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Dopo dieci giorni di voci più o meno fondate riguardanti mercato e futuro della Pallacanestro 2.015, cerchiamo di mettere a fuoco per quanto possibile la situazione in casa biancorossa. Lo facciamo grazie all’aiuto di Giancarlo Nicosanti, presidente della compagine forlivese.

Buongiorno presidente, innanzitutto grazie per la disponibilità. Partiamo subito col botto: la proposta del ripescaggio in massima serie. Com’è andata la faccenda?
«È stato come un fulmine a ciel sereno, una richiesta assolutamente inaspettata e lusinghiera alla quale però abbiamo dovuto rispettosamente, seppure a malincuore, rispondere no».

Qual è la motivazione di questa scelta?
«Presto detto: avremmo potuto essere interessati, ma le poche ore concesseci per prendere una decisione così importante ci hanno indotto a declinare l’offerta che ho già definita lusinghiera. Sarebbe stato necessario e doveroso pianificare al meglio lo sbarco nella massima serie e il tempo per le opportune riflessioni e valutazioni è una condizione necessaria. Preferiamo costruire una squadra che guadagni sul campo l’ambito traguardo».

In questa ottica, la perdita di un under di altissimo profilo come Tommaso Oxilia può rappresentare un problema?
«Sì, certamente. Stiamo valutando ogni possibilità. Probabilmente asciugheremo le rotazioni, che saranno a 8 giocatori, e pagheremo la sanzione (7.500 euro una tantum, ndr) per il mancato impiego del numero di under previsto. Auguro tutto il bene possibile a Tommaso, ma, personalmente, sono rimasto molto deluso dal comportamento del ragazzo. Spero che possa trovare quello che cerca nel progetto che si accinge ad iniziare a Ravenna».

Altro argomento spinoso: la questione Pini. Quante possibilità ci sono di vederlo in biancorosso per la prossima stagione?
«A Reggio Emilia credo molte! A parte le battute, noi abbiamo fatto al ragazzo e al suo procuratore un’offerta molto importante ed interessante. Ma per prestigio e per ragioni di cuore dovrebbe, e uso il condizionale, trovare una collocazione in LBA nella società che lo ha fatto crescere».

La vostra offerta, presidente, poteva essere così allettante?
«Non era un’offerta a tre cifre, ma sarebbe comunque stato il giocatore italiano da noi più pagato. Tuttavia è comprensibile sia il desiderio di riavvicinarsi a casa, sia la gratificazione di competere a livelli più alti e prestigiosi. Motivazioni che possono indurre ad accettare offerte anche economicamente meno vantaggiose».

A che punto siamo con il completamento del roster?
«Stiamo sistemando le ultime due caselle a livello di italiani, per poi concentrarci sulla scelta degli stranieri. Pur avendo un budget molto minore rispetto a quello della stagione passata, costruiremo una compagine che possa lottare per l’obiettivo divertendo i tifosi».