo dell’Atalanta e di altre realtà sportive italiane, calcistiche e non. L’imprenditore bergamasco, al momento anche vice-presidente della squadra spagnola Real Balompedica Linense, club andaluso militante in Segunda Division B, la serie C locale, è recentemente entrato in società ‘portato’ dall’ex presidente biancorosso, Stefano Fabbri (il quale, comunque, non ha ceduto quote azionarie in suo possesso).
Presso la sala stampa dello stadio Morgagni è avvenuto il primo incontro con la stampa locale, nel quale il nuovo arrivato ha illustrato le proprie ambizioni, i propri programmi e gli intenti, che lo hanno portato ad intraprendere questa nuova avventura in terra forlivese, a suo dire “ideale per poter lavorare con ottime prospettive”. Un ingresso, il suo, particolarmente importante, che valorizza la solidità societaria col suo nome garanzia di serietà, stando alle dichiarazioni del presidente Gianfranco Cappelli.
Un innamorato della Romagna si potrebbe dire, che ha frequentato fin dalla nascita insieme alla famiglia (Milano Marittima) e che reputa “una delle zone d’Italia dove si vive meglio: non sarei mai tornato a lavorare nel calcio italiano se non per un posto come questo“. Una vocazione internazionale, quella di Radici, che lo ha portato a spostarsi in Spagna nel corso della carriera, “dove c’è grande tradizione ma anche molte meno pressioni e si vive il calcio e la sconfitta con più serenità”.
Di Forlì e del Forlì conosce ancora poco: “Datemi tempo, 6-7 mesi almeno, per ambientarmi, capire e conoscere: voglio entrare in punta di piedi. Chi già lavora qui sta facendo bene. Conosco Carlo (Di Fabio, ndr), dai tempi del corso da Direttore Sportivo di Coverciano, nel 1997″.
Reputa la realtà forlivese ideale per lavorare: “Ci sono strutture adeguate ed un ottimo settore giovanile, che ha portato in prima squadra diversi elementi. Non è cosa da poco. Ci sono tutte le condizioni per fare bene, anche un doppio salto, a patto di lavorare bene ed avere anche un po’ di fortuna (usa un altro termine, più esplicito, ndr). La cosa più difficile sarà uscire dalla serie D, che conosco per averla frequentata ai tempi in cui ero alla Pro Sesto”.
Radici, che in carriera ha lavorato anche al Prato ed al Sion in Svizzera, non sarà però operativo da subito, ma solo di supporto, almeno all’inizio: “Il mio impegno immediato sarà ridotto, avendone già uno molto gravoso in Spagna. Cercherò d’essere presente almeno una volta al mese. Il Covid crea problemi negli spostamenti. Spero comunque di poter rimanere qui a lungo, non mi è successo spesso in carriera, perché penso che per un progetto vincente occorra tempo. Forlì non ha nulla da invidiare a realtà anche di serie B, ma dovrò capire cosa manca per fare il salto di qualità”.
Ha creato anche una sua struttura di scouting, che lo ha portato specialmente in Africa e Centro America: “Ho conosciuto realtà incredibili e fatto esperienze che mi hanno aperto la mente. Ho una struttura di scouting con diversi giovani interessanti, vorrei portarne qualcuno anche al Forlì. Non escludo anche qualche scambio con elementi della società spagnola di cui sono vice-presidente”.