Compirà 31 anni fra meno di un mese, il 14 settembre per la precisione, ma il fisico asciutto non lascia tradire il passare del tempo. È l’identikit di Nicola Ferrari, 183 cm per 76 kg, neo centravanti biancorosso presentato alla stampa, chiamato a sostituire, nel cuore dei tifosi e non solo, lo sfortunatissimo Santiago Minella, proprio mentre quest’ultimo si accasava al Delta Porto Tolle.
Un girovago dello stivale calcistico Ferrari, sempre prolifico ed in doppia cifra in tutti i suoi campionati in Serie D, con qualche felice capatina anche al piano di sopra. In carriera ha messo a segno, complessivamente, 123 reti in 335 apparizioni. Un vero e proprio “califfo” delle aree di rigore, l’ariete che tutti i tifosi forlivesi aspettavano da tempo con ansia.
Un approdo, quello al “Morgagni”, arrivato all’improvviso, quasi per caso, come racconta lo stesso giocatore… «È stata un’estate particolare, con molte richieste che non mi soddisfacevano, compresa quella del Rimini. La chiamata del direttore è arrivata al momento giusto e subito dopo avergli parlato ho scelto di venire a Forlì, senza dubbi». Nonostante che, per la prima volta in carriera, si sia trovato a doversi integrare in un gruppo per lui completamente nuovo. «Si, è vero, non conoscevo nessuno, è la prima volta che mi capita in carriera, ma mi sono già integrato in questo gruppo già collaudato».
Un salto nel buio, dunque, quello effettuato dall’attaccante, che conferma però la sua convinzione sulla scelta fatta. «L’organizzazione della Società, lo stadio e tutto l’ambiente mi hanno colpito molto in positivo. Punteremo al massimo possibile. Personalmente il mio obiettivo è fare bene per e con la squadra».
Le sue caratteristiche inoltre sembrano sposarsi in pieno con quelle ricercate da Di Fabio ed Angelini. «Sono una prima punta da area di rigore, dove mi piace ricevere e giocare la palla per rendermi pericoloso, avendo nel colpo di testa la mia arma migliore. Sono anche un rigorista, l’anno scorso non ne ho fallito nessuno. So dare però anche profondità, o all’occorrenza dialogare con i compagni tra le linee – continua –. Ho quasi sempre segnato molto, anche giocando in gironi diversi, andando sempre in doppia cifra. A mio giudizio però il girone emiliano è molto più tosto, mentre nel lombardo c’è più disparità».
Nonostante queste credenziali di tutto rispetto, Ferrari ha però sempre cambiato aria a fine stagione, una cosa che neanche lui si sa spiegare. «Non so perché mi sia capitato di cambiare ogni anno Società. Penso che sarebbe stato positivo rimanere nella stessa squadra per più anni, ma non è mai successo». Il suo peregrinare, inoltre, lo ha portato a conoscere ed interpretare e sistemi di gioco diversi. Ecco il suo preferito. «Ho giocato con molti moduli differenti, ma mi sono trovato meglio con un’altra punta ed il trequartista dietro». Chissà cosa ne pensa mister Angelini…