MotoGP, rinvio anche per Jerez. Punzonati a distanza i motori 2020

Pure Jerez china la testa dinanzi all’emergenza coronavirus. Una notizia attesa da giorni, inevitabile considerando la situazione a dir poco disastrosa pure in terra spagnola. Tra il 1º e il 3 maggio, dunque, niente moto in pista sul circuito Angel Nieto, con l’evento rinviato a data da destinarsi (complicato, oggi, azzardare una possibile collocazione) quando verrà stilato un nuovo calendario definitivo.

A questo punto, dunque, il primo appuntamento della stagione 2020, se non altro in via ufficiale, resta il Gran Premio di Le Mans, attualmente in programma per il fine settimana del 17 maggio. Piuttosto difficile (per non dire impossibile), però, che la gara francese si corra regolarmente, al pari delle due gare successive, un weekend dietro l’altro, di Mugello (31 maggio) e Catalogna (7 giugno). Tutte corse che dovranno essere riprogrammate una volta terminata l’emergenza sanitaria.

In questo scenario, si fa improvvisamente largo un’ipotesi ‘balenata’ negli scorsi giorni ai vertici Dorna, alle prese con grossi problemi a livello organizzativo e logistico. Basti pensare che almeno 15 gare (è questo l’obiettivo, nelle più rosee delle speranze) in giro per il mondo dovranno essere condensate in soli 6 mesi se non addirittura 5. L’idea di Ezpeleta e soci, dunque, sarebbe quella di dare il ‘la’ al Mondiale con il classico trittico primaverile europeo, Jerez-Le Mans-Mugello, tra fine giugno e inizio luglio. Covid-19 permettendo, ovviamente. Il mondo delle due ruote, insomma, conta di spingere sull’acceleratore partendo da tre gare particolarmente ‘sentite’ sia tra i piloti che tra gli appassionati per prendere l’abbrivio verso un 2020 inedito.

In tutto ciò, nelle scorse ore si è chiusa la finestra di sviluppo delle parti motoristiche e aerodinamiche. Come anticipato precedentemente da Danny Aldridge, direttore tecnico del motomondiale, Fim, Irta, Msma e Dorna hanno proceduto nella giornata di mercoledì scorso a punzonare ‘a distanza’ i motori per la stagione 2020. La classica ‘omologazione’ dei bolidi della MotoGP che avviene nella prima gara del campionato che quest’anno, con ogni evidenza, non è stato possibile attuare in Qatar. Tutti i costruttori (ma non Aprilia e KTM, che godono di particolari concessioni), così, hanno fornito in digitale un elenco di parti di motore campione e disegni della prima delle due carene a disposizione per ogni pilota. Da oggi in avanti si può quindi lavorare sullo sviluppo di qualsiasi altra parte non soggetta ad omologazione.