Il neo ds Andreatini: «Voglio un Forlì col veleno dentro. A breve il tecnico»

La stagione 2020/21 è a tutti gli effetti alle spalle. Il Forlì resetta tutto e riparte, pronto a tuffarsi nel nuovo campionato di serie D. A benedire questo ‘restart’, la presentazione del nuovo direttore sportivo del club, il riminese (ma oramai bellariese a tutti gli effetti) Massimo Andreatini, classe ’73 reduce da quattro stagioni dietro la scrivania della Fermana in serie C. A lui il compito di ‘ristrutturare’ le fondamenta dei galletti, partendo dalla scelta del nuovo allenatore che prenderà il posto del partente Giuseppe Angelini.

A fare gli onori di casa, il presidente Gianfranco Cappelli: «Nonostante un accenno di contestazione nei nostri confronti da parte del tifo, la società rilancia scegliendo un professionista indiscusso quale Andreatini. Avrà pieni poteri decisionali sul mercato. Una scelta tenuta ‘nascosta’ da parte nostra, fondamentale perché il club si potesse finalmente dotare di una figura seria e competente. Ora non resta che ripartire, per non sprecare il lavoro svolto lo scorso anno. La squadra era di assoluto valore».

Quindi, parola al grande protagonista di giornata, Massimo Andreatini: «Arrivo a Forlì con grande entusiasmo, in una società che ha sicuramente raccolto meno di ciò che ha seminato. La storia dei galletti parla per sé ed esternamente la società ha un certo livello di ‘appetibilità’, viene vista come un punto di arrivo. Per questo ritengo si tratti di una scelta migliorativa per me, professionalmente parlando, perché il progetto è ‘di peso’. Nell’ultima stagione ho visto giocare il Forlì diverse volte e mi è piaciuto, nonostante avesse forse qualche problema strutturale. Non dovremo stravolgere tutto, ho già un’idea della base da cui ripartire. Per prima cosa, però, chiuderemo molto presto col nuovo mister. Siamo vicini alla fumata bianca, restano soltanto da sbrigare le ultime formalità. Porteremo a Forlì un tecnico di alto lignaggio. Di conseguenza ci muoveremo sul mercato. Come sarà la nuova squadra? Lavoro, umiltà, sacrificio e guerra: sono questi gli aggettivi che preferisco. E sono le stesse caratteristiche che andremo a cercare anche nella scelta dei giocatori. Dovranno avere il ‘veleno’ addosso. Scendere in campo per il Forlì deve essere un orgoglio. Obiettivi? A fine stagione dovremo aver dato tutto per questi colori e questa società che merita tanto. Gli under? Ci lavoreremo. Il nostro vivaio ha giovani importanti. Formeremo la rosa scegliendo ‘a tavolino’ i ruoli in cui sistemarli, anche se cercheremo di formare coppie in funzione dell’età. Così facendo, l’identità della squadra non verrà stravolta in caso di assenza di un under».