No, non è ancora il de requiem sulla stagione 2019/20 di serie A2, ma la sensazione è che non siamo poi così distanti dal lockdown totale delle competizioni organizzate da Lega Nazionale Pallacanestro. L’inizio della “settimana cruciale”, secondo esperti e virologi, per quanto riguarda l’emergenza sanitaria in corso nel Paese, porta infatti con sé dirette novità a dir poco rilevanti anche in casa Pallacanestro 2.015.
Tramite una nota ufficiale, LNP ha infatti comunicato l’annullamento dell’edizione 2020 della Coppa Italia. Quelle Final Eight di serie A2 di Ravenna a cui anche i biancorossi di Dell’Agnello avrebbero preso parte, per la prima volta dallo ‘sbarco’ in seconda serie, che quest’anno, con ogni evidenza, non verranno disputate in alcun modo. Alla Piero Manetti e alla città bizantina, ad ogni modo, verrà riservato una sorta di diritto di prelazione per l’organizzazione dell’edizione 2021.
E non è tutto. Perché se la Lega comunica pure di aver formalizzato a Gianni Petrucci, presidente FIP, la richiesta di “analizzare, congiuntamente con il CONI ed il Governo, tutte le possibili forme di sovvenzione e taglio dei costi da applicare per la prossima stagione“, allo stesso Petrucci è anche giunta richiesta di “dichiarare interrotto alla data del 30 marzo il campionato di serie B“. Non è una novità, del resto, che gran parte dei club di cadetteria spingessero per la serrata anzitempo della stagione, “senza pensare neppure ai verdetti, promozioni o retrocessioni che siano”, come dichiarato da Pietro Basciano sulle colonne di Tuttosport.
In soldoni: conclusa la serie B (e a cascata pure tutte le minors regionali, a quanto pare), annullata la Coppa Italia, non resta che tentare di salvare il salvabile portando in porto l’A2. Ma, anche qui, la situazione è tutt’altro che rose e fiori. La stessa LNP ha ammesso di “valutare la possibilità di ripresa del campionato nei mesi di maggio e giugno, a patto che i Decreti governativi e sanitari vigenti in tale periodo rendano possibile una piena ripresa dell’attività sportiva”. Pressoché scontata, infatti, l’impossibilità di tornare a regime il prossimo aprile, l’unica speranza (coronavirus e decreti permettendo) è di riuscire a tornare in palestra verso metà aprile concedendo alle squadre almeno un paio di settimane di preparazione, in modo tale da concludere la regular season nei primi giorni di maggio e quindi avviare fase a orologio (ridotta rispetto alle attuali sei partite, questa la volontà) e playoff.
Voci, indiscrezioni, speranze e nulla più, ad ogni modo, perché logicamente si naviga a vista e l’ipotesi più accreditata, purtroppo, resta sempre una chiusura anticipata della stagione sportiva. Ed è il ‘solito’ Basciano, a Tuttosport, a confermare l’eventualità. «Per i club di serie A2 è più facile riprendere la stagione – afferma –, a tre condizioni: che restino le due promozioni, che si giochi a palazzetti aperti e che si possano tesserare giocatori per sostituire chi ha lasciato il Paese. Non è però così semplice. Una data chiave è il 4 aprile, dopo la scandeza del 3 stabilita dal governo. Se deciderà che l’emergenza è quella attuale protraendo lo stop a ogni attività, a quel punto dovremo dichiarare chiusa anche la A2».
Difficoltà ad immaginare un futuro per questo campionato che ammette anche Giancarlo Nicosanti, presidente della Pallacanestro 2.015, il quale, di fatto, parla come se il 2019/20 fosse già in archivio. «Il mio pensiero è che sarà difficile continuare la stagione – sono le sue parole in una nota diffusa dalla società di viale Corridoni –, però faremo di tutto per fare in modo che il campionato possa concludersi, se questo sarà possibile. Da parte nostra c’è ovviamente rammarico. Per la prima volta eravamo secondi in classifica, venivamo da un periodo decisamente positivo e stavamo entrando in buona condizione nella parte finale del campionato. Ci stavamo togliendo delle soddisfazioni, e poi c’era la Coppa Italia… Il campo stava dicendo che stavamo vivendo quel “salto di qualità” che era nei nostri programmi ad inizio stagione, per continuare ad avere ambizioni importanti. Nel corso di questi anni abbiamo sempre fatto un “upgrade”, anche con sacrifici economici da parte della Fondazione, ma sempre con il piacere di vedere tanti tifosi al seguito che ci sostengono durante le partite con il loro calore ed il loro affetto».