È affranto ma non abbattuto mister Massimo Paci, al termine dell’incontro di Lodi, dove il Forlì è capitolato 2-1 di fronte al solido Fanfulla. Il risultato non rende giustizia ai padroni di casa, che hanno anche colpito due legni e sfiorato la segnatura in un’altra occasione. Ma il calcio, si sa, è imprevedibile e soprattutto conta solo buttarla dentro.
«Abbiamo approcciato il match positivamente. La partita è stata equilibrata nei primi 15′, nonostante il palo di Palmieri, del tutto casuale su corner. L’episodio che ha fatto svoltare la partita è stato senza dubbio il rigore, a metà frazione. Abbiamo subito il penalty al termine di un’azione confusa e casuale. Sotto per 1-0 indubbiamente abbiamo sbandato, non riuscendo a creare azioni pericolose. Ma non subendo nemmeno la pressione avversaria. Il gol del 2 a 0, nato da una dubbia punizione al 45’ è stata senz’altro un’altra mazzata. Nella ripresa, dopo i tre cambi, la squadra è stata più fluida ed ha costruito più gioco. Rendendosi pericolosa in diverse occasioni. Ero molto fiducioso di recuperare il risultato, ma l’espulsione di Ferraro ha mandato all’aria tutti i piani. Non abbiamo comunque subito più di tanto nemmeno in inferiorità numerica. Alla fine siamo stati puniti dagli episodi, subendo due reti su palla inattiva».
Sui singoli, invece, Paci non ama sbilanciarsi: una squadra è tale nelle vittorie e nelle sconfitte, si vince e perde tutti insieme.
«Non voglio parlare a livello individuale. Sicuramente dobbiamo crescere come squadra. Io ragiono così. Il nostro obiettivo è di salvarci ed a mio parere abbiamo tutti i mezzi per farlo, senza problemi. Ora testa bassa e lavorare sodo in vista del prossimo incontro. Che l’avvio di campionato fosse molto duro già lo sapevamo».