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Sì, è proprio una specie di magia, come cantavano i Queen ben 33 anni fa, nel lontano 1986. È una specie di magia quella che sta vivendo sulla propria pelle la Pallacanestro 2.015 e insieme a lei tutti i suoi tifosi. Usciti domenica scorsa dal PalaCattani di Faenza a dir poco festanti e soddisfatti della prova ‘sfornata’ dall’Unieuro, giunta alla quinta vittoria consecutiva demolendo letteralmente Imola.

Certo, è vero che eravamo qui con Forlì in B, come cantavano gli ultras forlivesi a Faenza. E magari ora saremo pure qua per portare in A tutta la città. Perché porsi limiti sarebbe anche sbagliato, per certi versi e mille motivi, in primis perché questo girone Est pecca maledettamente di un proprietario e Forlì in questo momento (!) parrebbe essere il collettivo più attrezzato. Ma serve sempre la giusta dose di calma e sangue freddo: siamo soltanto a metà del girone di andata e davanti a noi ci sono ancora 19 giornate prima dei playoff…

Sta di fatto che nel derby la Pallacanestro 2.015 ha ‘siglato’ la propria miglior prestazione stagionale un po’ su tutto il fronte, a partire da quegli aspetti ‘intrinseci’, a livello psicologico e mentale, che spesso e volentieri svoltano partite se non intere stagioni. Forlì, però, ha vinto il derby facendo il buono e il cattivo tempo sul fronte offensivo. Numeri alla mano, infatti, quella contro Imola è stata la seconda miglior prestazione offensiva stagionale della Pallacanestro 2.015, alle spalle soltanto dei 104 punti mandati a bersaglio contro Ferrara.

Ciò che più balza all’occhio, ad ogni modo, è sicuramente la prova balistica di Giachetti e compagni, che chiudendo col 58,7% di realizzazione dal campo ha fatto segnare la miglior precisione al tiro della propria regular season. Corroborata ulteriormente dalla percentuale più alta dell’anno nel tiro da 2 (63%) ed un altrettanto ottima prestazione anche dalla lunga distanza (47%). Che si trattasse del pomeriggio perfetto, del resto, lo si era colto già dalle battute iniziali del match. Quando cioè Forlì ha mandato a bersaglio ben 13 tiri sui 17 tentati, il 76% di realizzazione, segnando la bellezza di 32 punti nei primi 10’.

Una vittoria limpida, splendente, mai in discussione che ha proiettato Forlì al 2º posto conclusivo al giro di boa della regular season. Consegnandole così la Reale Mutua Torino di coach Demis Cavina ai quarti di finale di Coppa Italia che si giocheranno il 6 marzo prossimo. Un avversario certamente non malleabile, con grandi ambizioni e in grande ripresa dopo un avvio di stagione un po’ balbettante.
Il roster, del resto, è di prim’ordine. Tre le principali bocche da fuoco dei torinesi (l’ex Ravenna Derrick Marks, Mirza Alibegovic e il ‘tuttofare’ Kruize Pinkins, messosi in luce lo scorso anno a Casale), ma ogni componente del gruppo ha ruoli e compiti ben definiti che sa ‘concretizzare’ al meglio. Massima attenzione poi sotto canestro, dove agiscono il classe 2000 ex Udine e Cagliari Ousmane Diop e l’ex Fulgor Libertas Luca Campani.

Sempre in tema Final Eight, poi, nelle prossime settimane verrà decisa la sede in cui si terranno. Certa la candidatura di Ravenna con i suoi PalaDeAndrè e PalaCosta, quasi sicura quella di Torino, probabile anche Napoli. Come ricordato da LNP, i giochi si chiuderanno già tra poche ore: entro le 14 di lunedì prossimo, 23 dicembre, dovranno pervenire tutte le candidature, che saranno poi attentamente vagliate a seconda di quanto riportato dal bando.

Torino, se effettivamente sarà tra le candidate (ma non vi sono grossi dubbi al riguardo), potrebbe giocare un ruolo importante, considerando la presenza di tre compagini piemontesi (Biella e Casale Monferrato, oltre agli stessi padroni di casa) ed è la grande favorita per accaparrarsele. LNP, però, preferirebbe, se possibile, una sede ‘comoda’ logisticamente, in una posizione centrale. Per questo Ravenna potrebbe salire clamorosamente alla ribalta. A meno che non scenda anche in campo la stessa Forlì, al di là delle ‘chiusure’ societarie in merito: come scrivevamo un paio di settimane fa, potrebbe davvero essere la mossa che ribalta il tavolo.

Insomma, tutto ciò, Imola e la Coppa Italia, è un raggio di luce che mostra la via, parafrasando di nuovo Freddie Mercury e compagni. Una luce da tenere accesa, anzi ravvivandola, che ci conduce dritti dritti al prossimo fine settimana, al ‘lunch derby’ del PalaDeAndrè contro l’OraSì. Sarà prima contro seconda della classe, Ravenna contro Forum Livii, Mausoleo di Teodorico contro Piazzale della Vittoria (ma sì, un pizzico di autoreferenzialità non guasta mai). In parole povere: #TuttiaRavenna.