Una rimonta (un po’ troppo a rilento) iniziata alle prime tornate del gran premio, una lunga rincorsa fino al 3º posto al traguardo per un podio quasi ‘doveroso’, la poltrona di vice-campione del mondo, per il terzo anno di fila, pressoché in ghiacciaia. Ciapa, ciapa, porta a cà: questo è il bottino che Andrea Dovizioso fa proprio in quel di Motegi. Un bottino di primo acchito anche piuttosto sostanzioso, al netto di tutte le varie problematiche e questioni conosciute e già dibattute nelle scorse settimane.
In realtà, dietro a tutto ciò, c’è anche parecchio grigiore. Sì, perché la Ducati, su un circuito favorevole in cui si sarebbe indubbiamente potuto tirar fuori anche altro risultato, ha faticato parecchio per raggiungere il podio con Dovi. Basta dare un’occhiata ai piazzamenti degli altri ducatisti per rendersene conto: Petrucci 9º, Miller 10º, Bagnaia addirittura 13º. Solo Andrea, di fatto, è in grado di salvare il fine settimana di Borgo Panigale. Un po’ come succede alla Honda con Marquez.
Tutte difficoltà e preoccupazioni che il pilota forlivese, apparso piuttosto tirato in volto (non a caso) al termine della gara, non nasconde, specie ragionando in ottica futura. «Sono ancora una volta deluso, soprattutto pensando al finale di gara. Dobbiamo capire perché la moto migliora verso la fine ma all’inizio non mi è possibile attaccare. È frustrante. Se non sono contento per un 3º posto significa che ci sono problemi da risolvere».
Dovizioso, insomma, non è certo il ritratto della felicità nelle ore immediatamente successive al gran premio giapponese. «Ho faticato troppo nella prima parte di gara – spiega –, quando c’era tanta aderenza. È la stessa cosa che ci succede al venerdì e al sabato, che non mi permette di stare nelle prime posizioni. Si tratta di un problema da analizzare e risolvere: senza quelle difficoltà, dando un’occhiata allo svolgimento della gara, potremmo competere molto più agevolmente per la vittoria».
Di tempo per ragionarci su, ad ogni modo, ce n’è ben poco. Già venerdì prossimo si torna in pista, sul circuito australiano di Phillip Island, per il secondo appuntamento del trittico in terra d’Oriente. «Sarà una gara complicata – chiude Dovi –. Lo scorso anno sono andato a podio (chiuse 3º, ndr) per la seconda volta in MotoGP su quella pista. Non si addice propriamente alle nostre caratteristiche e Marquez sarà ancora una volta il grande favorito. Se non altro in classifica ho un buon vantaggio, di 55 punti, su Rins, ma dovrò essere intelligente nelle prossime gare su piste che non sono le migliori per noi». Non resta altro che attendere con ansia Valencia per mandare agli archivi questa tribolata stagione e gettarsi a capofitto sul 2020.